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Category Archives: Mobilità

Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale

L’Autorità di Sistema Portuale è un organismo dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa ed ha funzioni finanziarie, di bilancio e amministrative. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale è l’ente di governo del territorio portuale, che, entro la cui circoscrizione territoriale sono ricompresi i porti di Livorno, Piombino, Rio Marina, Portoferraio, Capraia e Cavo, ha funzioni di:

  1. indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali di cui all’articolo 16, comma 1, e delle altre attività commerciali ed industriali esercitate nei porti, con poteri di regolamentazione e di ordinanza, anche in riferimento alla sicurezza rispetto a rischi di incidenti connessi a tali attività ed alle condizioni di igiene del lavoro;
  2. manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali, previa convenzione con il Ministero dei lavori pubblici che preveda l’utilizzazione dei fondi all’uopo disponibili sullo stato di previsione della medesima amministrazione;
  3. affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale, non coincidenti né strettamente connessi alle operazioni portuali di cui all’articolo 16, comma 1, individuati con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge;
  4. coordinamento delle attività amministrative esercitate dagli enti e dagli organismi pubblici nell’ambito dei porti e nelle aree demaniali marittime comprese nella circoscrizione territoriale amministrazione in via esclusiva delle aree e dei beni del demanio marittimo ricompresi nella propria circoscrizione;
  5. promozione di forme di raccordo con i sistemi logistici retroportuali e interportuali.
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Idrogeno nel trasporto pubblico locale: H2IT e ASSTRA presentano un position paper con lo stato dell’arte e i punti programmatici per lo sviluppo del comparto

Finanziare l’acquisto di mezzi di trasporto non basta. Occorre una strategia per lo sviluppo integrato di mezzi e infrastrutture, con focus su semplificazione normativa e interconnessione settoriale per ottimizzare gli investimenti pubblici e privati. Necessarie anche risorse per la gestione dei servizi ad alto valore ambientale e interventi per la stabilità normativa.

Bologna, 4 dicembre 2023 – Secondo l’European Alternative Fuels Observatory, nel 2022 erano in circolazione 206 autobus a idrogeno nell’Unione Europea. Per stimolare la domanda e l’offerta, il PNRR ha stanziato 3,64 miliardi di euro per la filiera nazionale dell’idrogeno, coprendo sia la produzione che gli utilizzi finali. Questo impegno si integra con i 3,88 miliardi di euro messi a disposizione dal Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per l’acquisto di veicoli a fonti energetiche pulite, destinati a entità come Regioni, Comuni ad alto inquinamento, Città metropolitane e comuni con oltre 100.000 abitanti. Inoltre, la misura M2C2 – 4.4.1 del PNRR prevede oltre 2,4 miliardi di euro per il rinnovo del parco mezzi regionali nel trasporto pubblico con veicoli puliti entro il 2026. Completando questo quadro, il Fondo complementare al PNRR, con 600 milioni di euro, è destinato alle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano per l’acquisto di autobus elettrici, a metano o a idrogeno e relative infrastrutture di alimentazione, per il trasporto pubblico extraurbano e suburbano.

È questo lo stato dell’arte dell’idrogeno nel TPL emerso dal position paper di ASSTRA Associazione Trasporti e H2IT Associazione Italiana Idrogeno, presentato oggi a Bologna durante il 1° Convegno Nazionale Idrogeno nel Trasporto Pubblico su gomma.

Oltre allo scenario attuale, le due associazioni hanno messo a punto una serie di punti programmatici e di richieste strategiche alle istituzioni per sostenere, rafforzare e rendere più funzionali gli investimenti pubblici e privati nel comparto. Si tratta di iniziative concrete, in linea con gli obiettivi ambientali imposti e con quelli trasportistici delle aziende di Trasporto Pubblico Locale. L’obiettivo è promuovere un approccio strategico che vada oltre il semplice supporto finanziario, focalizzandosi sull’armonizzazione delle normative e sulla semplificazione degli iter autorizzativi. Elementi che si integrano con una visione di sviluppo che considera inscindibili i mezzi di trasporto, come le flotte di bus alimentati a idrogeno, dalle infrastrutture necessarie. Tale integrazione è cruciale, soprattutto per quanto riguarda l’idrogeno, che necessita di una forte interconnessione infrastrutturale. Inoltre, si punta all’integrazione tra diversi settori e tipi di mobilità, massimizzando l’efficienza degli investimenti. Questa strategia si allinea con le attuali tendenze in Europa, dove i bus a idrogeno sono già una realtà in molti paesi (Italia inclusa). Con i fondi del piano di mobilità sostenibile e del PNRR, si prevede un’estensione di queste pratiche in varie città italiane, portando con sé sia sfide che opportunità.

