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Category Archives: Sviluppo del Mercato

Le potenzialità dell’idrogeno al Forum Automotive

Michela Capoccia – Responsabile Innovazione Transizione Energetica e Mobilità Sostenibile di SAPIO, Gruppo che detiene la Presidenza di H2IT con Alberto Dossi, spiega le grandi potenzialità dell’idrogeno nei trasporti e non solo, al FORUMAutoMotive che si è tenuto ieri 18 Marzo.

“Abbiamo portato l’idrogeno e la filiera industriale rappresentata da H2IT alla discussione e al confronto con gli altri combustibili e con le associazioni di categoria del settore, ribadendo le potenzialità dell’idrogeno, vettore energetico flessibile e sostenibile, grazie alla possibilità di produrlo sfruttando pienamente le capacità delle fonti rinnovabili non programmabili.”

L’Europa persegue il principio della neutralità tecnologica e nella Direttiva DAFI indica l’idrogeno quale uno dei combustibili alternativi del futuro che può consentire la decarbonizzazione del settore dei trasporti. Questa è un’opportunità di sviluppo per l’Italia: l’Associazione H2IT rappresenta la filiera industriale italiana dell’idrogeno e delle fuel cell, che è in grado di coprire l’intera catena del valore dalla produzione alle stazioni di rifornimento e ai veicoli elettrici a fuel cell.

 

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Luce del sole e umidità dell’aria per produrre idrogeno

Gli scienziati dell’Università di KU Leuven, in Begio, hanno creato un pannello solare capace di produrre idrogeno dall’umidità nell’aria. Dopo dieci anni di studio e sviluppo, il pannello può ora produrre 250 litri al giorno – un record mondiale, secondo i ricercatori. Venti di questi pannelli potrebbero fornire elettricità e calore per una famiglia per un intero inverno.

Il dispositivo sviluppato dal gruppo del Professore Johan Martens trasforma la luce solare e il vapore acqueo in idrogeno in modo sostenibile,  All’inizio, l’efficienza era solo dello 0,1%, dopo 10 anni di lavoro di lavoro, il pannello di 1,6 m² migliorato negli anni, ha raggiunto un’efficienza del 15%. È un record mondiale nella categoria di dispositivi che non richiedono metalli preziosi o altri materiali costosi. Nel Campus dell’Università è presente un prototipo, ma i ricercatori avvieranno un progetto pilota per testare al di fuori del Campus la teoria nella cittadina di Oud-Heverlee, dove una casa isolata, non collegata alla rete gas, si sostiene energeticamente con pannelli solari, una caldaia solare e una pompa di calore. A questo verranno aggiunti i pannelli che produrranno idrogeno durante l’estate, immagazzinato e convertito in elettricità e calore in inverno.

Nel corso dei prossimi due anni, i ricercatori si concentreranno sulla sperimentazione dei pannelli per le applicazioni domestiche con l’obiettivo finale di produrre in serie e commercializzare il sistema.

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Il successo di Hype – da 100 a 600 taxi idrogeno nel distretto di Parigi nel 2020

Air Liquide, Idex, Société du Taxi Électrique Parisien (STEP) e Toyota hanno collaborato alla creazione di HysetCo per promuovere lo sviluppo della mobilità idrogeno nella regione di Parigi e per sviluppare e ingrandire la prima flotta mondiale di taxi a idrogeno a emissioni zero, chiamata Hype. Lo scopo di HysetCo è quello facilitare l’introduzione di veicoli a celle a combustibile e lo sviluppo dell’infrastruttura per il rifornimento dedicata in Francia.

I taxi a idrogeno di Hype sono attivi a Parigi e in tutta la regione dell’Île-de-France dal 2015. Nel 2018, la flotta di Hype ha raggiunto l’impressionante numero di 100 veicoli, tutti Toyota mirai, e ha accumulato un nuovo record: 231.660 viaggi fatti a Parigi, per un totale di oltre 3,5 milioni di chilometri! La casa automobilistica giapponese intende consegnare altre 500 Mirai andando a incrementare la flotta di taxi idrogeno entro la fine del prossimo anno 2020 per arrivare a un totale di 600.

