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Category Archives: H2IT in azione

H2IT esprime la propria posizione critica sulla revisione degli investimenti del PNRR che mette a rischio il settore idrogeno

Idrogeno, H2IT: la revisione degli investimenti del PNRR mette a rischio il settore, la sicurezza energetica e l’abbandono dei combustibili fossili. Un’occasione sprecata per dare al Paese una posizione di leadership e creare nuovi posti di lavoro. In pericolo gli investimenti fatti dalle aziende da oltre 10 anni. L’Associazione auspica l’apertura di un tavolo di confronto con i Ministeri competenti.

 

A seguito delle recenti notizie apparse su alcune testate giornalistiche di primaria importanza H2IT, Associazione italiana idrogeno, esprime la propria posizione in merito all’ipotesi di cancellare alcuni progetti di investimenti sulle infrastrutture di rifornimento per l’idrogeno espressa dal Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti On. Matteo Salvini. L’idrogeno rappresenta un vettore energetico strategico per l’economia, la sicurezza energetica e la crescita del Paese. I 3,64 miliardi del PNRR sono fondamentali per non vanificare gli investimenti già fatti dalle aziende, su cui hanno costruito una pianificazione fino al 2026. Dal trasporto pesante a quello ferroviario e navale: tanti grandi player italiani della mobilità e le loro filiere di PMI sono già all’avanguardia, ma occorrono investimenti pubblici e certezza normativa per programmare il futuro.

 

Milano, 23 gennaio 2023 – In relazione alla ricognizione dei progetti previsti dal PNRR in ambito idrogeno in corso da parte del Ministro per gli Affari Europei e PNRR on. Raffaele Fitto e le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti on. Matteo Salvini, che ha espresso la volontà di cancellare gli investimenti per la realizzazione di stazioni di rifornimento dell’idrogeno su strada e su ferrovia, H2IT – Associazione italiana idrogeno, che rappresenta oltre 100 soci tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università, sottolinea l’importanza strategica del comparto idrogeno, sviluppato grazie agli ingenti investimenti privati delle aziende.La revisione del PNRR comporterebbe un grave rischio per tutto il comparto e arresterebbe la crescita di aziende italiane in grado di assicurare al nostro Paese una posizione di leadership nell’economia della transizione energetica e di potenziare finalmente la filiera tecnologica. Rappresenterebbe, inoltre, un’occasione sprecata per la creazione di nuovi posti di lavoro e per rendere il Centro e il Sud, per le particolari condizioni meteorologiche di cui godono, veri e propri centri di produzione di energia.

L’Italia e importanti aziende e centri di ricerca hanno recentemente visto selezionati e finanziati progetti sull’idrogeno per più di 1 miliardo e mezzo di euro sommando gli IPCEI – Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (Important Project of Common European Interest) notificati, i bandi Ricerca e sviluppo approvati dal MITE a giugno 2022 e i bandi della Clean Hydrogen Partnership. Un eventuale cambio di rotta sarebbe in contrasto con la strategia di sviluppo già avviata, con ripercussioni gravi su tutto l’ecosistema e le filiere produttive legate allo sviluppo dell’idrogeno come vettore energetico.

Per continuare il percorso di sviluppo della filiera, occorre supportare la strategia nazionale, in linea con il contesto internazionale attraverso investimenti mirati. I 3,64 miliardi del PNRR dedicati all’idrogeno rappresentano un primo passo, non ancora sufficiente, ma fortemente necessario, reso possibile grazie alla visione non ideologica ma tecnologicamente neutra promossa anche da partiti ora al governo. Si tratta di risorse su cui il comparto, fatto anche di tante PMI, fa affidamento e su cui ha costruito una programmazione nel quinquennio 2022-2026, con un importante impatto sia in termini di investimenti sia sul fronte occupazionale. Rivedere le progettualità del PNRR senza prima un confronto con gli operatori, rischia non solo di danneggiare fortemente il comparto, ma anche di contribuire a creare un gap competitivo del nostro Paese e delle nostre imprese rispetto agli altri Paesi europei. L’Italia, infatti, può giocare un ruolo di leadership grazie alle infrastrutture già presenti sul territorio per il trasporto del gas e all’expertise maturata in questo settore.

