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Category Archives: Sviluppo del Mercato

Bolzano ordina 12 bus a celle a combustibile Solaris

La città di Bolzano, con il suo operatore dell’area Tpl SASA, ha da poco ordinato dodici esemplari del nuovissimo Solaris Urbino 12, il bus a celle a combustibile alimentate a idrogeno dell’azienda Solaris. Si andranno ad aggiungere agli altri mezzi a batteria consegnati all’azienda locale nel 2018 e un pacchetto per la manutenzione/assistenza valido otto anni.

SASA utilizza già i nostri Urbino elettrici. Ora Solaris e Bolzano si muoveranno con l’idrogeno. A Bolzano si investono cifre significative su un sistema di trasporto moderno e pulito“, ha dichiarato Petros Spinaris, Deputy CEO di Solaris Bus & Coach S.A..

Gli urbino 12 ordinati funzionano grazie alla tecnologia delle celle di combustibile (potenza: 60 kW) e alle batterie Solaris High Power. Oltre che attraverso la frenata rigenerativa, l’energia può essere attinta collegando via presa plug-in il mezzo a una infrastruttura di ricarica. Un sistema di comfort climatico con pompa di calore CO2 per utilizzare il residuo delle fuel cell permetterà di ridurre al minimo indispensabile i consumi.

I Solaris Urbino 12 con alimentazione a idrogeno sono in grado di portare l’autonomia sino a un massimo di 350 km. Per guidare o intervenire sui veicoli sono previsti corsi di formazione rivolti sia ai conducenti, sia ai meccanici, così da fornire le necessarie garanzie sul fronte della sicurezza.

Source: Pulmanweb

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Toyota ed Eni per una stazione di rifornimento idrogeno a San Donato Milanese

A margine dell’ultima tappa del giro d’Italia, che ha visto la partecipazione di 8 Toyota Mirai alimentate a idrogeno come vetture di supporto all’organizzazione dell’evento, Toyota Motor Italia ed Eni hanno annunciato l’avvio di una collaborazione per accelerare la diffusione della mobilità ad idrogeno in Italia.

La prima fase del progetto prevede l’apertura di un punto di rifornimento di idrogeno presso la nuova stazione di servizio Eni a San Donato Milanese. La nuova stazione, per la quale Eni è in attesa delle autorizzazioni per l’avvio dei lavori, sarà una struttura polifunzionale e di design perfettamente integrata architettonicamente con il nuovo Centro Direzionale Eni che è in costruzione.

La stazione prevedrà la vendita di prodotti petroliferi premium combinata con la vendita di carburanti avanzati come bio-metano, idrogeno ed elettricità: le autovetture che vi si riforniranno potranno così dare un contributo sostanziale alla riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre, l’idrogeno disponibile nella stazione sarà a “emissioni zero”, in quanto autoprodotto nella stessa stazione per elettrolisi dell’acqua utilizzando energia rinnovabile.

Toyota parteciperà al progetto, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e provvedendo alla messa su strada di una flotta di 10 Mirai, che verrà rifornita nella stazione di Eni e i cui utilizzatori verranno individuati nei prossimi mesi. Se il progetto di San Donato avrà successo, nei prossimi anni Eni renderà disponibile l’idrogeno in altre stazioni della propria rete.

“Toyota è stata tra i primi ad intraprendere con decisione il percorso di elettrificazione della propria gamma – dichiara Mauro Caruccio, AD Toyota Motor Italia – ed oggi siamo il leader, con oltre 13 Milioni di veicoli elettrificati su strada nel mondo. Per Toyota è fondamentale la tecnologia ibrida elettrica, una vera e propria piattaforma da cui derivano tutte le forme di propulsione elettrificata. E proprio dall’evoluzione continua dei nostri sistemi ibridi è nata Mirai, la prima berlina a zero emissioni alimentata ad idrogeno prodotta in serie.