Grazie a questa joint venture, la flotta di taxi di Hype sarà in grado di fare affidamento su una più ampia rete di stazioni di idrogeno come quella nuova aperta a Roissy, vicino all’aeroporto di Parigi-Charles-de-Gaulle. Questa stazione si unisce ad altre tre stazioni esistenti, tra cui Paris-Orly, Pot de l’Alma e Les-Loges-en-Josas. Air Liquide ha progettato e costruito la nuova stazione di Roissy, con il supporto del Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU).

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Hype è frutto di un modello di business vincente, nato dall’aggregazione di competenze e dalla collaborazione di industrie attive nel settore, capace di sfruttare al meglio da una parte i contributi finanziari europei e attrarre al contempo investimenti privati, con l’obiettivo finale di facilitare lo sviluppo della mobilità idrogeno.

..e se passate per Parigi e vi serve un taxi, perché non provare quello a idrogeno? Basta prenotarlo attraverso l’apposita App!

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HyBridge – Un Impianto Power to Gas da 100 MW in Germania

L’operatore di rete Amprion e Open Grid Europe (OGE), una società di trasmissione di gas naturale tedesca, collaboreranno insieme per realizzare il progetto “HyBridge”, un impianto Power to Gas da 100 MW in grado di produrre idrogeno grazie all’elettricità generata dai parchi eolici nel nord della Germania.

La posizione ideale per il primo impianto Power to Gas di queste dimensioni, in cui l’energia elettrica da fonti rinnovabili è convertita in idrogeno verde e in parte ulteriormente in metano verde tramite un elettrolizzatore, è stata individuata nel distretto di Emsland dove le reti Amprion e OGE si incrociano, nel nord-ovest  della Bassa Sassonia. Le strutture regionali di stoccaggio di gas naturale, pongono condizioni ottimali per lo sviluppo di una rete di idrogeno che integri l’elettrolizzatore da 100 MW.

Oltre all’elettrolizzatore i partner del progetto intendono convertire anche una pipeline OGE esistente in una pipeline di idrogeno dedicata e prevedono che il costo del progetto sarà di circa 150 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di agevolare sempre più l’interconnessione tra diversi settori e in questo modo accelerare la transizione energetica.

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L’idrogeno per l’immagazzinamento dell’energia rinnovabile con il progetto HyCARE

L’idrogeno per l’immagazzinamento dell’energia rinnovabile

Parte il progetto HyCARE: Coinvolti 4 Italiani

Università di Torino, Environment Park, Fondazione Bruno Kessler e l’azienda Tecnodelta.

 

Le energie rinnovabili, per esempio di tipo fotovoltaico ed eolico, sono caratterizzate da una intermittenza nella produzione. Non sempre c’è vento ed il sole di notte non c’è. Ma la richiesta di energia elettrica si concentra in alcune ore del giorno, che non sempre corrispondono ai momenti in cui questa viene prodotta. Per questo, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, occorre risolvere il problema dell’immagazzinamento di energia. Fra le molte soluzioni proposte, da tempo si sta studiando l’uso dell’idrogeno come vettore energetico. Rispetto alle batterie, l’idrogeno permette di immagazzinare grandi quantità di energia in poco spazio. Il percorso è tortuoso, ma è a basso impatto ambientale. L’energia prodotta viene mandata ad un elettrolizzatore, che scinde l’acqua in idrogeno ed ossigeno. L’idrogeno prodotto viene immagazzinato, per essere poi riconvertito in energia elettrica mediante una cella a combustibile. L’unico ingrediente è l’acqua.

L’immagazzinamento dell’idrogeno rimane un problema aperto, e a questo vuole rispondere il progetto HyCARE, che prende vita in questi giorni al Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino. L’idrogeno infatti è un gas, che deve essere contenuto in bombole ad alta pressione, con elevati costi di compressione e con l’utilizzo di grandi spazi. Alternativamente, l’idrogeno può essere assorbito all’interno di una polvere metallica in condizioni molto più blande, cioè a temperature e pressioni prossime all’ambiente. Questa soluzione riduce il volume richiesto per l’immagazzinamento anche di elevate quantità di idrogeno. E’ proprio questa soluzione che ha convinto la Comunità Europea a finanziare con circa 2 milioni di euro il progetto HyCARE, attraverso la Piattaforma “Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking” – FCH JU.

