ART. 1 COSTITUZIONE

E’ costituita l’associazione denominata “H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”. L’associazione non ha fini di lucro ed è regolata a norma dell’art. 36 e segg. del codice civile, nonché dal presente statuto. L’associazione ha sede legale a Milano, piazzale R. Morandi, n.2, e può istituire uffici anche in altre località italiane o estere. Il Consiglio direttivo ha la facoltà di stabilire la sede operativa in luogo diverso da quella legale. La durata dell’associazione è a tempo indeterminato.

ART. 2 SCOPI SOCIALI

L’associazione “H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile” è un’entità giuridica soggettivamente autonoma, senza finalità politiche e aconfessionale. Essa persegue scopi di carattere scientifico, tecnologico, culturale e divulgativo. L’associazione promuove il progresso delle conoscenze e lo studio delle discipline attinenti le tecnologie ed i sistemi per la produzione e l’utilizzazione dell’idrogeno, sia dalle fonti di energia rinnovabili sia convenzionali, anche fornendo ad associati e ad organismi pubblici e privati pareri ed assistenza imparziali, indipendenti ed equilibrati relativi a ricerche, innovazioni, sviluppi, tecnologie utilizzabili nel medio e lungo periodo. In particolare l’associazione persegue concretamente i propri scopi sociali attraverso la promozione, conduzione e gestione operativa delle seguenti iniziative:

1. sviluppo di tavole “rotonde” e rapporti di collaborazione culturale tra esperti in discipline scientifiche, tecniche ed economiche, riguardanti l’idrogeno e le tecnologie connesse qualunque ne sia la fonte e la modalità produttiva, e Accademie, Associazioni, Fondazioni e organismi aventi gli stessi interessi, al fine di creare un’ampia rete di contatti interdisciplinari;

2. promozione di ricerche e studi per la realizzazione, anche in collaborazione con terzi, di sistemi integrati di produzione di energia da idrogeno e per la scelta ottimale tra differenti opzioni adottabili per il suo immagazzinamento, trasporto e utilizzo;

3. organizzazione di convegni e di attività di formazione per l’approfondimento e lo sviluppo di aspetti e di argomenti interessanti le finalità istituzionali;

4. diffusione di comunicazioni, pubblicazioni e materiale illustrativo relativo ai risultati conseguiti nei campi di cui al punto 1) in Italia e all’estero, nonché della normativa e delle statistiche elaborate direttamente o in collaborazione con altri organismi;

5. promozione delle opportunità e delle tecniche di finanziamento utilizzabili per l’implementazione dei progetti rientranti negli scopi istituzionali dell’Associazione e assistenza alle strutture interessate nelle fasi di richiesta e formalizzazione delle procedure ad esse connesse. L’associazione può compiere qualsiasi operazione economica o finanziaria, mobiliare ed immobiliare, che il Consiglio direttivo ritenga utile per il conseguimento degli scopi sociali, e può partecipare ad altre associazioni. Per il perseguimento dei suoi obiettivi culturali e istituzionali, l’associazione può promuovere la costituzione, tra i suoi associati, di specifiche sezioni tematiche esercitanti la loro attività in ambito geografico, anche internazionale, nonché di strutture aventi personalità giuridica propria con scopi di lucro e operativi. La costituzione di dette sezioni, con i relativi regolamenti, deve essere approvata dal Consiglio direttivo dell’associazione. Per il raggiungimento dello scopo sociale, l’associazione può anche possedere, gestire, prendere in locazione immobili ed altre attrezzature sia mobili che immobili;

può stipulare contratti, accordi con altre associazioni e terzi in genere e provvedere ad ogni altro servizio che possa assicurare la migliore realizzazione dello scopo dell’associazione, nel pieno rispetto ed in conformità con le sue finalità statutarie.

