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Category Archives: Trasporto e infrastrutture

H2IT incontra il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Morelli

L’Associazione H2IT incontra il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Morelli. Continua il dialogo tra H2IT e le istituzioni per implementare la strategia dell’idrogeno per la decarbonizzazione dei trasporti.

Morelli: “La filiera dell’idrogeno è destinata a crescere in maniera significativa a beneficio dei Paesi che ne avranno saputo riconoscere il potenziale”

 Auto, camion e bus a lungo raggio, trasporto ferroviario e, in prospettiva, trasporto marittimo a idrogeno saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni al 2030 e al 2050 posti dalla Commissione Europea. Condivisa con il Viceministro la necessità di un approccio pragmatico e strategico, a partire dalla costruzione delle infrastrutture di rifornimento fino allo sviluppo delle normative

 Roma, 20 luglio 2021 – Nella giornata di ieri, H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile ha incontrato il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessandro Morelli, riscontrando l’impegno del Ministero a supportare lo sviluppo concreto della mobilità idrogeno in Italia, confermando la centralità del tema nell’agenda politica. L’Associazione ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico e strategico su diversi fronti: la costruzione di un’infrastrutture di rifornimento adeguata, lo sviluppo della normativa, la semplificazione dei processi autorizzativi per la costruzione delle stazioni di rifornimento ed infine il supporto all’adozione di veicoli a basse emissioni in ambiente urbano ed extraurbano.

Il ripensamento della mobilità in chiave sostenibile non può prescindere dal concetto di neutralità tecnologica – ha dichiarato a margine dell’incontro il Viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessandro Morelli. È di fondamentale importanza cogliere tutte le opportunità offerte dalla transizione ecologica, senza pregiudizi né preclusioni. Una strada da percorrere è sicuramente quella dell’idrogeno, il cui sviluppo è annoverato dalla Commissione europea come condizione necessaria per completare il processo di decarbonizzazione entro il 2050. Significa che nei prossimi decenni la filiera dell’idrogeno è destinata a crescere in maniera significativa e questo andrà a beneficio dei Paesi che ne avranno saputo riconoscere il potenziale. Le aziende italiane hanno il know-how e le competenze per primeggiare a livello europeo anche in questo campo, ma serve una strategia nazionale che fissi un quadro legislativo certo e un piano di investimenti a lungo termine in infrastrutture, ricerca e innovazione. Nelle prossime settimane incontrerò i vertici di FNM, azienda lombarda pioniera che sta realizzando la prima ferrovia a idrogeno in Val Camonica, per rilanciare una case history utile al Paese”.

Occasione di confronto sui nuovi target dell’Unione Europea, l’incontro ha permesso di rimarcare la rilevanza dello sviluppo del trasporto su strada. Auto, camion e bus a lungo raggio a idrogeno, del trasporto ferroviario e, in prospettiva, del trasporto marittimo a idrogeno sono componenti chiave della strategia per raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni al 2030 e al 2050 resi più sfidanti con l’uscita del pacchetto Fit For 55.

“Siamo felici di aver riscontrato il favore del Viceministro nei confronti dello sviluppo della mobilità idrogeno – ha dichiarato Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT– H2IT ha al suo interno un bacino di competenze, esperienze e conoscenze che può essere utile per indirizzare le decisioni delle Istituzioni, con un background scientifico e tecnologico. Come associazione manteniamo un rapporto storico con le Istituzioni Nazionali, con la prospettiva di fornire informazioni utili al decisore politico per prendere le scelte adeguate. Crediamo infatti che questo possa essere un elemento fondamentale per realizzare i progetti, specialmente per l’implementazione di quelli previsti nel PNRR in ambito mobilità, i quali dovranno predisporre strumenti e pianificazioni per la messa a terra di progetti importanti, in tempi vincolati e con meccanismi determinanti, oltre a individuare processi inclusivi nei confronti degli stakeholder.