Di seguito il Position paper con i punti che ASSTRA e H2IT vogliono sottoporre alle istituzioni per sviluppare il comparto.

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Dalla seguente Cartella è possibile scaricare tutti gli atti del Convegno

2023_12_04 1° Convegno Nazionale IDROGENO NEL TRASPORTO PUBBLICO SU GOMMA

Andrea Gibelli Presidente di ASSTRA 

“L’idrogeno rappresenta un’importante occasione per Italia e il suo sistema industriale che, grazie a competenze ed esperienze di eccellenza internazionali, può giocare questa partita da protagonista. Il successo dipenderà molto dalla collaborazione tra il trasporto su gomma e quello ferroviario, soprattutto attraverso partnership pubblico-privato. Questa collaborazione fa la differenza non solo per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e la transizione energetica, aspetti già impliciti nella sostenibilità dei trasporti pubblici, ma anche per i benefici economici a livello nazionale e per gli impatti positivi sulle comunità locali, inclusi quelli legati all’occupazione. ASSTRA è pronta a contribuire a questo processo di modernizzazione del Paese, mantenendo un approccio neutrale riguardo alla tecnologia, promuovendo cambiamenti graduati e stimolando l’innovazione. Nelle prossime settimane avvieremo un piano di monitoraggio dei progetti relativi all’utilizzo dell’idrogeno nelle aziende del TPL, quindi avvieremo un programma di studio, confronto e di sistematizzazione delle esperienze in essere per diffondere le buone pratiche già sviluppate tra le aziende del sistema associativo ASSTRA e supportare il dialogo con gli stakeholder pubblici, locali, nazionali e della filiera produttiva.”

Valter Alessandria, Vicepresidente di H2IT

“H2IT in questi anni ha fatto un percorso di evoluzione notevole: oggi l’associazione ricopre un ruolo chiave nei confronti degli interlocutori istituzionali e degli stakeholders del settore idrogeno. Stiamo lavorando per arrivare ad una chiara strategia di supporto agli “usi finali” ed alla definizione di strumenti incentivanti che abbattano i costi operativi della produzione di idrogeno, al fine di garantire la massima sostenibilità dei progetti. Oggi insieme ad ASSTRA abbiamo esplorato l’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito del trasporto pubblico locale su gomma. Nello specifico settore della mobilità, l’Italia si posiziona strategicamente su tutti i segmenti della filiera con importanti competenze da parte delle aziende. Molti grandi costruttori hanno infatti investito risorse nello sviluppo di mezzi alimentati ad idrogeno, per i benefici che questo tipo di tecnologia può offrire in termini di flessibilità di utilizzo, tempi di fermata per il rifornimento ed autonomia.”