ART. 3 ASSOCIATI

Gli associati sono suddivisi nelle seguenti categorie: associati istituzionali;

associati ordinari;

associati onorari. La suddivisione in categorie sociali non implica, per gli associati, differenze di trattamento in merito a diritti e doveri verso l’associazione. Sono associati istituzionali gli enti pubblici e le organizzazioni culturali di chiara fama che hanno partecipato alla promozione e/o alla costituzione dell’associazione, sottoscrivendone l’atto costitutivo. Sono equiparati agli associati istituzionali quegli altri associati che ne ottengano l’investitura per volontà espressa dal Consiglio direttivo. Sono associati ordinari coloro i quali, in possesso dei requisiti richiesti dall’art. 4, hanno presentato domanda di ammissione, esaminata ed accolta dal Consiglio direttivo. Gli associati istituzionali e gli associati ordinari, si impegnano a versare, per tutto il periodo di permanenza del vincolo associativo, la quota annuale determinata, su proposta del Consiglio direttivo, dall’Assemblea. Agli associati che provvedono in ritardo al pagamento delle quote vengono applicati, salva eventuale espulsione, gli interessi di mora nella misura determinata dallo stesso Consiglio direttivo. Sono associati onorari coloro che sono prescelti e nominati come tali, all’unanimità, dal Consiglio direttivo nell’ambito di persone che, per merito pubblico, o per atti elettivi nei confronti dell’associazione, dimostrino la loro ideale convergenza personale o culturale verso di essa. Essi, equiparati in tutto agli associati ordinari e portatori degli stessi diritti, sono esenti da obbligo di versamento di quote o contributi, ma possono elargire spontaneamente erogazioni non ricorrenti. A tutti gli associati, in ragione della loro effettività, è garantita in ogni forma la piena partecipazione alla vita associativa con piena legittimazione attiva e passiva alle cariche sociali nonché diritto di voto per le modificazioni statutarie e i regolamenti, oltre che per le nomine degli organi sociali.

ART. 4 REQUISITI E PROCEDURA DI AMMISSIONE DEGLI ASSOCIATI

Possono essere associati ordinari sia le persone fisiche (c.d. associati individuali) sia le società, i dipartimenti universitari, le accademie, le associazioni scientifiche, tecniche, sociali, professionali, gli enti pubblici, nazionali ed internazionali (c.d. associati collettivi) interessati alle finalità dell’associazione. L’ammissione degli associati ordinari avviene su domanda degli interessati, da redigersi per iscritto, contenente espressa dichiarazione di accettazione delle norme statutarie e degli eventuali regolamenti dell’associazione. La domanda di ammissione è esaminata dal Consiglio direttivo il quale, verificata la piena determinazione del richiedente e l’assenza di motivi ostativi, accoglie o respinge la domanda stessa. L’accettazione della domanda comporta l’obbligo per l’associato di attenersi alla disciplina associativa e di osservare le deliberazioni prese dagli organi dell’associazione. Non è consentita alcuna forma di appartenenza temporanea all’associazione.

ART. 5 PERDITA DELLA QUALITÀ’ DI ASSOCIATO La qualità di associato, a qualsiasi categoria sociale si appartenga, viene meno per:

a) morte o estinzione giuridica dell’associato;

b) dimissioni, da presentarsi con lettera diretta al Presidente o impersonalmente al Consiglio direttivo dell’associazione;

le dimissioni hanno effetto immediato, ma non danno diritto alla restituzione, neanche parziale, della quota già versata per l’anno di uscita;

c) ripetuta morosità;

d) espulsione, in seguito a constatata violazione delle norme statutarie e delle deliberazioni degli organi dell’associazione o ad una condotta in contrasto con i fini che si prefigge l’associazione. L’associato che venga espulso è comunque tenuto al pagamento della quota per l’anno di uscita. L’espulsione è decisa dall’Assemblea su proposta del Consiglio direttivo, a maggioranza dei 2/3 dei votanti.