 

Negli ultimi anni, l’Associazione è diventata un interlocutore prezioso per le Istituzioni su tutti i temi relativi all’idrogeno. Già dal 2016, infatti, ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” aggiornato poi nel 2019. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”. A gennaio 2021 H2IT ha presentato anche il report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, i cui punti salienti sono stati presentati in un’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del PNRR (Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza).

H2IT continua il proprio percorso di confronto con le Istituzioni perché crede nell’importanza di allineare tutte le attività messe in capo dai diversi ministeri competenti in ambito idrogeno per giungere alla creazione di una strategia unica che realizzi la transizione energetica del settore dei trasporti parallelamente al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare le barriere che ostacolano lo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.

 

 

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Abu Dhabi per l’esportazione di idrogeno verde e blu

Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, ha firmato un accordo per produrre ed esportare idrogeno come carburante.

La compagnia petrolifera governativa di Abu Dhabi vuole trasformare l’emirato ricco di petrolio in un esportatore di idrogeno blu e verde. Abu Dhabi National Oil Co. ha formato un’alleanza con Mubadala Investment Co. e ADQ per produrre idrogeno verde, quindi da energia rinnovabile, ha affermato ADQ in un comunicato. Adnoc svilupperà indipendentemente l’idrogeno blu, che viene prodotto dal gas naturale in un processo che cattura le emissioni di anidride carbonica.

Abu Dhabi National Oil Co (ADNOC), l’investitore statale di Abu Dhabi Mubadala e la holding statale ADQ hanno firmato un memorandum d’intesa per istituire l’Abu Dhabi Hydrogen Alliance, afferma la dichiarazione.

In un accordo correlato, Abu Dhabi Future Energy Co., noto anche come Masdar, ha concordato con Siemens Energy AG di sviluppare una struttura per produrre idrogeno verde a Masdar City ad Abu Dhabi. Siemens Energy, con sede a Monaco, sta già costruendo un impianto dimostrativo per l’idrogeno presso il Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park nel vicino emirato di Dubai.

Il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita ha detto che vuole che il regno – il più grande esportatore di petrolio al mondo – diventi il ​​più grande esportatore di idrogeno.

Il piano è produrre sia idrogeno verde prodotto con elettrolisi dell’acqua con energia elettrica da fonti rinnovabili, che idrogeno blu, prodotto dal gas naturale, da esportare nei mercati internazionali emergenti. 

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Tenaris collabora con Nel Hydrogen per le stazioni di rifornimento di camion a idrogeno della California

Tenaris partecipa allo sviluppo di una rete di stazioni rifornimento di camion a idrogeno in California, fornendo la nuova generazione di bomboloni per lo stoccaggio dell’idrogeno, nell’area di Port Los Angeles.

Tenaris ha collaborato con Nel Hydrogen, società che sviluppa tecnologie idrogeno, fornendo soluzioni ad alta pressione per lo stoccaggio dell’idrogeno che verranno installate da Shell a Long Beach, CA. Il progetto “Shore to Store” vede la costruzione di due nuove stazioni di rifornimento di idrogeno per il trasporto pesante – una vicino al porto di Los Angeles a Wilmington e un’altra nel centro del magazzino dell’Ontario.

A very challenging project kicked-off in 2018 when we brought together our solid technical expertise, R&D know-how and vertical production capabilities to develop unique solutions. We are playing a significant role in the hydrogen revolution and are a reliable partner for our customers

Michele Della Briotta, Tenaris President in Europe.

Grazie al suo processo integrato verticalmente e alla linea tecnologicamente più avanzata al mondo – installata presso lo stabilimento italiano di Tenaris, Dalmine – per la produzione di grandi serbatoi ad alta pressione fino a 1000 bar. A seguito di un completo processo di ricerca e sviluppo, Tenaris è stata in grado di garantire la soluzione tecnica ideale, producendo serbatoi con specifiche tecniche in grado di assicurare qualità e sicurezza.

In addition to the high performance and reliability of Tenaris’s products, during the deployment of this project, we appreciated the on-site customer support provided, in particular for the assistance in the assembly of the large racks for the vessels, which made the difference in assuring high quality levels.