A nostro avviso – continua Mauro Caruccio – il percorso verso le emissioni zero passerà inevitabilmente anche attraverso una mobilità basata sull’idrogeno, un vettore energetico fondamentale per consentire una maggior diffusione delle fonti di energia rinnovabile. In Italia è giunto il tempo di agire per iniziare a creare una rete di distribuzione di idrogeno per le automobili. Siamo veramente onorati di poter intraprendere questo percorso insieme ad un partner così importante come Eni, che abbraccia la stessa idea di tecnologia al servizio dell’ambiente”.

“La stazione idrogeno a San Donato Milanese – dichiara Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni – costituisce un tassello importante nel percorso di de-carbonizzazione di Eni per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La mobilità sostenibile è un tema da affrontare con approccio sinergico, in cui tutte le tecnologie sono chiamate a dare il proprio contributo.

Con le stazioni idrogeno, Eni intende rafforzare ulteriormente la sua offerta di carburanti a basso impatto ambientale: in una rete di 4.400 impianti, 3.500 erogano Eni Diesel+, il gasolio che contiene anche oli vegetali esausti e di frittura e grassi animali che vengono trasformati in biocarburante nelle bio-raffinerie di Venezia e Gela, mentre circa 200 impianti erogano metano (di cui 2 GNL) e presto anche bio-metano. Con questo accordo – conclude Giuseppe Ricci – abbiamo sottoscritto un’alleanza tra due grandi società, accomunate dall’impegno per un futuro low carbon”.

Toyota.it

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La flotta più grande al mondo di treni a celle a combustibile

ll 21 maggio Alstom e il suo partner Infraserv GmbH & Co. Höchst KG hanno siglato un contratto da 500 milioni di euro con una filiale di Rhein-Main-Verkehrsverbund, (RMV) l’azienda di trasporto pubblico dell’area metropolitana di Francoforte, per la fornitura di 27 treni Coradia iLint. La flotta più grande al mondo di treni a celle a combustibile. La quota di Alstom ammonta a 360 milioni di euro.
I nuovi treni a celle a combustibile sostituiranno i treni diesel esistenti su 4 linee ferroviarie regionali in Germania.

• RB11 Frankfurt-Höchst – Bad Soden
• RB12 Frankfurt – Königstein
• RB15 Francoforte – Bad Homburg – Brandoberndorf, e
• RB16 Friedrichsdorf – Friedberg.

Questo ordine massivo riflette l’ambizione del paese di passare a una mobilità green. “Il governo federale spera che il progetto serva da modello e che molti altri progetti in Germania seguiranno questo esempio”, spiega Enak Ferlemann, Segretario di Stato parlamentare del Ministero tedesco dei trasporti e delle infrastrutture. “Questo nuovo successo, abbinato all’ordine precedente di Coradia iLint della Bassa Sassonia, dimostra come questo trasporto sostenibile e di tendenza sia già una realtà”, conclude Jörg Nikutta, Managing Director di Alstom in Germania e Austria.

Oltre ai treni che dovrebbero essere consegnati entro il 2022, il contratto include anche la fornitura di idrogeno, manutenzione e fornitura di capacità di riserva per i prossimi 25 anni. Alstom offre la fornitura di idrogeno in collaborazione con Infraserv GmbH & Co. Höchst KG.

I primi due Coradia iLint sono già in servizio passeggeri regolari nella rete Elbe-Weser in Bassa Sassonia dal settembre 2018 e l’Autorità locale dei trasporti della Bassa Sassonia (LNVG) prevede di operare 14 treni Coradia iLint sulla rete dal 2021.

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Nuovo studio sul potenziale dei treni idrogeno in Europa

Bruxelles, 17 maggio 2019

Un nuovo studio commissionato dal Fuell Cell and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) e Shift2Rail Joint Undertaking (S2R JU) analizza le opportunità di una più ampia introduzione delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno all’interno del mercato ferroviario europeo. Lo studio mostra un significativo potenziale di mercato per le tecnologie FCH nell’ambiente ferroviario. La tecnologia fornisce una soluzione flessibile, a zero emissioni e potenzialmente competitiva in termini di costi, evidenziando business case positivi per la sostituzione di treni diesel in determinati contesti.

Lo studio descrive lo stato dell’arte, propone una serie di business case e dieci casi studio specifici, indaga il potenziale di mercato e le principali barriere all’utilizzo delle tecnologie FCH in diverse applicazioni ferroviarie.

