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H2IT incontra il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Morelli

L’Associazione H2IT incontra il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Morelli. Continua il dialogo tra H2IT e le istituzioni per implementare la strategia dell’idrogeno per la decarbonizzazione dei trasporti.

Morelli: “La filiera dell’idrogeno è destinata a crescere in maniera significativa a beneficio dei Paesi che ne avranno saputo riconoscere il potenziale”

 Auto, camion e bus a lungo raggio, trasporto ferroviario e, in prospettiva, trasporto marittimo a idrogeno saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni al 2030 e al 2050 posti dalla Commissione Europea. Condivisa con il Viceministro la necessità di un approccio pragmatico e strategico, a partire dalla costruzione delle infrastrutture di rifornimento fino allo sviluppo delle normative

 Roma, 20 luglio 2021 – Nella giornata di ieri, H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile ha incontrato il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessandro Morelli, riscontrando l’impegno del Ministero a supportare lo sviluppo concreto della mobilità idrogeno in Italia, confermando la centralità del tema nell’agenda politica. L’Associazione ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico e strategico su diversi fronti: la costruzione di un’infrastrutture di rifornimento adeguata, lo sviluppo della normativa, la semplificazione dei processi autorizzativi per la costruzione delle stazioni di rifornimento ed infine il supporto all’adozione di veicoli a basse emissioni in ambiente urbano ed extraurbano.

Il ripensamento della mobilità in chiave sostenibile non può prescindere dal concetto di neutralità tecnologica – ha dichiarato a margine dell’incontro il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessandro Morelli. È di fondamentale importanza cogliere tutte le opportunità offerte dalla transizione ecologica, senza pregiudizi né preclusioni. Una strada da percorrere è sicuramente quella dell’idrogeno, il cui sviluppo è annoverato dalla Commissione europea come condizione necessaria per completare il processo di decarbonizzazione entro il 2050. Significa che nei prossimi decenni la filiera dell’idrogeno è destinata a crescere in maniera significativa e questo andrà a beneficio dei Paesi che ne avranno saputo riconoscere il potenziale. Le aziende italiane hanno il know-how e le competenze per primeggiare a livello europeo anche in questo campo, ma serve una strategia nazionale che fissi un quadro legislativo certo e un piano di investimenti a lungo termine in infrastrutture, ricerca e innovazione. Nelle prossime settimane incontrerò i vertici di FNM, azienda lombarda pioniera che sta realizzando la prima ferrovia a idrogeno in Val Camonica, per rilanciare una case history utile al Paese”.

Occasione di confronto sui nuovi target dell’Unione Europea, l’incontro ha permesso di rimarcare la rilevanza dello sviluppo del trasporto su strada. Auto, camion e bus a lungo raggio a idrogeno, del trasporto ferroviario e, in prospettiva, del trasporto marittimo a idrogeno sono componenti chiave della strategia per raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni al 2030 e al 2050 resi più sfidanti con l’uscita del pacchetto Fit For 55.

“Siamo felici di aver riscontrato il favore del Viceministro nei confronti dello sviluppo della mobilità idrogeno – ha dichiarato Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT– H2IT ha al suo interno un bacino di competenze, esperienze e conoscenze che può essere utile per indirizzare le decisioni delle Istituzioni, con un background scientifico e tecnologico. Come associazione manteniamo un rapporto storico con le Istituzioni Nazionali, con la prospettiva di fornire informazioni utili al decisore politico per prendere le scelte adeguate. Crediamo infatti che questo possa essere un elemento fondamentale per realizzare i progetti, specialmente per l’implementazione di quelli previsti nel PNRR in ambito mobilità, i quali dovranno predisporre strumenti e pianificazioni per la messa a terra di progetti importanti, in tempi vincolati e con meccanismi determinanti, oltre a individuare processi inclusivi nei confronti degli stakeholder.