ART. 6 DIRITTI DEGLI ASSOCIATI

Gli associati in regola con la quota annuale hanno diritto: 1. a prendere parte alle iniziative di studio, dibattito e rappresentazione dell’associazione secondo i criteri di ammissione stabiliti dagli organi associativi;

2. ad esercitare i diritti attivi e passivi insiti nella qualità di associato, derivanti dalle norme del presente statuto;

3. a rivolgere sollecitazioni e raccomandazioni e a proporre temi di trattazione e studio;

4. a ricevere, gratuitamente o a condizioni di favore, le pubblicazioni dell’associazione.

ART. 7 GLI ORGANI SOCIALI

Gli organi sociali dell’associazione sono : a) l’Assemblea generale;

b) il Consiglio direttivo;

c) il Collegio dei revisori dei conti;

d) il Presidente;

e) il Comitato scientifico, se nominato dal Consiglio direttivo.

ART. 8 ASSEMBLEA GENERALE

L’Assemblea è organo deliberante dell’associazione. Di essa fanno parte tutti gli associati, dei quali essa rappresenta l’universalità. Gli associati non in regola con gli obblighi di versamento della quota associativa, sono ammessi a partecipare all’Assemblea ma senza diritto di voto. Le deliberazioni dell’Assemblea, prese in conformità del presente statuto, vincolano tutti gli associati, ancorché assenti o dissenzienti. Ciascun associato ha diritto ad un solo voto. Gli associati possono farsi rappresentare in Assemblea, con delega scritta, da altro associato anche se membro del Consiglio direttivo;

la delega al consigliere non è ammessa in sede di approvazione di bilanci e di deliberazioni sulla responsabilità degli stessi consiglieri. Ciascun associato non può, comunque, rappresentare più di due associati.

ART. 9 CONVOCAZIONE E COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea può essere convocata in qualsiasi luogo, dandone comunicazione singolarmente a ciascun associato mediante lettera raccomandata, fax o e-mail, inoltrati almeno 10 giorni prima della riunione. In caso di urgenza questo termine può essere ridotto a 5 giorni. Nella comunicazione di convocazione devono essere indicati gli argomenti posti all’ordine del giorno, il luogo, il giorno e l’ora della riunione ed eventualmente la seconda convocazione, che dovrà essere stabilita almeno ventiquattro ore dopo la prima. L’Assemblea può essere convocata anche per corrispondenza secondo le modalità definite del consiglio direttivo. L’Assemblea ordinaria deve essere convocata dal Presidente, almeno una volta all’anno, per l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo. L’Assemblea può essere altresì convocata ogni qualvolta il Presidente dell’associazione o il Consiglio direttivo lo ritengano opportuno o quando ne facciano richiesta un numero di associati che rappresentano almeno il 25% dei voti totali. L’Assemblea può essere altresì convocata dal Presidente su richiesta del Collegio dei revisori dei conti, limitatamente a questioni connesse con l’esercizio delle funzioni ad essi affidate. Le Assemblee sono presiedute dal Presidente dell’associazione o dal Vicepresidente anziano. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza, anche per delega, di almeno la metà degli associati;

in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli associati presenti e rappresentati. Essa delibera a maggioranza semplice di voti dei presenti o dei rappresentati. L’Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza, anche per delega, di almeno metà di tutti i voti spettanti agli associati. In seconda convocazione quando sono presenti almeno il 15% del numero dei voti totali. Essa delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi dei presenti.

ART. 10 COMPETENZE DELL’ASSEMBLEA

L’Assemblea ordinaria degli associati: a) delibera in merito all’attività dell’associazione;

b) delibera sul rendiconto preventivo e consuntivo della gestione, predisposto dal Consiglio direttivo;

c) procede all’elezione del Consiglio direttivo o all’integrazione dello stesso;

d) delibera su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno e approva i regolamenti di funzionamento predisposti dal Consiglio direttivo;

e) delibera in ordine alla ratifica delle proposte di espulsione e di determinazione delle quote associative, formulate dal Consiglio direttivo. L’Assemblea straordinaria: a) delibera sulle proposte di modifica dell’atto costitutivo e dello statuto;

b) delibera sullo scioglimento e liquidazione dell’associazione.