L’eventuale revisione dei progetti non sarebbe in linea con la programmazione europea, che ha raddoppiato gli obiettivi per l’idrogeno verde al 2030, sta investendo risorse tramite strumenti come l’IPCEI e ha annunciato l’istituzione di una Banca per l’Idrogeno.

Cancellare i progetti già previsti vanificherebbe gli sforzi fatti dal settore della mobilità. I grandi player dell’Automotive si sono già mossi con ingenti investimenti. Una scelta precisa che riguarda soprattutto la costruzione di infrastrutture idrogeno, che hanno un valore strategico enorme per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni dei veicoli commerciali pesanti. In ambito ferroviario, inoltre, le aziende statali hanno già fatto ordini per treni idrogeno, la cui implementazione sul territorio abilita lo sviluppo di Hydrogen Valley, mentre i grandi costruttori italiani ed europei sono vicini al lancio commerciale dei primi modelli a cella a combustibile alimentate a idrogeno.

La costruzione delle infrastrutture H2 è un fattore indispensabile per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni, sia dei veicoli leggeri, sia degli autobus che dei veicoli commerciali. Molti grandi costruttori, tra i quali una folta rappresentanza è costituita da italiani ed europei, hanno investito risorse anche nello sviluppo di mezzi alimentati ad idrogeno, per i benefici che questo tipo di tecnologia può offrire in termini di flessibilità di utilizzo, tempi di fermata per il rifornimento ed autonomia.

Alcuni veicoli leggeri e bus a celle a combustibile a idrogeno sono già disponibili sul mercato, e molti altri modelli, sia pesanti sia leggeri sono vicini al lancio commerciale. Per il trasporto leggero: Toyota, Hyundai e BMW; per il TPL Bus: IVECO BUS, Daimler, Solaris, Rampini CaetanoBus, e Industria Italiana Autobus; per i veicoli commerciali, leggeri o pesanti: IVECO, Hyundai, DAF, Stellantis, MAN, Daimler, Scania e Volvo; sui treni: fra i costruttori Alstom e Stadler, fra gli operatori interessati a progettualità con treni a idrogeno Ferrovie Nord Milano, Ferrovie della Calabria, ARST Sardegna, Ferrovie del Sud Est, Ferrovia Circumetnea; nel trasporto navale: Fincantieri, Grimaldi e nella logistica della movimentazione materiali: Toyota Material Handling.

L’Associazione auspica l’apertura di un tavolo di confronto e approfondimento con Ministri competenti per poter fornire il proprio contributo e supporto in una fase estremamente delicata che vede alcuni bandi ancora aperti e la pianificazione annunciata il 17 gennaio da parte della Commissione Europea del NetZero Industry Act, il piano industriale per il Green Deal che ha identificato l’idrogeno insieme all’eolico, le pompe di calore e il solare tra i settori cruciali per il raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero.

Comunicato Stampa_H2IT risponde a Salvini e Fitto_23_01_2023

 

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H2IT pubblica i risultati preliminari dell’osservatorio idrogeno

Qual è lo stato dell’arte del settore? Per rispondere a questa domanda, H2IT in collaborazione con la Direzione Studi e Ricerche e l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, ha presentato a Key Energy, la fiera di riferimento per il mercato delle energie rinnovabili, l’Osservatorio H2IT: I numeri sul comparto idrogeno italiano. L’analisi rappresenta un’anteprima dei risultati dell’Osservatorio sulle imprese associate ad H2IT (grandi, medie e piccole imprese, start-up) che rappresentano tutta la catena del valore dell’idrogeno dalla produzione fino agli usi finali. Dall’inchiesta condotta nel mese di ottobre dalla  Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, emerge la fotografia di un settore in crescita ma ancora poco sviluppato (l’incidenza dell’idrogeno sul fatturato totale è stata pari in media al 6% nel 2021) ed unico nel panorama manifatturiero nazionale per la forte presenza di alleanze di tipo industriale: per oltre il 70% delle aziende del campione, l’innovazione in ambito idrogeno nasce dalla collaborazione con altre aziende, fattore che lo rende quindi terreno fertile per l’open innovation.