Kyle McKeown, Product Support & Application Engineering Manager North America at Nel Hydrogen.

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Airbus ZeroE punta allo sviluppo di aerei commerciali alimentati a idrogeno: obiettivo 2035

Airbus ha recentemente annunciato la sua ambizione di sviluppare il primo aereo commerciale a emissioni zero del mondo entro il 2035. Con questo annuncio ha svelato i suoi primi modelli di velivoli ad emissioni zero, alimentati a idrogeno.

Turbofan, Turboprop e Blended-Wing Body (BWB)

“Fino a cinque anni fa, la propulsione a idrogeno non era nemmeno sul nostro radar come un percorso tecnologico praticabile per la riduzione delle emissioni”, spiega Glenn Llewellyn, Vicepresidente di Airbus, Zero-Emission Aircraft. “Ma i dati convincenti di altre industrie di trasporto hanno cambiato rapidamente tutto questo. Oggi, siamo entusiasti dell’incredibile potenziale che l’idrogeno offre all’aviazione in termini di riduzione delle emissioni “.

Secondo calcoli interni, Airbus stima che l’idrogeno abbia il potenziale per ridurre le emissioni di CO2 del trasporto aereo fino al 50%.

Negli aerei, ci sono due grandi tipi di propulsione a idrogeno: combustione a idrogeno e celle a combustibile a idrogeno. I tre “concept” di Airbus a emissioni zero, sono tutti aeromobili ibridi a idrogeno. Ciò significa che sono alimentati da motori a turbina a gas modificati che bruciano idrogeno liquido come combustibile. Allo stesso tempo, usano anche celle a combustibile a idrogeno per creare energia elettrica che integra la turbina a gas, risultando in un sistema di propulsione ibrido-elettrico altamente efficiente. Tuttavia, ciascuna opzione ha un approccio leggermente diverso per l’integrazione del sistema di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno liquido. Gli ingegneri di Airbus hanno concettualizzato soluzioni di integrazione che tengono attentamente conto delle sfide e delle possibilità di ogni tipo di aeromobile.

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All’avvio il progetto Zero Emission Valley

Il progetto pubblico e privato Zero Emission Valley avviato dal consiglio regionale Auvergne-Rhône-Alpes compie un nuovo passo avanti.
Il consorzio MAT (McPhy, Atawey, TSM) è stato selezionato da Hympulsion per rifornire 14 stazioni di idrogeno, molte delle quali dotate di elettrolizzatori.

Zero Emission Valley (ZEV), il più grande progetto di mobilità alimentata da idrogeno rinnovabile in Francia e uno dei più ambiziosi in Europa (20 stazioni di rifornimento e 1.200 veicoli), ha annunciato il consorzio MAT composto da McPhy, Atawey e TSM per fornire, sulla base di un contratto quadro, le apparecchiature per 14 stazioni di idrogeno, molte delle quali dotate di elettrolizzatori per la produzione in loco di idrogeno a zero emissioni di carbonio. Questo contratto rappresenta un’importante pietra miliare verso lo sviluppo, nel cuore della regione francese, di un ecosistema esemplare per la mobilità dell’idrogeno su larga scala.

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Il comune di Terni e le prospettive per lo sviluppo di progetti idrogeno

Il comune di Terni dà il via all’iniziativa sull’idrogeno con due passi importanti; il primo riguarda l’opportunità di sviluppare la mobilità elettrica a idrogeno contenuta all’interno del PUMS (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) di Terni e Narni, approvato lo scorso dicembre e il secondo attraverso lo sviluppo di progetti in collaborazione con le aziende del territorio.

Il progetto IDRA, elaborato con l’Università degli Studi di Perugia e di interesse per numerose aziende del territorio come Acciai Speciali TerniBusitalia, e Linde, ha l’obiettivo di promuovere la mobilità elettrica a idrogeno in città, “con una visione ambiziosa in supporto alla crescita economica sostenibile in tutto il territorio, attraverso interventi sull’intera filiera, con la possibilità di intercettare finanziamenti importanti, coinvolgere le aziende dell’area ternana, creare opportunità di lavoro” dice l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Benedetta Salvati, che aggiunge: “l’opportunità per la città nasce dalla disponibilità locale di infrastrutture dedicate all’idrogeno all’interno delle acciaierie”.