 

Negli ultimi anni, l’Associazione è diventata un interlocutore prezioso per le Istituzioni su tutti i temi relativi all’idrogeno. Già dal 2016, infatti, ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” aggiornato poi nel 2019. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”. A gennaio 2021 H2IT ha presentato anche il report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, i cui punti salienti sono stati presentati in un’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del PNRR (Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza).

H2IT continua il proprio percorso di confronto con le Istituzioni perché crede nell’importanza di allineare tutte le attività messe in capo dai diversi ministeri competenti in ambito idrogeno per giungere alla creazione di una strategia unica che realizzi la transizione energetica del settore dei trasporti parallelamente al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare le barriere che ostacolano lo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.

 

 

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H2IT avvia il tavolo di lavoro per l’elaborazione di un Position Paper della Ricerca sull’Idrogeno

Il comitato scientifico di H2IT avvia il tavolo di lavoro per l’elaborazione di un Position Paper della Ricerca sull’Idrogeno

Il sistema economico italiano subirà grandi cambiamenti nei prossimi anni in relazione alla spinta verso la decarbonizzazione contenuta nei Piani del Governo; quello dell’idrogeno è uno dei settori che sperimenterà l’evoluzione più rapida in relazione alle politiche italiane e europee e ai fondi disponibili per lo sviluppo della filiera. In questo contesto il ruolo degli attori della ricerca, sviluppo e innovazione è fondamentale.

I centri di ricerca e le università italiani vantano ampie competenze ed esperienze nel settore dell’idrogeno, comprovate dalla presenza elevata all’interno del programma Europeo della Ricerca e Innovazione e all’interno di progetti internazionali. L’Industria italiana può quindi trovare supporto ideale da parte dei centri di ricerca con competenze in grado di coprire tutti gli aspetti dello sviluppo tecnologico nei vari e più diversi ambiti della filiera idrogeno fino alla realizzazione del prodotto commerciale.

L’elaborazione di un Position Paper della Ricerca sull’idrogeno ha l’obiettivo di identificare temi prioritari affinché la Ricerca risponda alle esigenze attuali del mondo industriale, ma allo stesso tempo allo sviluppo delle tecnologie della prossima generazione e al supporto per la realizzazione dei nuovi mercati.

Il lavoro partirà dalla mappatura delle attività degli attori della ricerca italiana al fine di rappresentare correttamente l’ambito di sviluppo e le relative necessità.

Il comitato scientifico di H2IT, composto dai centri di ricerca e le università associate ad H2IT, è coinvolto nella stesura del position paper. Il coinvolgimento è aperto a contributi di altri centri di ricerca italiani impegnati sulla materia, al fine di dare una figura più ampia delle potenzialità del Paese.

H2IT crede fermamente che il supporto della ricerca e innovazione su tutta la filiera, che parta dalla ricerca di base, fino ad arrivare alle fasi di sviluppo commerciale, sia fondamentale per sviluppare una filiera italiana forte e competitiva.

Per avere ulteriori informazioni o per essere coinvolti nel lavoro di preparazione del position paper contattare segreteria@h2it.it

 

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H2IT alla Camera dei Deputati: “L’idrogeno può essere la chiave per la transizione energetica e la competitività economica del Paese”

L’Associazione H2IT alla Camera dei Deputati: “L’idrogeno può essere la chiave per la transizione energetica e la competitività economica del Paese, ma occorre un piano strategico di ampio respiro e investire sull’idrogeno verde”

Il Presidente di H2IT Alberto Dossi e il Vicepresidente Luigi Crema sono intervenuti oggi alla “Commissione Attività Produttive, commercio, turismo” della Camera dei Deputati sottolineando le grandi opportunità di crescita della filiera e le barriere che la ostacolano

Milano, 12 maggio 2021 – La filiera italiana dell’idrogeno è in rapido sviluppo e, se supportata adeguatamente, può avere un impatto decisivo sia per la transizione energetica che per la competitività economica del Paese. Questo il messaggio chiave che H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, ha voluto inviare alle istituzioni in occasione dell’audizione odierna della Commissione Attività Produttive, commercio, turismo della Camera dei Deputati in merito alla proposta sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (PNRR).