Dall’indagine svolta emerge chiaramente il ruolo centrale degli investimenti per le imprese della filiera dell’idrogeno, che si trovano ad affrontare le importanti sfide, tecnologiche e non, poste dalla transizione energetica. In generale, più del 70% delle imprese ha al suo interno un’area R&D dedicata esclusivamente all’idrogeno ed il 7% ha comunque intenzione di strutturarsi in tal senso. Andando a vedere le aspettative per fine anno, più della metà degli intervistati (67%) chiuderà il 2022 con un aumento degli investimenti rispetto al 2021. L’innovazione tecnologica dell’idrogeno avviene ancora in modo prevalente con mezzi propri (in media il 67% del totale finanziato). È ancora marginale, invece, il peso dei fondi pubblici, sia europei (13%) che nazionali e regionali (10%), utilizzati maggiormente dalle aziende più piccole che hanno un minore accesso al capitale privato (banche e fondi). Ciononostante, la partecipazione a bandi pubblici è elevata, sia nel caso di bandi europei (60% delle imprese) sia nel caso di bandi nazionali (72%). In termini di fatturato, il 62 % delle aziende si aspetta una crescita a fine 2022 rispetto al 2021.
Che impatto stanno avendo crisi energetica, aumento dei prezzi delle materie prime e scenario geopolitico incerto? Nonostante le difficoltà macroeconomiche del momento, lo sviluppo del comparto idrogeno non si è arrestato. Per la metà del campione, il loro coinvolgimento nel mercato dell’idrogeno non è pregiudicato dal contesto attuale. Per alcune imprese ci sono addirittura dei risvolti positivi: il 38% scorge in questa situazione nuove opportunità di business e sta quindi accelerando gli investimenti. L’accelerazione che l’attuale contesto economico e geopolitico sta dando alla transizione energetica può quindi beneficiare la crescita del settore.

Ma quali sono le altre criticità che bloccano lo sviluppo del comparto? Le aziende soffrono soprattutto la mancanza di un quadro normativo chiaro (79%) insieme all’incertezza di una domanda di mercato non ancora definita (69%). Circa la metà teme, inoltre, che la generazione da rinnovabili sarà insufficiente per la produzione dell’idrogeno verde, ed è ancora elevata la quota di aziende (50%) che ritiene troppo elevati i costi delle tecnologie. A questo si aggiunge che gli obiettivi di Repower EU di produzione a livello europeo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde nel 2030 vengono ritenuti raggiungibili solo con forti interventi di policy (secondo l’83%).

“La sensibilità dei legislatori europei ed italiani e dell’opinione pubblica nei confronti dell’idrogeno non è mai stata così alta – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. La crisi energetica sta spingendo i Paesi del Vecchio Continente, Italia compresa, a cercare alternative all’approvvigionamento classico, e si iniziano a vedere i primi risultati. La filiera, costituita sia da realtà affermate che giovani, è molto consapevole: nel nostro mercato si creano sempre nuove collaborazioni e alleanze finalizzate alla creazione di tecnologia e innovazione. Se sostenuto nella maniera adeguata, da qui al 2030 l’idrogeno darà un contributo fondamentale per decarbonizzare molti settori, come i trasporti e quelli hard-to-abate, sui quali si è concentrata la maggior parte dei fondi per l’idrogeno del PNRR. Per realizzare il sogno di un’Italia e un’Europa a emissioni zero, serve puntare anche su un vettore unico come l’idrogeno, specialmente su quello verde, prodotto da energie rinnovabili e sicuro protagonista del mix energetico del futuro. Dalla sua nascita, H2IT cerca di stimolare la collaborazione e dare una voce unica alla filiera anche in sede politica, per questo chiediamo alle istituzioni un ulteriore sforzo su strumenti incentivanti e interventi legislativi semplificativi, specialmente a fronte degli investimenti privati degli ultimi anni.”

Per leggere il comunicato stampa completo, CLICCA QUI CS_Osservatorio H2IT_Intesa Sanpaolo IC_10_11_2022

Per scaricare le slide dei risultati preliminari, CLICCA QUI Risultati preliminare indagine H2IT_10112022

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H2IT presente a HESE 2022 – Hydrogen Energy Summit Expo

L’Associazione H2IT sarà presente alla fiera Hydrogen Energy Summit Expo a Bologna Fiere, dal 12 al 14 ottobre 2022

Saremo presenti con uno stand al Padiglione 32 stand B16 e con una collettiva dedicata. 