ART. 11 CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio direttivo è eletto dall’Assemblea ed è composto da un minimo di sette ad un massimo di 11 associati, dei quali: – 3-4 eletti tra gli associati istituzionali;

– 3-5 tra gli associati ordinari collettivi;

– 1-2 tra gli associati ordinari individuali. Il Consiglio direttivo rimane in carica per tre esercizi. I membri del Consiglio direttivo sono rieleggibili. I Consiglio direttivo ha facoltà, qualora uno o più consiglieri si dimettano o perdano i requisiti per la carica, di provvedere, nel limite della metà dei suoi componenti, alla cooptazione di nuovi consiglieri, chiedendone la convalida alla prima riunione utile dell’Assemblea. Il Consiglio direttivo completato per cooptazione, deve rispettare i rapporti numerici tra associati istituzionali, ordinari collettivi e ordinari individuali. Il Consiglio direttivo viene convocato dal Presidente, o da un Vicepresidente da esso delegato, o dal Vicepresidente più anziano in caso di suo impedimento, ogni qualvolta ne ravvisi la necessità e con almeno dieci giorni di preavviso. In caso di urgenza motivata, il termine di preavviso può essere di 5 giorni, da comunicare via e-mail o via fax. Il Consiglio direttivo può altresì essere convocato su richiesta scritta e motivata di almeno tre dei suoi membri. E’ altresì convocato dietro richiesta del Collegio dei revisori dei conti, limitatamente a questioni connesse con l’esercizio delle funzioni ad essi affidate. Il Consiglio direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di impedimento, dal Vicepresidente più anziano. Le riunioni sono valide se risulta presente almeno la metà dei consiglieri in carica senza tener conto, a tal fine, degli astenuti. Il Consiglio direttivo delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità, prevale il voto del Presidente, o in sua assenza, di chi ne fa le veci. Delle riunioni del Consiglio direttivo verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che viene sottoscritto dal Presidente e dal Direttore generale dell’associazione.

ART. 12 COMPETENZE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio direttivo: a) elegge il Presidente ed i Vicepresidenti;

b) conferisce la qualifica di associato ordinario e onorario, deliberando in tal ultimo caso all’unanimità;

c) sovrintende all’amministrazione ordinaria e straordinaria e adotta tutti i provvedimenti necessari ed opportuni per il buon andamento dell’attività dell’associazione;

d) predispone il rendiconto preventivo e consuntivo e lo propone all’approvazione dell’Assemblea;

e) propone all’Assemblea forme di collegamento, anche onerose, con associazioni e organizzazioni perseguenti scopi similari;

nomina altresì i rappresentanti dell’associazione in detti organismi;

f) approva la costituzione di sezioni e i regolamenti dell’associazione e delle sezioni;

g) propone eventuali modifiche dello statuto all’Assemblea;

h) delibera su tutte le altre materie ad esso attribuite dal presente statuto. i) nomina il Direttore generale dell’associazione e ne determina le competenze. Il Consiglio direttivo ha facoltà di delegare in tutto o in parte al Presidente dell’associazione o al Comitato di presidenza l’amministrazione ordinaria.

ART. 13 PRESIDENTE

Il Presidente è eletto dal Consiglio direttivo nel suo seno e dura in carica tre anni. Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi e in giudizio. Egli inoltre: 1. convoca e presiede le assemblee e le adunanze del Consiglio direttivo;

2. compone, insieme a due o più Vicepresidenti eletti dal Consiglio direttivo tra tutti gli associati, il Comitato di presidenza. Il Presidente può, in caso di impedimento, delegare le proprie funzioni ad uno o più Vicepresidenti.