Bart Biebuyck,  Direttore esecutivo di FCH JU afferma:

“L’idrogeno è una delle migliori tecnologie per decarbonizzare il settore dei trasporti, offrendo un’alternativa interessante per molte città e regioni che lottano per ridurre l’inquinamento atmosferico. Diverse regioni in Europa hanno mostrato interesse per il potenziale delle tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno per i treni, in particolare laddove altre alternative di elettrificazione per raggiungere gli obiettivi a emissioni zero si sono rivelate impraticabili dal punto di vista tecnico ed anche economico “

Carlo Borghini, Direttore esecutivo della JU S2R, commenta:

“L’analisi rileva che le attività globali di sviluppo del mercato dei treni FCH sono attualmente concentrate in Europa. Ciò è incoraggiante poiché pone l’Europa in prima linea nella tecnologia dei treni a celle a combustibile, che costituisce un potenziale significativo per l’industria europea legata ai sistemi idrogeno. La trasformazione del sistema ferroviario avviata con l’istituzione del programma Shift2Rail, guidata dalla sostenibilità, dalla digitalizzazione e dall’automazione, crea nuove opportunità di mercato per la competitività dell’industria ferroviaria a livello globale “.

I treni a idrogeno sono dotati di celle a combustibile che generano elettricità dalla combinazione di idrogeno e ossigeno, un processo che produce  acqua come uniche emissioni. Sono un’alternativa più silenziosa e verde al diesel su linee ferroviarie non elettrificate.
L’analisi di dieci casi studio selezionati in tutta Europa ha rivelato casi  interessanti e potenziali condizioni al contorno per le tecnologie FCH nell’ambiente ferroviario. Infine, sono stati identificati diversi ostacoli che devono essere superati per sbloccarne il pieno potenziale. Tre temi di ricerca e innovazione mirati sono stati proposti come strumenti per affrontare il più importante di questi ostacoli.

Roland Berger, per conto di FCH JU e S2R JU, ha condotto questo studio.

Scarica lo studio: FINAL REPORT: Study on the use of fuel cells and hydrogen in the railway environment

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La valorizzazione della CO2 attraverso l’idrogeno: i progetti in Francia

La metanazione; una combinazione di idrogeno e anidride carbonica per ottenere metano sintetico. Si tratta di utilizzare l’anidride carbonica che, invece di essere rilasciata nell’atmosfera, sarebbe utilizzata per produrre metano sintetico in combinazione con l’idrogeno prodotto con energia elettrica da fonti rinnovabili. Il metano così prodotto può essere iniettato nelle reti del gas o nelle stazioni di rifornimento per i veicoli a combustibili alternativi.

Attualmente ci sono due progetti complementari in Francia: METHYCENTRE in Indre-et-Loire e HYCAUNAIS in Yonne. Entrambi sono gestiti da Storengy, una filiale del gruppo ENGIE.

METHYCENTRE

Si tratta di un progetto power-to-gas che integra digestione anaerobica, elettrolisi e metanazione ed è ospitato in un deposito sotterraneo di gas, di proprietà di Storengy, e situato a Céré-la-Ronde.

I rifiuti delle vicine fattorie costituscono la materia prima per il sistema biogas dal quale si ottiene un gas composto per il 55% da biometano (CH4) e il 45% da anidride carbonica (CO2). Il gas viene iniettato nella rete, mentre la CO2 viene catturata e combinato con idrogeno, prodotto con un elettrolizzatore di tipo PEM fornito da Areva H2 GEN e che utilizza elettricità da turbine eoliche e pannelli fotovoltaici. L’idrogeno in parte sarò stoccato e utilizzato direttamente per la mobilità, in parte verrà combinato nel processo di metanazione per produrre metano e acqua (H2O).  Esistono due principali tecnologie per la metanazione: catalitica e biologica; quella catalitica verrà utilizzata nell’ambito del progetto Methycentre. Il gas di sintesi verrà utilizzato sia per applicazioni stazionarie che per la mobilità.