Giuseppina Gualtieri, Presidente e Amministratore Delegato di TPER

“L’innovazione corre veloce e anche le imprese del trasporto pubblico stanno accettando la sfida di nuovi investimenti cogliendo tutte le opportunità tecnologiche e tenendo sempre conto del contesto specifico in cui operano. L’idrogeno è una delle modalità che, anche grazie alle politiche pubbliche che ne stanno sostenendo lo sviluppo, può giocare un ruolo significativo. Investire nelle nuove tecnologie, e l’idrogeno è fra queste, non significa solo acquistare mezzi, ma investire nella filiera e nelle infrastrutture. Il convegno nazionale di oggi è un’occasione molto importante; siamo lieti di ospitare questo evento anche perché sull’idrogeno Tper ha un progetto, costruito in collaborazione con le istituzioni, che si sta concretizzando con scelte di investimenti e di partnership. L’uso dell’idrogeno da parte di Tper è il risultato di uno studio di fattibilità’, una decisione strategica industriale che deriva dalla nostra governance, da un team di lavoro mirato e includendo l’idrogeno in un mix di investimenti energetici più ampi. Questo mix include anche e-bus, filobus, metano liquido e biometano, a seconda del tipo di servizio, e rappresenta il fulcro della nostra visione sulla transizione energetica per una mobilità sostenibile. Al centro del progetto idrogeno c’è stata un’attenta valutazione delle competenze e la selezione del nostro partner operativo per le infrastrutture, il gruppo Wolftank, che ha portato alla creazione di una società dedicata TPH2.  Questo impegno ha richiesto un intenso lavoro di pianificazione e gestione anticipata, mirando a contribuire concretamente al progetto di decarbonizzare il servizio urbano del Comune di Bologna entro il 2030, un obiettivo che anticipa di 20 anni le direttive europee. Oggi siamo così nelle condizioni migliori di beneficiare degli sviluppi tecnologici, oltre che della contiguità logistica con la Hydrogen Valley di Modena, fortemente sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.”

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Rototech

Rototech SpA è una storica azienda torinese fondata nel 1916, leader nella produzione di serbatoi in plastica e componentistica automotivee con una forte impronta internazionale grazie ai suoi stabilimenti produttivi dislocati in Italia, Francia, Russia, India, Brasile e Cina, attraverso i quali fornisce i principali OEM in Europa e nel mondo. Nel 2021 Rototech ha acquisito la società Carbon Cylinder – già attiva nella produzione delle bombole per gas in pressione di Tipo4 con la tecnologia filament winding per il settore aria respirabile e gas tecnici– con l’obiettivo di sviluppare e fornire soluzioni specifiche per lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno legate alla mobilità a emissioni zero e alla transizione energetica.

Rototech SpA è quindi in grado di integrare al suo interno tutte le competenze tecnologiche e produttive – dal liner in materiale plastico al winding in composito – necessarie per fornire bombole di Tipo4 alla filiera idrogeno e dei gas compressi più in generale.

I clienti di Rototech SpA sono i principali OEM automotive, transportation, agricolture e construction, le società produttrici di gas e di apparati per utilizzo di gas in pressione.

homepage – Rototech Group

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ENI

Eni è una società integrata dell’energia con oltre 30.000 dipendenti in 69 Paesi del mondo. Nel 2020 la società ha lanciato una nuova strategia, ulteriormente accelerata negli anni successivi, che le consentirà di raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette al 2050 e di fornire una varietà di prodotti, interamente decarbonizzati, coniugando sostenibilità ambientale e finanziaria, puntando fortemente su una leadership tecnologica costruita in anni di ricerca e innovazione.

Tra le principali leve per intraprendere il percorso di decarbonizzazione ci sono l’integrazione di rinnovabili, retail e mobilità elettrica in Plenitude e la recente costituzione di Eni Sustainable Mobility, la società in cui sono confluite le attività di bioraffinazione, biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità. Oltre ai nuovi modelli di business, la strategia di Eni si basa sulla sinergia con gli stakeholder e sullo sviluppo di tecnologie proprietarie e breakthrough per rispondere alla sfida della decarbonizzazione. Eni ambisce a contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sostenendo una transizione energetica giusta, che risponda alla sfida del cambiamento climatico con soluzioni concrete ed economicamente sostenibili promuovendo un accesso efficiente e sostenibile alle risorse energetiche, per tutti.

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Next Mobility Exhibition – 12-14 ottobre 2022 – Milano

Mobilità pubblica, sharing mobility, sostenibilità, transizione energetica e innovazione: la proposta espositiva di Next Mobility Exhibition, l’evento organizzato da Fiera Milano, che si terrà nel quartiere di Rho, una occasione unica per chiamare a raccolta i leader del mercato e gli stakeholder nazionali ed internazionali.