Per venirci a trovare e visitare la fiera CLICCA QUI  L’ingresso è gratuito previa registrazione, che può essere fatta solo online.

HESE – Hydrogen Energy Summit&Expo è la prima e principale iniziativa italiana dedicata alle nuove tecnologie per la produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno. Per tre giorni, Bologna si trasformerà in una piazza di incontro e scambio sulle principali tematiche connesse alla transizione ecologica. Ricerca e Innovazione, Digitalizzazione, Sostenibilità sono le parole chiave per BFWE.

H2IT ha contribuito allo sviluppo del ricco programma di convegni con interventi dal mondo delle Istituzioni, della ricerca e dell’Industria; i relatori porteranno il loro punto di vista su tematiche specifiche che riguardano lo sviluppo della filiera dell’idrogeno toccando tutti i segmenti del settore.

Tre giorni di convegni, seminari tecnici e workshop nei quali esperti nazionali ed internazionali delle istituzioni, delle associazioni e delle imprese si confronteranno sugli scenari di mercato. HESE si svolgerà in contemporanea con le altre 5 manifestazioni gestite da BolognaFiere Water&Energy – BFWE

CH4 LogoConferenza GNL LogoDronItaly LogoFuels Mobility LogoAccadueo Logo
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H2IT presenta il report “Installazione di celle a combustibile in ambito residenziale e commerciale”.

Edilizia e idrogeno; Stato dell’arte, le opportunità e le criticità relative all’uso delle celle al combustibile nelle costruzioni

L’edilizia è il settore energivoro per eccellenza. In Europa, il parco residenziale e commerciale, sempre più vecchio sia nelle strutture che negli impianti, è responsabile del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2. Specialmente in un periodo di instabilità geopolitica e di forte aumento dei prezzi, non puntare sull’elettrificazione e riqualificazione degli edifici, riducendo del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 come stabilito dall’UE, rischia di far perdere il treno della transizione energetica e di pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Per questo, sia Bruxelles che il Governo nazionale (attraverso il PNRR) hanno inserito tra le proprie priorità strategiche lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno verde, prodotto grazie all’impiego di energia da fonti rinnovabili, che diventerà sempre più determinante anche nell’edilizia. Ma quali sono le attuali applicazioni delle celle a combustibile in ambito edile? Quali sono le opportunità, le barriere e gli interventi necessari relativi a tali sistemi? Per rispondere a queste domande H2IT – l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile che aggrega grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università che lavorano nel settore dell’idrogeno, ha realizzato il paper “Installazione di celle a combustibile in ambito residenziale e commerciale”.

Partiamo da una premessa. La cella a combustibile a idrogeno sfrutta un processo elettrochimico per generare energia elettrica e calore e acqua, azzerando al 100% le emissioni inquinanti e climalteranti, raggiungendo un’elevata efficienza elettrica. Ad oggi, però, l’idrogeno non viene distribuito attraverso una rete di distribuzione come il gas naturale e deve quindi essere prodotto dal sistema stesso in loco oppure essere trasportato all’interno di bombole. È necessario, inoltre, sottolineare che, allo stato attuale, i sistemi a celle a combustibile disponibili sul mercato possono essere alimentati solamente da gas naturale che determinano in ogni caso una riduzione di emissioni di CO2rispetto alle tecnologie tradizionali (circa il 50% in meno).

Risulta però fondamentale cominciare a determinare un quadro dove tali sistemi si possano inserire così da permettere una transizione verso l’utilizzo di idrogeno puro.