Il progetto prevede la produzione di quasi 5 tonnellate di polvere metallica, che verranno inserite in appositi contenitori. La gestione termica dell’impianto avverrà mediante un approccio innovativo, facendo uso di materiali a cambiamento di fase, incrementando di molto l’efficienza del processo. La quantità di idrogeno immagazzinata sarà pari a 50 kg, che rappresenteranno la massima quantità mai immagazzinata in Europa con questa tecnica.

Il consorzio è capitanato dall’Università di Torino, insieme all’Environment Park, e vede la presenza di una grossa azienda di produzione di polveri metalliche (GKN Sintermetal) e della multinazionale francese dell’energia Engie, che metterà a disposizione i suoi laboratori a Parigi per l’impianto dimostratore. La costruzione dell’impianto sarà realizzata da due piccole-medie aziende, una tedesca (Sthüff) ed una italiana (Tecnodelta). Nutrita la compagine di ricerca, con la Fondazione Bruno Kessler di Trento, il CNRS francese, l’ Helmholtz Zentrum di Geesthacht in Germania e l’Istituto per l’Energia norvegese di Kjeller.

“E’ per noi una grande sfida” – dice il prof. Marcello Baricco, dell’Università di Torino e coordinatore del progetto – “che ci permetterà di dimostrare in una applicazione reale l’uso dell’idrogeno come vettore energetico. Sarà l’occasione per mettere in pratica ciò che studiamo a livello teorico da molti anni”. L’ing. Carlo Luetto, amministratore delegato dell’azienda Tecnodelta di Chivasso, afferma: “Per una piccola-media azienda come la nostra, il progetto HyCARE rappresenta una splendida opportunità per valorizzare le tecnologie per l’idrogeno che stiamo sviluppando, anche in collaborazione con altre aziende del territorio piemontese”. Il dr. Davide Canavesio, amministratore delegato dell’Environment Park di Torino, dichiara che “la nostra presenza nel progetto HyCARE permetterà di mettere a disposizione il nostro laboratorio di Advanced Energy, leader in Italia per lo sviluppo delle tecnologie basate sull’idrogeno e le celle a combustibile”.

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Svezia – Edifici 100% autonomi grazie allo stoccaggio di idrogeno

In Svezia, precisamente a Vårgårda, viene inaugurato agli inizi del 2019 il primo complesso abitativo completamente off-grid, i cui fabbisogni di elettricità e riscaldamento vengono interamente soddisfatti dalla generazione di energia da pannelli fotovoltaici con stoccaggio di idrogeno.

Il sistema integra celle solari fotovoltaiche, celle a combustibile a idrogeno e uno stoccaggio, permettendo di disaccoppiare produzione e consumo di energia; questo significa che i residenti dei 172 appartamenti saranno indipendenti energeticamente al 100%.

L’idrogeno prodotto con un elettrolizzatore quando l’energia dai pannelli fotovoltaici supera il fabbisogno giornaliero, viene stoccato a 300 bar e può essere successivamente utilizzato in una cella a combustibile, emettendo acqua, per produrre energia.

Il progetto rivoluzionario è stato avviato all’inizio del 2018 dalla società di edilizia abitativa municipale Vårgårda Bostäder, insieme alla partner danese Better Energy e alla svedese Nillson Energy; ogni edificio di 30 appartamenti ha 109 kW di pannelli fotovoltaici.

Il concetto è stato testato da Nillson Energy in una partnership con AT Solar nel maggio 2018, durante il progetto pilota “RE 8760

 

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Air Liquide investe nella produzione di idrogeno verde

Air Liquide acquisendo una quota di capitale della società canadese Hydrogenics Corporation, specializzata in impianti di produzione di idrogeno da elettrolisi e di celle a combustibile, punta ad essere uno dei principali protagonisti nella fornitura di idrogeno privo di carbonio, in particolare per l’industria e i mercati della mobilità.