Per la seconda volta dopo l’intervento dello scorso 2 febbraio, l’Associazione – che ha recentemente tagliato il traguardo dei 70 soci, quasi triplicati dal 2019 a oggi – è stata chiamata a intervenire in Parlamento su un tema di importanza strategica per l’economia nazionale. Durante l’audizione, il Presidente di H2IT, Alberto Dossi, ha sottolineato il cambiamento di prospettiva che l’Unione Europea ha impresso negli ultimi anni sul fronte della decarbonizzazione e della transizione ecologica e le grandi opportunità che ne derivano. In questa cornice l’idrogeno rappresenta il vettore chiave per raggiungere gli obiettivi posti; una strada già tracciata, che l’Italia deve avere il coraggio di perseguire. Infatti, il settore idrogeno è complesso e necessita di un piano strategico chiaro, di ampio respiro e che non subisca battute d’arresto o inversioni di marcia, ma che proceda gradualmente con azioni sul breve, medio e lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda il ruolo futuro dell’idrogeno verde. Non farlo causerebbe rischiosi rallentamenti o deviazioni che potrebbero escludere l’Italia dalle principali iniziative europee e internazionali.

Ci sono comunque segnali positivi, che arrivano proprio dal PNRR. Gli investimenti previsti al suo interno mirano ad avviare la graduale decarbonizzazione dell’industria pesante, a sviluppare una rete di stazioni di rifornimento sui corridoi strategici, a supportare lo sviluppo di hydrogen valleys, ad incentivare la produzione di idrogeno verde e a potenziare la ricerca. Come ricordato da Dossi, l’Italia è inoltre impegnata nella partecipazione ai grandi progetti di comune interesse europeo sull’idrogeno che porteranno una spinta all’innovazione e alla costruzione di una filiera industriale strategica europea.

Il percorso però, come ribadito nel suo intervento dal Vicepresidente di H2IT Luigi Crema, è ancora lungo. Riprendendo i concetti emersi dal report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, presentato da H2IT a inizio anno, Crema ha evidenziato gli elementi fondamentali su cui il Paese deve concentrarsi. Occorre accelerare la transizione verso l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili; supportare progetti nazionali di grande scala, che sfruttino le competenze delle aziende italiane per competere poi a livello internazionale; costruire una rete infrastrutturale per la logistica e il trasporto dell’idrogeno, con un occhio di riguardo alle tematiche della distribuzione e dello stoccaggio; sviluppare infrastrutture per la mobilità a idrogeno, oggi quasi inesistenti (come le stazioni di servizio); incentivare la ricerca e lo sviluppo per generare ricavi e nuovi posti di lavoro. Le barriere che ostacolano la crescita della filiera non devono demotivare ma stimolare il sistema Paese ad adottare un approccio strategico per non perdere il treno dell’evoluzione energetica e tecnologica.

Le due partecipazioni ai cicli di audizioni della Camera dei Deputati non sono le uniche attività di sensibilizzazione delle Istituzioni sul tema idrogeno intraprese da H2IT. Già dal 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” aggiornato poi nel 2019. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”. A gennaio 2021 H2IT ha presentato anche il report ricordato proprio durante l’audizione “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”.

Oltre al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare gli ostacoli allo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.

Per scaricare la memoria completa presentata durante l’audizione CLICCA QUI

Per scaricare la presentazione mostrata CLICCA QUI

 

Per scaricare il report di H2IT “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, CLICCA QUI

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23 marzo – L’economia dell’idrogeno: occasione di rilancio e strumento per la transizione energetica in Italia.