Ma quali sono i vantaggi dell’investire sulla tecnologia delle celle al combustibile? Innanzitutto, possono raggiungere un’efficienza elettrica fino al 60%, il valore più alto fra i sistemi di produzione termoelettrica, a cui va sommata l’efficienza termica (fino al 30%). Lavorano bene in modalità di funzionamento costante 24 ore su 24, con produzioni annue che raggiungono anche le 8.700 ore e si prestano a coprire i consumi di base dell’edificio per quanto riguarda l’energia elettrica, contribuendo in misura parziale a coprire i fabbisogni termici, riducendo anche lo stress a cui sarà sottoposto sempre più il sistema elettrico nazionale. La diffusione di questi sistemi permetterà, inoltre, di mitigare la crescente richiesta di aumento puntuale di potenza impegnata nei singoli POD (punto di prelievo dell’elettricità) interessati, dovuto alla naturale conseguenza dell’elettrificazione in atto. Grazie alle basse emissioni e all’alta efficienza, le celle a combustibile possono rappresentare una vera svolta della microcogenerazione domestica e commerciale/industriale. La possibilità di abilitare, con interventi e costi minimi, la rete al trasporto e alla distribuzione dell’idrogeno, prima in blending con il gas naturale, successivamente come puro H2, permetterà e favorirà la diffusione e l’utilizzo delle fuel cell nel settore residenziale e commerciale.

Quali sono le criticità normative e tecnologiche? I sistemi a celle a combustibile attualmente disponibili sono alimentati mediante gas metano. Questo comporta automaticamente il loro inserimento all’interno delle tecnologie non rinnovabili con la diretta conseguenza di una loro gestione dal punto di vista burocratico-amministrativo analoga ai sistemi di microcogenerazione tradizionali. La microcogenerazione tradizionale, però, è stata concepita per la realizzazione di impianti di grossa potenza e non per applicazioni residenziali. Gli impianti di questo tipo devono dunque essere gestiti secondo un iter che certifichi la qualità dell’impianto, tipicamente finalizzato a maturare TEE (Certificati Bianchi). Questo iter è ingestibile ed improponibile in impianti di stazionari di piccola potenza che, tipicamente non sono interessati al conseguimento di TEE ma alle detrazioni fiscali a cui questi sistemi accedono. I TEE andrebbero eventualmente rivisti nell’ottica dell’utilizzo delle celle al combustibile, al fine di supportare effettivamente la soluzione, in termini di valore e di iter di certificazione. I sistemi commerciali sono già in grado di funzionare con una miscela arricchita fino al 30% con gas idrogeno. La tecnologia è già pronta ad offrire soluzioni ad idrogeno verde (quindi ad impatto nullo in atmosfera) ma è necessario colmare il gap tecnologico con prezzi più competitivi per il mercato domestico. Occorre introdurre delle semplificazioni nell’iter burocratico afferente a questi sistemi: solo in questo modo la diffusione di questa tecnologia sarà possibile e i costi scenderanno conseguentemente. I sistemi ad idrogeno verde ricadranno automaticamente nelle FER (fonti energetiche rinnovabili) e quindi le complicazioni attualmente in essere decadranno automaticamente, spostando il “problema” normativo/autorizzativo sullo stoccaggio in sito dell’idrogeno autoprodotto. Occorre però raggiungere quello scenario incentivando e semplificando le procedure per i sistemi attualmente presenti sul mercato.

Come abbattere queste barriere? Per sostenere la crescita del settore, H2IT presenta dieci proposte:

  1. Recepimento della normativa europea atta a semplificare le tipologie di sistemi elettricamente attivi verso la rete. In questo contesto di riforma integrale del quadro normativo occorrerà considerare le peculiarità specifiche dei sistemi a fuel cells;
  2. Considerando l’inquadramento normativo vigente e in attesa di quanto ribadito al punto 1, si suggerisce la semplificazione della procedura della qualifica CAR da parte del GSE;
  3. Modifica del T.U.A. ed elevazione della soglia di esenzione per sistemi non rinnovabili ma ad alto profilo tecnologico, ambientale e prestazionale;
  4. Esclusione dalla rilevazione statistica GSTAT che, per sistemi di questa taglia, rappresenta un onere difficile da gestire;
  5. Estendere la possibilità di scarico a parete degli esausti di reazione alla luce della tipologia e del bassissimo impatto ambientale di tali prodotti per i sistemi a fuel cell;
  6. Inserire i sistemi a celle a combustibile fra le tecnologie ammesse per adempiere a quanto prescritto per gli edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti;
  7. Inserimento della tecnologia a celle a combustibile fra quelle ammesse al meccanismo delle comunità energetiche;
  8. Chiarire alcune incongruenze presenti nei meccanismi di incentivazione attualmente in essere e, in un’ottica di una futura armonizzazione di tutti gli strumenti fiscali, definire l’inquadramento dei sistemi a celle a combustibile;
  9. La possibilità di far passare gli interventi di efficienza energetica con impianti micro-cogenerativi Fuel Cell per l’ottenimento di TEE legati sia agli ambiziosi obiettivi internazionali, europei e nazionali a contrasto del cambiamento climatico sia a quelli relativi all’efficienza energetica. Le tipologie di TEE debbono riguardare sia titoli di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica; sia di titoli di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale.
  10. Mettere in atto attività di sensibilizzazione delle Amministrazioni Regionali nei confronti della cogenerazione tramite sistemi a fuel cell. L’inserimento della tecnologia fra quelle normalmente introdotte all’interno dei finanziamenti relativi ai Piani Operativi Regionali (POR) permetterebbe una maggiore diffusione della tecnologia rendendo meno onerosi i costi finali di installazione.