Hydrogenics è un leader mondiale nel settore dell’ingegneria e nello sviluppo delle tecnologie necessarie per accelerare la transizione energetica. Con sede a Mississauga, in Ontario, e siti produttivi sia in Canada che in Germania e Belgio, Hydrogenics fornisce attrezzature per la produzione di idrogeno, l’immagazzinamento dell’energia e la fornitura di idrogeno a clienti e partner in tutto il mondo.

Air Liquide con questa operazione strategica, investe 18 milioni di euro riaffermando la propria convinzione che l’idrogeno sarà un vettore energetico chiave nella transizione energetica. Attraverso la tecnologia degli elettrolizzatori infatti, è possibile separare l’acqua in idrogeno e ossigeno usando l’elettricità; dunque quando essa viene prodotta da fonti di energia  rinnovabili, l’idrogeno diventa un vettore di energia rinnovabile, complementare all’elettricità che offre anche capacità di stoccaggio dell’energia.

Air Liquide e Hydrogenics hanno inoltre stipulato un accordo tecnologico e commerciale per sviluppare congiuntamente tecnologie di elettrolisi PEM (Proton Exchange Membrane) per i mercati dell’energia a idrogeno in rapida crescita in tutto il mondo.

Commentando questo investimento, François Darchis, Senior Vice-President e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato:

L’elettrolisi dell’acqua è una delle tecnologie chiave per accelerare l’emergere dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile. Consente infatti di produrre idrogeno totalmente privo di carbonio, in particolare tramite l’energia elettrica rinnovabile. Grazie alla partnership con Hydrogenics, azienda leader nelle tecnologie per l’elettrolisi e delle celle a combustibile, Air Liquide sta così completando il suo portafoglio di tecnologie e rafforzando la sua capacità di offrire idrogeno privo di carbonio in maniera competitiva e su grande scala. Siamo più che mai convinti che l’idrogeno svolgerà un ruolo importante nella lotta contro il riscaldamento globale. Ridurre drasticamente le emissioni di CO2 è vitale per il pianeta. In questo ambito, Air Liquide si è posta gli obiettivi più ambiziosi del suo settore“.

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Alstom e Eversholt Rail per un nuovo treno idrogeno in UK

Dopo l’avvento dei treni idrogeno Coradia iLint in Germania, anche nel Regno Unito si sta per concretizzare un progetto di questo tipo che vede coinvolta nuovamente Alstom, in stretta collaborazione con gli stakeholder del settore sul suolo nazionale.

Alstom ed Eversholt Rail stanno lavorando insieme per sviluppare il design di un nuovo treno a idrogeno, chiamato “Breeze“, per il mercato del Regno Unito. L’idea è quella di convertire i treni esistenti Classe 321 per creare un modello a zero emissioni inquinanti, che possa viaggiare sul territorio già a partire dal 2022.

Alstom ha affermato che le due società stanno collaborando con le parti interessate del settore per sviluppare casi aziendali e valutare piani dettagliati di introduzione di flotte di questi treni innovativi e loro relative infrastrutture di rifornimento. Questa soluzione contribuirà ad abbattere le emissioni di CO2 del trasporto passeggeri su rotaia in UK.

“La tecnologia dei treni a idrogeno è un’innovazione entusiasmante che ha il potenziale per trasformare la nostra ferrovia, rendendo i viaggi più puliti e più ecologici riducendo ulteriormente le emissioni di CO2. Stiamo lavorando con l’industria per stabilire in che modo i treni a idrogeno possano svolgere un ruolo importante in futuro, offrendo servizi migliori sulle rotte rurali e interurbane”, ha affermato il ministro delle ferrovie del governo britannico Andrew Jones.

I treni a idrogeno rappresentano l’alternativa pulita adatta alle rotte che difficilmente trarrebbero beneficio dall’elettrificazione.

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La Fuel Cell Electric Vehicles Vision di Hyundai al 2030

 Hyundai Motor Group ha annunciato la roadmap a lungo termine ‘FCEV Vision 2030’.

Con questa road map al 2030 Il gruppo, leader nello sviluppo di tecnologie fuel cell, si impegna a dare una spinta significativa all’utilizzo di questo vettore energetico nel settore dei trasporti.