Oggi il comune di Terni si candida ad essere uno dei primi comuni d’Italia a promuovere la mobilità elettrica a idrogeno.

Inoltre recentemente è stato pubblicato un bando destinato alla realizzazione e al posizionamento di postazioni per ricariche elettriche, nel quale è inserita una premialità per la costruzione di punti di rifornimento per veicoli ad idrogeno.

La leva principale per concretizzare la prima fase del progetto IDRA può venire dal Piano Nazionale Strategico della Mobilità Sostenibile del Ministero dei trasporti. Il primo aprile il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli ha firmato il decreto interministeriale che prevede l’erogazione, nel quinquennio 2019-2023, di 398 milioni di euro a favore di 38 Comuni che nel biennio 2018-2019 hanno registrato i più alti livelli di inquinamento PM10 e biossido di azoto, finanziando direttamente i Comuni per l’acquisizione di materiale rotabile ad alimentazione elettrica, a metano e a idrogeno, con l’obiettivo di incoraggiare il ricambio dei parchi mezzi in favore di soluzioni più pulite. Il comune di Terni è destinatario di un finanziamento di 6 milioni 733 mila 138 euro, per la sostituzione di autobus urbani con nuovi mezzi a basso inquinamento, compresi quelli elettrici ad idrogeno.

 

 

 

 
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L’iniziativa tedesca GET H2 – per il trasporto di idrogeno verde all’industria

BP, Evonik, Nowega, OGE e RWE Generation hanno firmato un protocollo d’intesa per sviluppare il progetto GET H2 Nukleus, la prima rete di idrogeno accessibile al pubblico in Germania è destinata a fornire quantità crescenti di idrogeno verde a società industriali nella Bassa Sassonia e nella North Rhine-Westphalia dalla fine del 2022 in poi. Queste compagnie utilizzano già grandi quantità di idrogeno nei loro processi di produzione e ridurranno significativamente le loro emissioni di carbonio passando all’idrogeno verde.

L’idea è quella di convertire l’energia da fonti rinnovabili in idrogeno e utilizzarla come fonte di energia priva di emissioni carboniche nell’industria e in altri settori.
L’idrogeno verde verrebbe prodotto da fonti rinnovabili a Lingen, nella Bassa Sassonia, grazie ad un elettrolizzatore da 100 MW di proprietà di RWE Generation, e trasportato a clienti industriali e raffinerie a Lingen, Marl e Gelsenkirchen, principalmente via gasdotti esistenti gestiti dai gestori di rete Nowega e OGE e convertiti per il trasporto di idrogeno al 100%, e tramite una costruzione parzialmente nuova di Evonik. L’idea è che l’accesso a questa rete di idrogeno sia aperto a tutti i potenziali consumatori, come già accade per le reti elettriche e le reti del gas. Ciò consentirà una rapida e affidabile integrazione di ulteriori progetti idrogeno.

La costruzione di un’infrastruttura a idrogeno basata su quella esistente del gas, garantirà ai clienti industriali la sicurezza dell’approvvigionamento da cui dipendono. A più lungo termine, dovranno essere presenti strutture di deposito in caverne lungo la condotta dell’idrogeno.
La produzione di idrogeno verde e la fornitura ai clienti dovrebbero iniziare entro la fine del 2022, se possibile, a condizione che ciò sia economicamente praticabile e che le condizioni politiche siano giuste per allora. Secondo i partner del progetto il governo dovrebbe creare le condizioni normative e regolatorie necessarie per consentire a tutte le aziende coinvolte nei progetti di idrogeno di espandere rapidamente la loro produzione di idrogeno verde e delle relative infrastrutture di idrogeno.