 

Il report di H2IT contiene anche una raccolta delle principali installazioni di utilizzo delle tecnologie Fuel Cell al mondo nella sua configurazione Power-to-Power, tra cui alcune anche in Italia.

Per poter leggere lo studio completo Clicca qui –>  Report H2IT – Installazione FC_web

Per stamparlo (ma sicuramente puoi anche non farlo) Clicca qui –> Report H2IT – Installazione FC-stampa

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Energy Storage: Focus Italia: Legislazione, finanziamenti e soluzioni tecnologiche

Riprendono gli appuntamenti della serie di webinar organizzata dalla Sezione Energia di ANIMP in collaborazione con ANIE Energia, H2IT e OICE, dedicati al tema Energy Storage.

Il secondo webinar si concentrerà sullo scenario italiano:

Focus Italia: Legislazione, finanziamenti e soluzioni tecnologiche

Quando: 29 giugno ore 15:00 (durata 1 h 30) su Microsoft Teams

Introduce e modera: Lorenzo Stocchino, Delegato Sezione Energia ANIMP

Intervengono:

  • Fabio Zanellini, Council Member of Rinnovabili Board- ANIE
  • Barbara Rossi, Energy Storage ManagerSaet
  • Max Masi, General Manager Magaldi
  • Francesco Oppici, Business Development Manager – Energy Dome
  • Thomas Lamberti, CEO – Methydor

 

REGISTRATI QUI

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Gli eventi H2IT ad Hydrogen Expo

Hydrogen Expo si terrà a Piacenza dall’8 al 10 giugno a Piacenza,

In questo contesto H2IT organizza insieme ad ANIMA, ANIMP, ANIE e OICE tre appuntamenti per approfondire tre temi importanti

L’evento La combustione di idrogeno in ambito industriale

Le sfide da affrontare e le opportunità per la filiera

Mercoledi 8 giugno Sala E 10 – 12

L’idrogeno può rappresentare un’importante strada verso la decarbonizzazione di processi industriali che necessitano di alte temperature e che sono ad oggi difficilmente elettrificabili. Attraverso una discussione tra fornitori di tecnologie e utilizzatori finali, il convegno si pone l’obiettivo di indagare quali sono le opportunità che stanno nascendo, quali ad oggi le barriere tecniche che ancora rimangono all’utilizzo dell’idrogeno in ambito industriale e quali le possibili soluzioni per superarle, per avviarci verso una rapida transizione verso un’industria più sostenibile.

Moderatori evento: ANIMA, H2IT

 

Il ruolo strategico dell’idrogeno negli hub multimodali; porti interporti e aeroporti

Le opportunità strategiche e le sfide tecnologiche

Mercoledi 8 giugno 14.30-16.00

Gli hub multimodali quali, porti marittimi, interporti e aeroporti costituiscono interessanti ecosistemi in cui le tecnologie idrogeno possono trovare il luogo ideale per svilupparsi su larga scala. Rappresentano infatti un punto di snodo strategico per l’attuazione di attività commerciali e trasporto merci e persone con importanti vantaggi economici e ambientali. Questi hub rappresentano un punto di scambio per trasporti intermodali gomma-treno-nave che potrebbero ospitare al loro interno sistemi di produzione di H2 da utilizzare come rifornimento dei camion e dei treni a celle a combustibile che stanno entrando nel mercato. Inoltre, potrebbero rifornire di H2 i sistemi di movimentazione dei materiali che in essi operano. Questi luoghi permettono sinergie importanti che in questa fase di sviluppo del mercato possono portare a un beneficio economico sul business case delle soluzioni nella loro forma individuale.