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Hyundai e H2Energy insieme per una spinta alla mobilità idrogeno in Europa

Hyundai e H2 Energy hanno firmato un accordo per dar vita alla Joint Venture “Hyundai Hydrogen Mobility”, per assumere un ruolo guida nel fiorente ecosistema della mobilità a idrogeno in Europa.

L’accordo prevede che tra il 2019 e il 2025 Hyundai consegnerà 1.600 veicoli elettrici a celle a combustibile alla JV Hyundai Hydrogen Mobility. La Joint Venture a sua volta noleggerà un’ampia parte della flotta all’Associazione Svizzera H2, che comprende i principali operatori delle stazioni di rifornimento, società di trasporto e logistica e altri attori del settore impegnati nella promozione della mobilità a idrogeno in Svizzera. Oltre alla Svizzera, la Joint Venture espanderà ulteriormente la propria presenza sul mercato in altri Paesi europei.

Hyundai Hydrogen Mobility prevede inoltre di entrare nel mercato dell’idrogeno attraverso una società controllata che produce e fornisce idrogeno in Svizzera, con prospettive di ingresso in altre nazioni dell’Europa.

Con la costituzione di Hyundai Hydrogen Mobility, Hyundai sbarca in Svizzera dove si prevede una crescita della domanda di mezzi pesanti a celle a combustibile vista l’introduzione di una gravosa tassa di circolazione per i camion diesel, che incentiva gli operatori di flotte a scegliere veicoli a zero emissioni.

Sul lungo periodo Hyundai intende acquisire una posizione leader nel mercato dei veicoli commerciali elettrici a celle a combustibile, nell’ambito della sua visione sempre più orientata alla mobilità sostenibile.

Con questo accordo Hyundai rafforza ulteriormente le sue attività nell’ecosistema dell’idrogeno, in Svizzera e non solo. La Joint Venture ci consentirà di fare il primo passo per entrare con successo nel più ampio mercato europeo dei mezzi pesanti a celle a combustibile. Sfruttando il potenziale successo della commercializzazione di camion a celle a combustibile per la prima volta nel mondo, Hyundai – grazie al suo know-how sulla tecnologia a idrogeno – continuerà a rafforzare il suo ruolo di casa automobilistica globale innovativa e impegnata a livello ambientale.

In Cheol Lee Executive Vice President e Head of Commercial Vehicle Division di Hyundai Motor

H2 Energy è una società specializzata nell’ottimizzazione dell’ecosistema dell’idrogeno in Svizzera, che comprende i principali operatori delle stazioni di rifornimento, società di trasporto e logistica e altri attori del settore. L’azienda offre anche consulenza e soluzioni tecniche avvalendosi delle proprie competenze ingegneristiche, di un’ampia infrastruttura, di una solida presenza sul mercato e di strette connessioni con le realtà del settore.

 

Ancora una volta Hyundai si è dimostrata all’altezza del suo ruolo di leader mondiale nella tecnologia dell’idrogeno, che punta a dare slancio alla mobilità sostenibile per i mezzi pesanti, in Europa e non solo. Siamo molto orgogliosi di partecipare attivamente a questo progetto pionieristico. Oltre a sostenere il business dei camion a celle a combustibile, H2 Energy punterà a creare un ecosistema correlato in grado di essere flessibile e di far funzionare al meglio questi mezzi.

Rolf Huber Presidente di H2 Energy

Dopo essersi adoperata per soddisfare la domanda in Europa, Hyundai lancerà le sue attività relative ai mezzi pesanti a celle a combustibile anche in altri Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti e il mercato interno in Corea.

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E-Parade, L’ENEA c’è, e con una bici a idrogeno

In occasione della Gran Premio di Formula E che si è tenuto a Roma il 13 aprile, Enea ha partecipato con una bicicletta elettrica “a idrogeno” alla E-Parade dei mezzi ecologici a 2, 3 o 4 ruote che si è svolta il giorno prima.