Appuntamento il 23 marzo per l’evento digitale organizzato da H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile e dal Clust-ER Greentech Energia e Sviluppo Sostenibile dell’Emilia-Romagna per analizzare il quadro tecnologico e normativo del settore idrogeno e presentare i migliori progetti delle aziende italiane

L’evento, suddiviso in due sessioni, si inserisce nella cornice della Green Revolution & Energy Transition Week, tra le iniziative delle Digital Green Weeks organizzate da ECOMONDO – ITALIAN EXHIBITION GROUP e Keyenergy

Gli eventi saranno disponibili sul portale KeyEnergy registrandosi a questo link.

oppure in diretta sulla Pagina LinkedIn di H2IT  oppure sul canale YouTube del  ClustER  Greentech. 

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H2IT raggiunge i 63 associati

Ringraziamo tutti i nuovi associati del 2021 che contribuiscono a rafforzare ed ampliare le competenze che ad oggi rappresenta l’Associazione su tutta la catena del valore dell’idrogeno.

Con le parole del Presidente Alberto Dossi diamo il benvenuto ai nuovi soci H2IT 2021

“L’idrogeno è uno dei grandi temi al centro del dibattito internazionale e l’Italia deve esserne protagonista attraverso la costruzione di una filiera coesa. H2IT intende supportare tale sviluppo e grazie al contributo prezioso di tutti i soci, vuole essere sempre più un punto di riferimento per le istituzioni e per il settore. Grazie per aver deciso di intraprendere questo percorso con H2”

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H2IT interviene alla Camera dei Deputati sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza”

L’Associazione H2IT interviene alla Camera dei Deputati sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” e presenta le proposte per promuovere lo sviluppo dell’idrogeno.

Il Presidente di H2IT Alberto Dossi: “Settore dalle grandi potenzialità e fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. L’Italia può e deve essere protagonista”

Milano, 3 febbraio 2021 – Dopo aver recentemente presentato il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile – prosegue nel suo impegno per promuovere una maggiore cultura sull’uso dell’idrogeno in Italia. L’associazione, che rappresenta ben 54 soci tra aziende e centri di ricerca coinvolti nella filiera, dalla produzione fino agli usi finali per l’industria, il settore residenziale e la mobilità, è intervenuta il 2 febbraio  alla Camera dei deputati nel ciclo di audizioni della Commissione Attività Produttive, commercio, turismo in merito alla proposta sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (PNRR).

Il Presidente di H2IT Alberto Dossi ha mostrato le potenzialità di sviluppo di un settore che, se adeguatamente sostenuto, può creare importanti opportunità economiche e giocare un ruolo primario nel panorama europeo e internazionale. La Commissione Europea, infatti, identifica l’idrogeno come uno dei settori chiave e una delle catene del valore strategiche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050. L’idrogeno è un vettore energetico che non genera emissioni di CO2 e, se prodotto da fonti rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua, è privo di emissioni sia carboniche che inquinanti anche nella sua produzione. E in questo processo di sviluppo e di ricerca l’Italia può e deve essere uno dei principali protagonisti, potendo contare sull’esperienza delle nostre aziende, dei centri di ricerca e delle Università.

All’interno del PNRR l’idrogeno è già presente in 3 delle 6 missioni: “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” ed “Istruzione e Ricerca”, ma in linea generale, secondo H2IT, il piano potrebbe essere potenziato negli aspetti di dettaglio riguardanti i progetti specifici e le risorse che andranno a finanziarli, nel chiarire le modalità di finanziamento di tali progetti e i prossimi passi per la loro implementazione.

Risulta importante ampliare l’azione del PNRR da ambiti specifici citati nello stesso ad azioni più ampie relative ai settori dell’industria e del trasporto pesanti, dell’integrazione di fonti rinnovabili e delle relative infrastrutture. Lo sviluppo di questa filiera richiede parallelamente l’implementazione di un quadro legislativo, normativo e autorizzativo abilitante senza il quale tali progetti non potrebbero compiersi.