Moderatore evento: Angelo Scorza – Ship2Shore

Gli Elettrolizzatori e la loro filiera

Come si caratterizza l’industria italiana: dove siamo oggi e quale è il futuro

Giovedi 9 giugno, Sala E ore 10 – 12.40

Le sfide connesse alla produzione di idrogeno verde via elettrolisi sono diverse, come sono altrettanti gli attori della filiera italiana degli elettrolizzatori. Il PNRR ha stanziato importanti investimenti per industrializzare le tecnologie per la produzione di idrogeno verde per scalarne la taglia e per diminuire il costo finale dell’idrogeno, affinché diventi una scelta non solo sostenibile ma anche conveniente.

Moderatori evento: H2IT, ANIMA, ANIE

11.20 Tavola rotonda 1: I costruttori di elettrolizzatori; stato dell’arte e prospettive di sviluppo future

12.00   Tavola rotonda 2La componentistica per gli elettrolizzatori e le modalità di integrazione nel sistema

12.40 Chiusura

Sarà possibile iscriversi inviando una mail a convegni@hydrogen-expo.it indicando il nome del convegno e se la partecipazione si intende online oppure in presenza.

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H2ere Network: la piattaforma che connette Ricerca e Industria per l’idrogeno

Idrogeno: Assolombarda, H2IT e LE2C lanciano H2ERE Network, la nuova piattaforma digitale che connetterà ricerca e impresa per lo sviluppo della filiera sul territorio 

Milano, 13 aprile 2022 – La filiera italiana dell’idrogeno è sempre più interconnessa. Assolombarda, H2ITAssociazione italiana idrogeno e celle a combustibile e LE2C – Lombardy Energy Cleantech Cluster lanciano H2ERE Network, la nuova piattaforma digitale che funge da punto di incontro tra ricerca e impresa per accelerare la crescita dell’intero settore. Lo strumento, pensato per favorire le collaborazioni e lo scambio di competenze tra i diversi player, è stato presentato ieri in occasione dell’incontro “Idrogeno: Prospettive future e opportunità per il mondo dell’industria e della ricerca”, organizzato da Assolombarda, H2IT e LE2C, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Alberto Dossi, Presidente H2IT e Vicepresidente Vicario Assolombarda, e Luca Donelli, Presidente LE2C.

Il settore idrogeno è in piena fase d’evoluzione. La volontà politica di accelerare sul fronte della transizione ecologica lo sta rendendo essenziale per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione al 2030 e degli obiettivi di neutralità climatica al 2050. A confermarlo è anche la Clean Hydrogen Partnership da poco varata dalla Commissione Europea e che, tra investimenti diretti dell’UE e privati (provenienti dalle imprese del partenariato), prevede fondi per oltre 2 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Un indirizzo chiaro, che comporterà un’importante evoluzione tecnologica lungo tutta la filiera, dalla produzione al trasporto, fino allo stoccaggio e ad altri ambiti di applicazione.

Ma gli investimenti da soli non bastano. Occorre fare rete, rafforzare il rapporto collaborativo tra il mondo della ricerca e quello industriale per sviluppare progetti innovativi in grado di sbloccare tutto il potenziale del comparto. È proprio a questa esigenza che risponde H2ERE Network: una “casa” digitale, gratuita, a disposizione di tutte le imprese del territorio lombardo che hanno necessità di realizzare progettualità legate all’idrogeno. Ma anche un veicolo per dare visibilità a tutti gli istituti di ricerca e/o laboratori prove che vogliono avviare collaborazioni con le aziende del settore. In un contesto internazionale in continuo cambiamento, il ruolo delle eccellenze italiane della ricerca è fondamentale per supportare l’industria dallo sviluppo sperimentale fino alla realizzazione del prodotto commerciale, per ottenere un vantaggio competitivo ed essere protagonista nel mercato dell’idrogeno in costruzione.