La E-Bike H2FC dell’Enea è un prototipo a ricarica ibrida a zero emissioni, che integra la batteria del motore elettrico con una cella a combustibile da 100 watt alimentata a idrogeno posta nel bauletto del mezzo.
Il motore da 250 watt può raggiungere una velocità di 25 km/h con un’autonomia fino a 100 km, doppia rispetto a una comune bici elettrica, grazie a una piccola bombola di riserva di idrogeno a bassa pressione in grado di garantire il rifornimento in 5
minuti. Con una seconda bombola della stessa capacità (20-30 grammi) potrebbe raggiungere una autonomia di 150 km.

Il mezzo ha evidenti vantaggi in termini di performance e autonomia grazie alla possibilità di ricaricare la cella a
combustibile con la bombola di idrogeno di scorta anche durante il percorso stradale.
È stata realizzata in collaborazione con Atena, il Distretto di Alta Tecnologia nei settori dell’ambiente e dell’energia che riunisce imprese, università ed enti di ricerca per lo sviluppo sostenibile, tra cui Enea.

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Power to Gas: accordo ENEA – SGI

ENEA e SGI (Società Gasdotti Italia SpA) hanno siglato un accordo quadro per realizzare progetti pilota con l’impiego della tecnologia Power to Gas (P2G), un processo innovativo di accumulo di energia che consente di produrre gas alternativi tramite l’energia elettrica generata in surplus da fonti rinnovabili.

“Il nostro principale obiettivo è dimostrare l’operatività su scala industriale del sistema P2G che, grazie alla sua flessibilità, è una delle tecnologie che possono contribuire maggiormente a una generazione di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili, per una progressiva decarbonizzazione del sistema elettrico”, spiega Stefano Giammartini, responsabile della Divisione ENEA “Produzione, Conversione e Uso efficienti dell’Energia”.

La collaborazione tra ENEA e SGI punta a promuove l’uso innovativo della rete per l’accumulo e la distribuzione di gas diversi da quello naturale, come idrogeno e metano sintetico, prodotti in sinergia con il riutilizzo dell’anidride carbonica proveniente da processi industriali e/o sorgenti naturali. Il metano sintetico prodotto con questo sistema, pur risultando un gas con le tutte proprietà del metano di origine fossile, è al 100% rinnovabile.

“La soluzione tecnologica del Power to Gas, con il suo elevato potenziale di applicazione per un utilizzo alternativo delle infrastrutture esistenti, laddove integrata con fonti rinnovabili si configura come una tecnologia di accumulo a supporto delle reti energetiche nazionali”, aggiunge Giammartini.

L’analisi degli aspetti di sicurezza legati alla produzione, al trasporto e all’utilizzo di questi combustibili, lo studio della normativa tecnica applicabile al settore e le attività di indagine tecnico-economica, sono parte integrante dell’accordo.

L’ENEA, attraverso il Dipartimento di “Tecnologie Energetiche”, opera nel settore dell’energia con particolare riferimento alle fonti rinnovabili ed alle tecnologie associabili quali quelle dell’accumulo elettrochimico, delle smart grids, della mobilità sostenibile e del Power to Gas.

La Società Gasdotti Italia SpA è uno dei principali gestori di sistemi di trasporto gas in Italia. Certificata in regime di separazione proprietaria da parte di ARERA e dell’Unione Europea, possiede e gestisce circa 1.600 chilometri di gasdotti ad alta pressione nel Centro-Sud Italia. Opera dagli anni ’60 nel settore di trasporto di gas in condotte ad alta e media pressione con una considerevole esperienza tecnica e know-how relativi alla progettazione, realizzazione e gestione di reti complesse di trasporto gas.