La produzione di idrogeno verde dall’energia eolica e solare consente di stoccare energia rinnovabile per lunghi periodi, di immagazzinarla su larga scala per lungo tempo e di utilizzarlo in settori che sono difficili da elettrificare direttamente. Per questi motivi che la produzione di idrogeno verde e la costruzione di infrastrutture per l’idrogeno possono rappresentare passi importanti per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

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NortH2, l’Hydrogen Valley del nord Europa

NortH2, il più grande progetto europeo sull’idrogeno verde inizia a Groningen.

Il progetto prevede la costruzione di nuovi parchi eolici offshore nel Mare del Nord collegati ad un impianto di produzione di idrogeno nel porto di Eemshaven; l’ambizione è quella di generare dai 3 ai 4 GW di energia eolica per la produzione di idrogeno prima del 2030, e arrivare ai 10 GW intorno al 2040. La generazione di 800.000 tonnellate di idrogeno verde eviterà circa 7 Mton di emissioni di CO2 all’anno.

Il consorzio è composto da: Gasunie, Groningen Seaports e Shell Nederland. NortH2 ha il supporto della provincia di Groningen e sta cercando partner per espandere il progetto in Olanda.

Allo stato attuale, l’industria sta già utilizzando grandi quantità di idrogeno, ma questo è principalmente prodotto da gas naturale. La sostituzione con idrogeno verde contribuisce in modo significativo alla decarbonizzazione del sistema energetico. Il piano prevede l’installazione di un grande elettrolizzatore nell’Eemshaven, dove l’energia eolica viene convertita in idrogeno verde. Il consorzio sta inoltre valutando la possibilità di collocare elettrolizzatori anche in mare aperto.

Per assicurare il trasporto capillare dell’idrogeno verde prodotto è necessaria una rete di trasporto intelligente in Olanda e in Europa per far arrivare le 800.000 tonnellate di idrogeno verde all’industria e, in seguito, eventualmente anche nelle case. In questo progetto, l’infrastruttura di gas naturale di Gasunie, che ora viene utilizzata principalmente per il gas naturale, verrebbe utilizzata anche per lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno.

Il progetto dovrebbe iniziare quest’anno con lo studio di fattibilità e se il risultato sarà positivo, il consorzio spera di produrre il la prima molecola di idrogeno verde entro il 2027. Tutto dipenderà anche, dai permessi dei governi, dall’assegnazione di nuove aree per lo sviluppo del parco eolico nel nel Mare del Nord, dalle aree disponibili per le infrastrutture a idrogeno e dalle decisioni finali degli investitotri.

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Un altro passo avanti per la mobilità a idrogeno; Venezia firma accordo con Eni e Toyota

Il Comune e la Città Metropolitana di Venezia hanno firmato un accordo con Eni e Toyota per valutare la realizzazione di una stazione di rifornimento a idrogeno nel territorio comunale veneziano. L’accordo è stato siglato nell’ambito degli eventi organizzati per la “Japan Week” della Fondazione Italia Giappone e prevede che, in caso di conclusione positiva dello studio di fattibilità che sarà subito avviato, Eni renda operativa una stazione di rifornimento di idrogeno in una di quelle di servizio della società situate nel territorio del Comune di Venezia.

Toyota, invece, metterà a disposizione una flotta di 10 Mirai (veicoli a idrogeno a celle a combustibile) che verrà rifornita nell’impianto di distribuzione di Eni. L’intesa si inserisce nel quadro della collaborazione già avviata da tempo da Toyota, Eni, Comune e Città metropolitana di Venezia per la realizzazione di un progetto sperimentale per la promozione della mobilità sostenibile e a basse emissioni nel territorio veneziano. Un grande passo avanti nella costruzione di una rete di distribuzione che permetta la circolazione di mezzi alimentati a idrogeno in Italia.