Durante l’audizione H2IT ha toccato alcuni punti chiave per quanto riguarda l’idrogeno e il PNRR. Tra questi la produzione, l’esigenza di una filiera che deve essere integrata, il quadro normativo, la ricerca e sviluppo, la mobilità e trasporto, la tecnologia, l’utilizzo dell’idrogeno nell’industria ‘hard-to-abate’.

Per scaricare la memoria completa presentata durante l’audizione

Audizione H2IT – PNRR

Per scaricare il report di H2IT “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, CLICCA QUI

Link al Video dell’Audizione

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H2IT pubblica il Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

Milano, 19 gennaio 2021

Il 2020 è stato l’anno della svolta per le politiche ambientali europee. Complici anche l’emergenza sanitaria e l’attenzione dell’opinione pubblica alle tematiche green, l’UE ha varato una strategia che prevede di ridurre del 100% le emissioni di CO2 entro il 2050. In questo contesto, l’idrogeno si presenta come soluzione chiave, complementare con altre tecnologie, per la decarbonizzazione del sistema energetico.

L’idrogeno è un vettore energetico che non genera emissioni di CO2, inoltre se prodotto da fonti rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua è privo di emissioni sia carboniche che inquinanti anche nella sua produzione. Può essere conservato per lungo tempo sia in forma gassosa che liquida e permette di utilizzare infrastrutture di trasporto e distribuzione già esistenti con costi di adeguamento sostenibili. Può essere usato in diverse tipologie di veicoli per la mobilità di merci e persone, come materia prima nelle industrie, come combustibile nei processi ad alta temperatura, può essere utilizzato nel settore industriale e residenziale in sostituzione ai combustibili fossili per la produzione di energia e calore, puro o in miscela col gas naturale, sia attraverso processi elettrochimici con celle a combustibile sia bruciandolo come un carburante tradizionale ottenendo una combustione a zero emissioni di CO2. Con un immagazzinamento che non presenta particolari problemi di sicurezza, offre quindi una soluzione per decarbonizzare i processi industriali e i settori energetici in cui la riduzione delle emissioni di carbonio è urgente e difficile da ottenere.

Ma come può l’elemento più piccolo e abbondante dell’universo osservabile essere davvero la chiave di volta verso un modello energetico sostenibile? H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi.

Durante l’incontro, a cui hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT,  la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S), e moderato da Marcello Baricco dell’Università di Torino, Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione.

L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale.  – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT ha presentato il Report nato dalla collaborazione tra 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni, il report presentato oggi contiene le raccomandazioni essenziali per creare le condizioni politiche e normative a sostegno del comparto in Italia. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 51 priorità d’azione e 66 policy, declinate in 7 diversi segmenti: produzione; trasporto, distribuzione e trattamento; stoccaggio; mobilità; usi energetici; usi industriali, residenziali e feedstock; supply chain e tematiche trasversali. A partire da queste, H2IT suggerisce alle istituzioni alcune priorità strategiche per abbattere le barriere allo sviluppo del settore idrogeno in Italia:

  1. Definire il ruolo strategico a lungo termine dell’idrogeno: è fondamentale tracciare una direzione chiara che indichi delle azioni puntuali e degli obiettivi definiti per supportare il settore e abilitare gli investimenti. Nella prima fase di sviluppo, per coprire i gap economici esistenti sarà necessario il supporto pubblico attraverso un sostegno dedicato e stabile nel lungo periodo.
  2. Sviluppare un quadro legislativo e tecnico-normativo chiaro: regole certe, semplificate a livello burocratico e armonizzate a livello internazionale consentirebbero alle aziende coinvolte nell’intera filiera di operare, su uno scenario europeo, in condizioni favorevoli anche per gli investimenti.
  3. Garantire la certificazione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni: un sistema di certificazione basato su Garanzie di Origine al fine di promuovere l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, in linea con le direttive europee.
  4. Supportare la ricerca, l’innovazione e la formazione: in questa fase di sviluppo, il ruolo dei centri di ricerca è primario, vanno quindi supportati con finanziamenti ad accessibilità semplificata per progetti dimostrativi o di ricerca specifici. L’evoluzione del settore richiederà anche figure professionali specializzate in un’ampia gamma di conoscenze tecniche che si possono creare investendo sull’educazione, dalle scuole superiori fino a quella universitaria per formare i futuri tecnici specializzati. Un’occasione imperdibile per un paese che vuole ripartire creando nuove opportunità d’occupazione.
  5. Sviluppare un’infrastruttura di rifornimento per la mobilità: la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento per veicoli idrogeno è la soluzione migliore per permettere la circolazione di mezzi a celle a combustibile sia per il trasporto leggero che per quello pesante su gomma, ma anche dedicate al trasporto ferroviario e ai mezzi negli hub logistici, come porti e aeroporti.
  6. Incoraggiare la collaborazione strategica tra progetti di Hydrogen Valleys: è prioritario individuare i nuclei iniziali per lo sviluppo sinergico di più usi finali e sviluppare diverse applicazioni al fine di favorire la crescita della domanda, lo scale-up delle tecnologie e di conseguenza ridurre i costi.
  7. Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica: lo sviluppo della filiera deve essere accompagnato da campagne informative e progetti educativi sulle tecnologie dell’idrogeno e sulle procedure di sicurezza applicate.

 

Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione. 

Ai seguenti link è possibile scaricare il report completo, la Presentazione mostrata durante l’evento

Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

H2IT_REPORT_Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia 19gen21

Discorso Dossi_evento 19 gennaio

Saluti Vice Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni

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Abu Dhabi per l’esportazione di idrogeno verde e blu

Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, ha firmato un accordo per produrre ed esportare idrogeno come carburante.

La compagnia petrolifera governativa di Abu Dhabi vuole trasformare l’emirato ricco di petrolio in un esportatore di idrogeno blu e verde. Abu Dhabi National Oil Co. ha formato un’alleanza con Mubadala Investment Co. e ADQ per produrre idrogeno verde, quindi da energia rinnovabile, ha affermato ADQ in un comunicato. Adnoc svilupperà indipendentemente l’idrogeno blu, che viene prodotto dal gas naturale in un processo che cattura le emissioni di anidride carbonica.

Abu Dhabi National Oil Co (ADNOC), l’investitore statale di Abu Dhabi Mubadala e la holding statale ADQ hanno firmato un memorandum d’intesa per istituire l’Abu Dhabi Hydrogen Alliance, afferma la dichiarazione.

In un accordo correlato, Abu Dhabi Future Energy Co., noto anche come Masdar, ha concordato con Siemens Energy AG di sviluppare una struttura per produrre idrogeno verde a Masdar City ad Abu Dhabi. Siemens Energy, con sede a Monaco, sta già costruendo un impianto dimostrativo per l’idrogeno presso il Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park nel vicino emirato di Dubai.

Il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita ha detto che vuole che il regno – il più grande esportatore di petrolio al mondo – diventi il ​​più grande esportatore di idrogeno.

Il piano è produrre sia idrogeno verde prodotto con elettrolisi dell’acqua con energia elettrica da fonti rinnovabili, che idrogeno blu, prodotto dal gas naturale, da esportare nei mercati internazionali emergenti. 

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Hydrogen Business for Climate CONNECT VIRTUAL- Conferences and brokerage event

FAST,  in qualità di partner di Enterprise Europe Network ed Associata H2IT, co-organizza due giornate di conferenze e incontri one-to-one virtuali sul tema dell’idrogeno. L’evento è rivolto a PMI, centri di ricerca, investitori, istituzioni allo scopo di promuovere la collaborazione e accelerare l’emergere di un’Europa a idrogeno.