L’evento è dedicato alla mobilità collettiva che ospiterà produttori e distributori di autobus, carrozzerie e allestitori, tecnologie e-mobility, sistemi e infrastrutture di ricarica, energy company e utility, componenti / accessori / ricambi, software e tecnology, servizi per la mobilità, attrezzature per officine e aree servizio, maas (mobility as a service).

In questo contesto H2IT supporta l’organizzazione del convegno 4e – engineering, energy, ecology, ethics il 13 ottobre

QUI IL PROGRAMMA

 

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italiano il primo mezzo a idrogeno nel porto di Valencia

È italiano il primo mezzo a idrogeno per la movimentazione delle merci in un porto europeo. Ideato e sviluppato dal consorzio ATENA, con il supporto di ENEA, dei Cantieri del Mediterraneo e delle Università di Napoli ‘Parthenope’ e di Salerno. Si tratta di un trattore portuale a quattro ruote, in gergo yard truck, che verrà testato per la prima volta nello scalo di Valencia in Spagna dal Gruppo Grimaldi nel terminal ro-ro gestito dalla sua consociata Valencia Terminal Europa, nell’ambito del progetto europeo ‘H2Ports’ del valore di 4 milioni di euro. Il terminal del gruppo armatoriale partenopeo dispone di una superficie di oltre 350.000 m² dedicata alla movimentazione di merci rotabili e, grazie a questo progetto diventerà il primo terminal ro-ro in Europa ad utilizzare un trattore portuale 4×4 alimentato a idrogeno, riducendo così ulteriormente il suo impatto ambientale. Infatti, oltre a rispettare le prestazioni e la sicurezza delle operazioni di logistica, lo yard truck non produrrà emissioni inquinanti grazie al sistema di alimentazione a idrogeno che emetterà solo acqua e calore.

“Il mezzo a idrogeno che abbiamo contributo a sviluppare è dotato di un propulsore ibrido a celle a combustibile e di batterie litio-ioni, che consentiranno di svolgere le consuete operazioni di logistica portuale di carico e scarico delle merci dalle navi cargo. L’utilizzo dell’idrogeno garantirà una buona autonomia operativa, tempi di rifornimento brevi, bassi costi di manutenzione e soprattutto zero emissioni”, spiega Viviana Cigolotti, ricercatrice del Laboratorio Accumulo di Energia, Batterie e tecnologie per la produzione e l’uso dell’Idrogeno e responsabile per ENEA del progetto.

In termini di emissioni evitate, i ricercatori dell’ENEA hanno calcolato che i trattori che lavorano per scaricare le navi (ognuna delle quali richiede una flotta di 6 trattori), in un terminal portuale di medie dimensioni, lavorano per circa 19.800 ore all’anno, consumando circa 188.000 Litri/anno di diesel.  Tenuto conto che gli yard truck ‘tradizionali’ emettono circa 2,67 chilogrammi di anidride carbonica per litro di carburante e 0,028 chilogrammi di ossidi di azoto per litro di carburante, con l’utilizzo di flotte a idrogeno, verrebbero evitate circa 501 tonnellate/anno di CO2 e 5 tonnellate/anno di NOx. “Inoltre – sottolinea Cigolotti- la stima delle emissioni evitate riguarda solo l’uso di yard truck a idrogeno e non comprende l’ulteriore abbattimento degli inquinanti legato al minore impiego dei sistemi di ventilazione molto energivori utilizzati all’interno delle navi per rimuovere lo smog prodotto dai mezzi di carico e scarico merci alimentati a diesel”.

Ogni anno il settore dei trasporti marittimi e della logistica portuale producono circa un miliardo di tonnellate di emissioni di CO2, che rappresentano il 2,5% delle emissioni globali di anidride carbonica e il 13% delle emissioni di tutto il comparto europeo dei trasporti. E questo numero è destinato a crescere: si stima che aumenterà del 50% entro il 2050. Venti milioni di tonnellate di COdipendono dallo stazionamento delle navi e dalle operazioni di carico e scarico in porto che vengono svolte da mezzi inquinanti a diesel, come camion, carrelli elevatori, movimentatori di container e gru. Ed entro il 2050 questa cifra crescerà fino a 70 milioni di tonnellate per la CO2 e a 1,3 milioni per gli ossidi di azoto, senza considerare le significative quantità di ossidi di zolfo e di particolato PM10.