L’obiettivo principale è quello di incrementare notevolmente la capacità produttiva di sistemi a cella a combustibile tanto da raggiungere le 700.000 unità all’anno nel 2030, ed intende esplorare nuove opportunità di business per l’applicazione delle fuel cell non solo per il settore automotive ma anche per altri tipi di mobilità quali droni, navi, treni e muletti.

ll Gruppo Hyundai e i suoi fornitori si impegnano ad investire 6 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, nonché nell’espansione degli impianti produttivi per raggiungere una capacità di produzione di 500.000 unità all’anno di veicoli a celle a combustibile, automobili e mezzi commerciali, anticipando la crescita della domanda globale che si stima arriverà a 2 milioni di unità all’anno nello stesso periodo.

Detto fatto, l’affiliata HMG Hyundai Mobis Co.che produce i sistemi a celle a combustibile, ha appena inaugurato il secondo sito produttivo a Chungju in Corea del Sud. L’impianto aiuterà Mobis a incrementare la capacità di produzione a 40.000 unità entro il 2022, contro le attuali 3.000 del primo stabilimento.

HMG pianifica di affinare ulteriormente il sistema di celle a combustibile utilizzato da NEXO, seconda generazione di veicoli fuel cell commercializzati da Hyundai dopo la ix35 Fuel Cell introdotta sul mercato nel 2013, per migliorare e diversificare la gamma di veicoli a idrogeno, così da rispondere alle richieste di diversi segmenti dell’industria.

L’Hydrogen Council, che mira a guidare l’evoluzione delle aziende che operano negli ambiti energetici e del trasporto – fra i quali Hyundai – prevede che la domanda di tale tecnologia incrementerà di 10 volte entro il 2050, generando diverse opportunità per una crescita economica sostenibile.

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Tre bus a idrogeno entrano in servizio sulla tratta Sanremo-Taggia

Da ieri sulla tratta Sanremo-Taggia, hanno cominciato a viaggiare i tre autobus ad idrogeno della Riviera Trasporti di Imperia, finanziati nell’ambito del progetto europeo High V.LO-City. Un risultato significativo non solo per la società Riviera Trasporti, ma anche per l’Italia che grazie alla stazione di rifornimento di Sanremo raggiunge quota tre punti rifornimento idrogeno per autobus insieme a Milano e Bolzano.

L‘obiettivo generale del progetto è quello di facilitare il rapido dispiegamento dell’ultima generazione di autobus a celle a combustibile adibiti al trasporto pubblico, per far fronte a problemi ambientali e operativi. Sanremo, Anversa, Groningen e Aberdeen sono i quattro siti strategici per la dimostrazione della tecnologia. Il progetto sta dimostrando che gli autobus a celle a combustibile possono operare con la stessa flessibilità degli autobus diesel, conservando tutte le caratteristiche del trasporto pubblico ma senza inquinamento acustico ed emissioni locali. Gli autobus a idrogeno rappresentano una scelta strategica per città come Sanremo, che si stanno impegnando per migliorare la qualità della vita dei loro cittadini.

La tratta Sanremo – Taggia, lunga circa 14 km è stata inaugurata il 30 novembre, alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Berrino; del presidente della Riviera Trasporti, Riccardo Giordano; del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri e del presidente della Provincia di Imperia, Fabio Natta.

Sandro Corrado, direttore di Riviera Transporti, ha dichiarato: “La linea era servita da filobus fino ai primi anni di questo secolo. Diversi lavori furono fatti lungo il percorso e la linea del tram fu abbandonata, sostituita da autobus diesel. Sono sicuro che i passeggeri e gli abitanti di Arma e Taggia apprezzeranno gli autobus elettrici silenziosi a celle a combustibile “.

Gli autobus sono riforniti presso la stazione di rifornimento di idrogeno finanziata dal progetto, situata nella periferia est di Sanremo, costruita da Air Liquide e rifornita di idrogeno tramite camion rimorchi. La stazione è stata progettata per essere potenziata in futuro con l’obiettivo a lungo termine di produrre idrogeno al 100% verde on site tramite elettrolisi.

Presenti all’inaugurazione anche rappresentanti di H2IT e dell FCH JU (Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking) a sottolineare l’importanza di questo progetto a livello Nazionale e Internazionale.

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