Programma dell’evento:

mercoledì 13 gennaio 2021
10:30 – 12:00 : Roundtable #1 : Structuring public and private ecosystems
13:00 – 17:00 : B2B meetings
17:00 – 18:00 : Broadcast: The H2 revolution

giovedì 14 gennaio 2021
10:30 – 12:00 : Roundtable #2 France-Germany: booster of the Europe of Hydrogen?

Tutte le conferenze sono disponibili in inglese e francese

Per partecipare al brokerage event è necessario registrarsi al link: https://h2-bfc-connect.pvf.b2match.io/ entro il 12 gennaio 2021, indicando come support office Muriel Geroli-FAST.

Il costo di partecipazione al brokerage event è di 100 euro

La partecipazione alle conferenze è gratuita

Per maggiori informazioni: simpler@fast.mi.it; 02.77790314

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In Austria il più grande impianto siderurgico a idrogeno

La giapponese Mitsubishi Heavy Industries completerà presto in Austria il più grande impianto siderurgico del mondo in grado di raggiungere zero emissioni nette di anidride carbonica.

Mitsubishi Heavy sta costruendo l’impianto pilota presso un complesso dell’acciaieria austriaca Voestalpine, il cui funzionamento dovrebbe iniziare nel 2021. L’impianto utilizzerà l’idrogeno al posto del carbone nel processo di riduzione del minerale di ferro, con una produzione di 250.000 tonnellate di prodotto in acciaio all’anno.

L’industria siderurgica mondiale ha generato circa 2 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2018. La quota del settore siderurgico tra tutte le industrie è cresciuta di 5 punti percentuali al 25%. La riduzione del minerale di ferro rappresenta gran parte delle emissioni di CO2 nella produzione di acciaio. I produttori di acciaio giapponesi, tra cui Nippon Steel, stanno sviluppando processi di questo tipo alimentati a idrogeno.

L’impianto di Mitsubishi Heavy adotta un processo chiamato DRI Dry Reduced Iron. I nuovi altiforni richiedono investimenti per trilioni di yen (1 trilione di yen equivale a 9,6 miliardi di dollari). Sebbene le apparecchiature DRI producano meno acciaio, l’investimento è stimato in meno della metà degli altiforni.

Affinché DRI raggiunga lo stesso livello di competitività in termini di costi degli altiforni, l’idrogeno a basso costo sarà fondamentale.

La tedesca SMS, il principale fornitore mondiale di attrezzature per la produzione dell’acciaio, sta perseguendo il processo di produzione dell’acciaio alimentato a idrogeno, insieme al secondo classificato Danieli in Italia. Tra i produttori di acciaio, ArcelorMittal, con sede in Lussemburgo, prevede di costruire un impianto pilota tedesco per l’acciaio a idrogeno nel 2021. Concorrenti come la tedesca Thyssenkrupp e Salzgitter stanno investendo nel DRI. LA Salzgitter Group ha commissionato a Tenova (società di costruzione impianti acciaio del gruppo Technint-Rocca) la realizzazione di un impianto dimostrativo per la produzione di DRI che utilizza idrogeno come riducente. La centrale si basa sulla tecnologia Energiron, sviluppata da Tenova e Danieli, è progettata per ridurre le emissioni di CO2 durante la produzione di materiale ferroso.

Anche Mitsubishi Heavy, il terzo fornitore mondiale di attrezzature per la produzione di acciaio, si sta assicurando una catena di approvvigionamento dell’idrogeno. A ottobre, la società ha acquistato una partecipazione in una società norvegese che produce apparecchiature per la produzione di idrogeno.

Altrove, Mitsubishi Heavy ha deciso di acquisire partecipazioni in produttori di idrogeno in luoghi come l’Australia. Il gruppo supervisionerà la fornitura di idrogeno, insieme alla costruzione e all’ingegneria delle apparecchiature.

 

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