“Una riprogettazione in chiave green di questi veicoli rappresenta una soluzione promettente per la decarbonizzazione del settore portuale che dà lavoro a oltre 2 milioni di persone in Europa, se consideriamo anche l’indotto, e contribuisce con oltre 50 miliardi di euro al PIL europeo. E tra tutte le possibili tecnologie energetiche pulite, la più promettente è rappresentata dall’idrogeno e dalle celle a combustibile, grazie alla loro scalabilità, flessibilità e all’alta efficienza che gli conferiscono un elevato potenziale, soprattutto in accoppiata a dispositivi di accumulo di energia come le batterie agli ioni di litio”, conclude Cigolotti.

Lo yard truck nel dettaglio

A livello operativo, il sistema di accumulo del prototipo del trattore portuale avrà una capacità complessiva di circa 12 chilogrammi di idrogeno, in grado di garantire un funzionamento continuo di almeno sei ore, ovvero la durata media di un turno di lavoro. Il motore elettrico di cui è equipaggiato il mezzo, è un dispositivo molto efficiente, particolarmente adatto per applicazioni che richiedono alte potenze; può ricevere energia per la trazione contemporaneamente sia dalla cella a combustibile sia dalla batteria e caricare la batteria durante le frenate o le decelerazioni.

Lo yard truck farà il ‘pieno’ presso la stazione mobile di rifornimento di idrogeno che è stata sviluppata da uno dei partner del progetto, il Centro Nacional del Hidrógeno, e garantirà il carburante green non solo al prototipo del trattore portuale ma anche al carrello elevatore (il reach stacker);  quest’ultimo mezzo, sviluppato dall’azienda Hyster Yale, opererà sempre nel porto di Valencia, presso il terminal di MSC.

Oltre allo yard truck saranno messi a punto e validati sul campo dagli altri partner del progetto anche un carrello elevatore (reach stacker) e una stazione di rifornimento mobile.

Il progetto è coordinato dalla Fundación Valenciaport, in stretta collaborazione con l’Autorità Portuale di Valencia, ed è supportato dalla partnership pubblico-privata ‘Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU)’, oggi ‘Clean Hydrogen Partnership’. Oltre alla Fundación Valenciaport e all’Autorità Portuale di Valencia, altri partecipanti al progetto sono il Centro Nacional del Hidrógeno e le aziende MSC Terminal Valencia, Grimaldi Euromed e Valencia Terminal Europa (entrambe società del Gruppo Grimaldi), Hyster-Yale, Atena scarl-Distretto Alta Tecnologia Energia Ambiente (con le sue terze parti ENEA, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Università degli Studi di Salerno e Cantieri del Mediterraneo spa), Ballard Power Systems Europe ed Enagás.

Fonte: ENEA

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Switch Engineering

Switch Engineering nasce dall’esperienza del Gruppo Igeam, che da oltre 40 anni si occupa di sostenibilità, e della Biagi&Partners con le sue notevoli esperienze nel settore  dell’ingegneria di processo e di impianto, in modo particolare nel settore dell’energia rinnovabile. La società ha il suo punto di forza nella produzione di energia e di carburanti sostenibili da biomasse ma ha esperienza in tutte le più moderne tecnologie di produzione di energia, compresa la produzione di idrogeno verde, settore nel quale, per prima nel mercato nazionale, ha già intrapreso con successo alcuni importanti progetti.
Su queste basi si sviluppa il progetto di Switch Engineering che nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento nelle attività di ingegneria necessarie per rendere concrete le aspirazioni della transizione energetica. La società dunque si posiziona a cavallo tra i combustibili fossili e le nuove fonti alternative e rinnovabili.
Siamo consapevoli che questa transizione ecologica per diventare concreta ed efficace e per sostenere i cambiamenti economici e sociali necessari per combattere il cambiamento climatico ha bisogno di molte competenze e di tanto impegno. Queste competenze e questo impegno sono ciò che Switch offre ai suoi clienti. Un sostegno concreto per immaginare, progettare e sviluppare progetti sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