Fonte: ENEA

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L’Italia sperimenta l’immissione di idrogeno nella rete gas

A Contursi Terme (Salerno), Snam ha ufficialmente lanciato il suo esperimento di introdurre una miscela di idrogeno e gas naturale al 5% nella rete di trasporto del gas, confermando che l’idrogeno è considerato dall’Azienda un vettore chiave per la decarbonizzazione del sistema energetico. Lo conferma Marco Alverà, amministratore delegato di Snam che ha dichiarato:

Questa è la prima iniezione di idrogeno in Europa nella rete di trasmissione che rifornisce direttamente i clienti industriali Snam e proietta il nostro paese nel futuro dell’energia pulita. I gas rinnovabili come il l’idrogeno ‘verde’ e il biometano giocheranno un ruolo centrale nel mix energetico al 2050, insieme alle fonti rinnovabili. L’idrogeno diventerà sempre più importante nella strategia di Snam e abbiamo le competenze e la tecnologia per diventare leader in questo settore. Ci siamo sentiti in dovere di iniziare questo progetto innovativo nel Sud Italia, in Campania, dato il nostro forte legame con il territorio

La miscela H2NG (una miscela di idrogeno e gas) provvede a rifornire due industriali aziende della zona: un pastificio e un’azienda di imbottigliamento di acque minerali. L’esperimento è stato lanciato alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi, insieme al CEO di Snam, Marco Alverà.

L’idrogeno svolgerà un ruolo cruciale nel garantire il conseguimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione entro il 2050; la combustione dell’idrogeno non produce emissioni di CO2 inoltre, se prodotto tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando fonti rinnovabili, come il fotovoltaioco e l’eolico, questo vettore energetico è in grado di svolgere la funzione di stoccaggio dell’energia contribuendo ad ottimizzare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili.

Il segretario generale di Hydrogen Europe, Jorgo Chatzimarkakis, ha dichiarato: “L’idrogeno è chiave per decarbonizzare le reti e integrare sempre più energie rinnovabili nei nostri sistemi. L’Italia ha il potenziale per diventare hub europeo dell’idrogeno nei prossimi decenni in quanto dispone di una rete gas molto estesa già sul posto ed è il paese ponte verso il Nord Africa, dove la maggior parte dell’idrogeno verde sarà prodotto”.

Potenzialmente 3.5 miliardi di metri cubi potrebbero essere iniettati nella rete ogni anno, equivalenti al consumo annuo di 1,5 milioni di famiglie. Ciò consentirebbe una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di 2,5 milioni di tonnellate.
Il primo passo è quindi stato fatto; la società si impegna a verificare la piena compatibilità delle sue infrastruttura con quantità crescenti di idrogeno miscelato con gas naturale.
Secondo un recente studio della società di consulenza Navigant, promosso dal Consorzio Gas for Climate, circa 270 miliardi di metri cubi (equivalente di gas naturale) di idrogeno verde e metano rinnovabile che viaggia attraverso l’infrastruttura di gas esistente in tutta l’UE, genera un risparmio di 217 miliardi di euro all’anno fino al 2050 rispetto a un sistema energetico che utilizza una quantità minima di gas.

 

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Le potenzialità del gas rinnovabile in uno studio di “Gas for Climate”

Soltanto pochi giorni fa è uscito un interessante studio promosso dal Consorzio “Gas for Climate“, che indaga le potenzialità del biometano e dell’idrogeno nella transizione energetica, sviluppato con lo scopo di presentare i numeri sul contributo che il gas rinnovabile può dare per decarbonizzare il sistema energetico in diversi settori.

Gas for Climate è un Consorzio di sette società europee leader nel trasporto del gas Enagás (ES), Fluxys(BE), Gasunie (NL), GRTgaz (FR), Open Grid Europe (DE), Snam (IT) e Teréga (FR) e due associazioni del settore delle energie rinnovabili European Biogas Association e Consorzio Italiano Biogas, che insieme rappresentano sei Stati membri dell’UE e sono collettivamente responsabili del 75% del consumo totale di gas naturale in Europa.

Lo studio afferma che una combinazione intelligente di idrogeno e biometano con l’elettricità è il modo ottimale per decarbonizzare il sistema energetico.
Utilizzando circa 2900 TWh o circa 270 miliardi di metri cubi (equivalente di gas naturale) di idrogeno verde e metano rinnovabile che viaggia attraverso l’infrastruttura di gas esistente in tutta l’UE, genera un risparmio di 217 miliardi di euro all’anno fino al 2050 rispetto a un sistema energetico che utilizza una quantità minima di gas.

Per tutte le conclusioni dello studio rimandiamo alla versione integrale, scaricabile qui

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