«A Venezia, una delle città più resilienti del mondo siamo partiti dal presupposto che la sostenibilità ambientale fa sempre il paio con il tema delle risorse economiche. Vogliamo dimostrare che l’attenzione all’ambiente, non deve essere percepita come un costo per la collettività, ma diventa volano per l’economia circolare. Un esempio per l’Italia e l’Europa che nasce nel cuore produttivo ed industriale di Porto Marghera. Con Eni e Toyota implementiamo una partnership pubblico privata che punta alla ricerca e innovazione a ricaduta produttiva», ha commentato così l’accordo raggiunto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

«L’idrogeno è una molecola che già usiamo nelle nostre attività in particolare nel ciclo bio della raffinazione, principalmente per rimuovere l’ossigeno dalle cariche vegetali, dagli oli usati di frittura, grassi animali e altri scarti con cui a Porto Marghera produciamo biocarburanti. Abbiamo inoltre iniziato a investire studiando tecnologie per la sua produzione a partire dai rifiuti solidi urbani e dalle plastiche non riciclabili, oltre che per la mobilità, di cui l’accordo sottoscritto oggi rappresenta un importante milestone per un futuro low carbon», ha aggiunto il capo della raffinazione e dell’ufficio marketing di Eni Giuseppe Ricci.

«Oggi è un giorno molto importante per lo sviluppo dell’infrastruttura di rifornimento d’idrogeno in Italia e siamo orgogliosi di fare la nostra parte insieme con Venezia e con Eni, due partner d’eccellenza, che condividono con noi obiettivi e ideali di sostenibilità. Siamo convinti del potenziale dell’idrogeno per favorire il processo di decarbonizzazione della nostra società. Nel percorso verso una mobilità a zero emissioni avrà un ruolo da protagonista e complementare con altre soluzioni tecnologiche elettrificate. Per questo motivo abbiamo iniziato a investire nello sviluppo della tecnologia a celle a combustibile oltre 20 anni fa e nel 2014 abbiamo introdotto Mirai, prima berlina a idrogeno prodotta in serie, frutto della continua evoluzione della piattaforma ibrida-elettrica di Toyota», ha dichiarato invece l’amministratore delegato di Toyota Motor Italia Mauro Caruccio.

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La partnership strategica di CNH industrial con Nikola

CNH Industrial, ha annunciato l’intenzione di entrare in una partnership strategica ed esclusiva per autocarri pesanti con Nikola Corporation, con sede a Phoenix, Arizona, USA, per accelerare la transizione del settore del trasporto pesante verso le emissioni zero in Nord America ed Europa attraverso l’adozione della tecnologia delle celle a combustibile.

I camion a celle a combustibile di Nikola alimentati a idrogeno saranno i primi a essere prodotti. Il modello di business che propone la società è molto interessante; prevede un leasing “tutto compreso” , che include i costi di veicolo, servizi, manutenzione e carburante, garantendo sul lungo termine un costo totale di proprietà pari o inferiore a quello di camion a diesel.

IVECO per il veicolo e FPT Industrial per il motore, parte di CNH Industrial, forniranno competenze ingegneristiche e supporto all’industrializzazione per sviluppare i camion elettrici a celle a combustibile di Nikola. CNH Industrial acquisirà una partecipazione strategica nel capitale di Nikola del valore di 250 milioni di dollari.

FPT Industrial e IVECO hanno contribuito allo sviluppo e all’espansione della rete europea di rifornimento di gas naturale; seguendo un percorso simile, Nikola sta lavorando attivamente con i partner per sviluppare l’infrastruttura di rifornimento di idrogeno richiesta in Nord America ed Europa.

“La crescente attenzione verso la necessità di ridurre in modo sostanziale le emissioni del settore automobilistico sta spingendo il nostro settore a cercare rapidamente soluzioni tecnologiche avanzate. IVECO è ora in una posizione ideale per offrire ai clienti una gamma ancora più ampia di soluzioni di trasporto, compresi i veicoli a gas naturale, elettrici e alimentati a celle a combustibile “, ha affermato Hubertus Mühlhäuser, Amministratore delegato di CNH Industrial. “La scelta di IVECO come partner strategico di Nikola testimonia la nostra eccellenza riconosciuta a livello internazionale nel trasporto pesante e nelle tecnologie di propulsione alternative.”

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