ART. 14 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Il Collegio dei revisori dei conti è costituito da tre membri effettivi e due supplenti, eletti dall’Assemblea su proposta del Consiglio direttivo, tra tutti gli associati nonché tra soggetti esterni all’associazione. Tra i componenti del Collegio dei revisori, almeno due membri devono rivestire la qualifica di Revisore contabile. Il Collegio dei revisori elegge al suo interno, tra i soggetti iscritti nel Registro dei revisori dei conti, il Presidente. I membri del Collegio dei revisori restano in carica per tre anni, con possibile rieleggibilità. Il Collegio dei revisori: a) ha facoltà di richiedere la convocazione del Consiglio direttivo, a norma dell’art. 11 dello statuto;

b) partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni dell’Assemblea;

c) può partecipare, dietro invito, alle riunioni del Consiglio direttivo e del Comitato di presidenza che abbiano all’ordine del giorno materie di sua competenza;

d) può richiedere al Presidente di convocare l’Assemblea limitatamente a questioni connesse con l’esercizio delle funzioni ad essi affidate.

ART. 15 CARICHE SOCIALI

Le cariche sociali sono gratuite. Il Consiglio direttivo può peraltro stabilire criteri per riconoscere il rimborso delle spese occorse per lo svolgimento delle attività sociali. L’Assemblea ordinaria può deliberare di attribuire un emolumento ai Revisori dei conti. L’accesso e la permanenza alle cariche sociali spetta a tutti gli associati che siano in regola con il pagamento delle quote sociali, nonché abbiano adempiuto agli obblighi associativi previsti dal presente statuto.

ART. 16 PATRIMONIO

Il patrimonio dell’associazione è costituito: a) dalle quote di iscrizione e dalle quote annuali associative versate dagli associati, intrasmissibili ad eccezione dei casi di morte e non rivalutabili;

b) dai beni mobili ed immobili divenuti di proprietà dell’associazione;

c) da eventuali fondi di riserva costituiti con eventuali avanzi di gestione;

d) da eventuali erogazioni, donazioni, contributi e lasciti all’associazione da parte di terzi e a qualunque titolo effettuati;

e) dal ricavato netto delle partecipazioni a riunioni, seminari, incontri e corsi di studio da essa organizzati nei soli confronti dei propri associati;

f) da ogni altra entrata o contributo che concorra ad incrementare l’attivo sociale, anche derivante da ogni tipo di attività che il Consiglio direttivo ritenga opportuno, di volta in volta, realizzare per il conseguimento degli scopi istituzionali. L’associazione non può distribuire, neppure in forma indiretta, ad alcuno dei suoi associati o sostenitori eventuali utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

ART. 17 GESTIONE FINANZIARIA

La gestione finanziaria dell’associazione è suddivisa in esercizi annuali con decorrenza dal 1 gennaio al 31 dicembre . Il bilancio consuntivo e quello preventivo devono essere predisposti dal Consiglio direttivo entro il primo trimestre dalla chiusura dell’esercizio, per essere tempestivamente sottoposti all’approvazione dell’Assemblea. Oltre allo stato patrimoniale e al conto economico, il bilancio deve prevedere una nota integrativa illustrativa delle poste. Deve essere inoltre corredato dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti.

ART. 18 ADEMPIMENTI CONTABILI

Il Consiglio direttivo deve assicurare la tenuta di un registro di cassa contenente la descrizione cronologica di tutti i movimenti patrimoniali, e di un registro degli associati indicante gli estremi e le date di ingresso e di uscita dall’associazione di ciascuno di essi.

ART. 19 SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Lo scioglimento dell’associazione avviene in tutti i casi contemplati dal codice civile e qualora lo deliberi l’Assemblea straordinaria, dietro proposta dello stesso Consiglio direttivo. L’Assemblea, con la stessa maggioranza prevista per lo scioglimento, nomina i liquidatori, determinandone i poteri anche per quanto riguarda la destinazione dei fondi residuati. Il patrimonio residuato alle operazioni di liquidazione non può essere distribuito agli associati ma deve essere erogato ad altra associazione avente fini analoghi ovvero a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della L. 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa disposizione imposta dalla legge.

ART. 20 NORME GENERALI

Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme della legge italiana in materia di associazioni.