 

Switch Engineering

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L’Agricola

Nata nel 1985 dalla passione del titolare e fondatore Daffra Agostino , l’azienda è cresciuta in organico e dimensioni continuando a ricercare l’eccellenza sotto ogni aspetto: siamo leader nel servizio tecnico, efficienti e puntuali nelle consegne, all’avanguardia nella scelta dei mezzi tecnici e punto di riferimento per il ritiro e la commercializzazione di soia e tutti i cereali. Siamo attenti alla transizione ecologia, con il target di usufruire e ottimizzare fonti di energia “green” per i nostri impianti e la nostra mobilità.

  1. Prima Applicazione di H2 in impianti legati all’Agricoltura
      • Decarbonizzazione nella road map verso il «Net 0» di impianti allo stoccaggio / conservazione di materie prime alimentari
      • Produzione solo di idrogeno verde con impianti proprietari a mezzo elettrolizzatori
      • Utilizzo di idrogeno come fonte di energia in sostituzione ai combustibili fossili degli impianti dell’azienda
  1. Utilizzo di Idrogeno verde per autotreni dell’azienda e mezzi utilizzati nella coltivazione di materia prima
  2. Implementazione di Elettrolizzatori per aumentare la produzione di idrogeno e non limitarlo solo alla necessità aziendale e Distribuzione di Idrogeno verde, ad esempio, per autotreni, bus e auto per la mobilità sostenibile
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AVIOGEI

Aviogei ha sede a Roma, dove è stata costituita nel 1969. La società è il principale produttore italiano di mezzi aeroportuali del settore dell’aviazione. La sua gamma di Ground Support Equipment comprende circa 132 diversi tipi di modelli, anche elettrici, dedicati al trasporto dei passeggeri e delle merci in ambito sia civile che militare. E’ presente in più di 180 aeroporti ed in 110 paesi nel mondo.

Da sempre sensibile al tema della sostenibilità, Aviogei ha svolto un ruolo di pioniere nella transizione ecologica, facilitando con la sua tecnologia e le sue risorse l’introduzione dell’elettrico nel trasporto aereo in Italia.  Nel 2013 ha realizzato il primo mezzo aeroportuale a cella di combustibile alimentata ad idrogeno; l’attività è stata sviluppata in collaborazione con l’Università di Cassino.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.aviogei.com

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Lazzero Tecnologie

Lazzero Tecnologie S.r.l. è il riferimento internazionale nella progettazione e realizzazione di sistemi industriali per il collaudo di tenuta con spettrometria di massa e gas tracciante nei settori automotive, HVAC, ferroviario, aerospazio, packaging e green economy.
Assets strategici:
• laboratorio metrologico per micro-flussi e fughe campione, accreditato Accredia ISO17025 – LAT315
• laboratorio per la fabbricazione di fughe tarate
• laboratorio prove per collaudi di tenuta conto terzi
• erogazione corsi di formazione per certificazione nelle Prove Non Distruttive in accordo alla ISO9712 (metodo LT).
Il Laboratorio Prove esegue collaudi di tenuta e misure di perdita per i metodi previsti dalla norma EN1779: ISO20485 metodi A, B e C (gas traccianti), EN1593, EN13184
Il Laboratorio è certificato ISO 9001:2015 e dotato di camere di prova per test integrali anche per grandi dimensioni. Tecnici certificati di livello 2 e 3 secondo la norma ISO 9712 (metodo LT) eseguono le prove utilizzando il prezioso know-how aziendale nelle prove di tenuta.
Da un biennio Lazzero Tecnologie SRL, si è posizionata trasversalmente sulla filiera dell’idrogeno, fornendo soluzioni turn Key per il leak testing e lanciando programmi di R&D dedicati allo sviluppo di soluzioni proprietarie in risposta alle esigenze di specifiche del settore H2. Approccio proattivo e di partnership con i clienti, definiscono la modalità operativa dell’azienda.

https://www.lazzero.com/it/

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