In questo momento la priorità della filiera idrogeno si può riassumere in una sola parola: ‘sinergia’ – ha commentato Alberto Dossi, Presidente H2IT e Vicepresidente Vicario Assolombarda. È solo attraverso la continua interazione tra imprese ed enti di ricerca, da sempre incoraggiata da H2IT e Assolombarda, che il settore può approfittare delle tante opportunità che stanno nascendo e superare divari tecnologici e barriere normative che ostacolano la crescita. Come testimoniano i fondi del PNRR e di Mission Innovation, oltre alla partecipazione all’IPCEI sull’idrogeno, la spinta del nostro Paese a finanziare progetti e ricerche sull’idrogeno è evidente. Il nostro obiettivo è non sprecare quest’occasione e costruire rapidamente un mercato forte, affinché l’Italia si posizioni strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera. Con la nascita di H2ERE Network l’idrogeno Made in Italy compie un ulteriore passo in questa direzione.”

 

“Lo sviluppo dell’idrogeno rappresenta uno dei quattro pilastri del Piano Strategico 2021-27 di LE2C unitamente a riduzione della CO2, simbiosi industriale e digitalizzazione – ha spiegato Luca Donelli, Presidente LE2C. L’approccio aperto e collaborativo che contraddistingue il nostro modus operandi porta a risultati tangibili come il lancio della piattaforma H2ERE, frutto del lavoro congiunto con Assolombarda ed H2IT, che ringrazio per aver voluto sviluppare con noi ciò che pochi mesi fa era poco più che un’idea. Poterla presentare in presenza aggiunge alla giornata un tono particolare e ritengo sia di buon auspicio per incrementare ulteriormente la fiducia tra gli stakeholder coinvolti, incoraggiare il rapido popolamento della piattaforma H2ERE e favorirne un intenso utilizzo da parte delle imprese lombarde.

 

La transizione energetica – ha affermato l’Assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneopuò compiersi grazie alla diversificazione delle fonti energetiche, in una prospettiva di neutralità tecnologica, a investimenti nella ricerca in campo energetico. In tale contesto, Regione Lombardia considera l’idrogeno come una delle forme di energia su cui puntare. E ha già messo in campo iniziative per favorire la transizione ecologica, ad esempio per utilizzare i fondi del Pnrr per produrre idrogeno da fonti rinnovabili come vettore energetico pulito, affinché le candidature territoriali giunte sinora per favorire iniziative come le Hydrogen Valley (ad esempio quella della Valcamonica o dell’area attorno a Malpensa) prendano forma concreta. Le Regioni e gli enti del territorio possono rappresentare gli interlocutori dei player privati per la messa a punto dei progetti, che renderanno queste aree non solo acceleratori nell’ambito dell’utilizzo dell’idrogeno, ma dei veri esempi di sostenibilità ambientale”.

 

CLICCA QUI PER VEDERE LA MAPPA E PARTECIPARE A H2ERENetwork

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Idrogeno: prospettive future e opportunità per il mondo dell’industria e della ricerca

H2IT Insieme ad Assolombarda e LE2C organizzano l’incontro “Idrogeno: prospettive future e opportunità per il mondo dell’Industria e della Ricerca”, che si terrà presso l’Auditorium Giorgio Squinzi – Palazzo Gio Ponti (via Pantano 9, Milano), martedì 12 aprile alle ore 10.30.

Nello scenario odierno l’idrogenovettore energetico flessibile e sostenibile, viene considerato uno strumento chiave per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione al 2030 e degli obiettivi di neutralità climatica al 2050.

Questo contesto comporta un’importante evoluzione tecnologica lungo tutta la filiera (produzione, trasporto, stoccaggio ed altri ambiti di applicazione), in cui le aziende iniziano ad interessarsi a nuove soluzioni per rispondere alle opportunità derivanti dalla transizione energetica; e contestualmente il mondo della ricerca si conferma come punto di riferimento per il progresso scientifico e tecnologico.

L’evento sarà l’occasione per presentare le prospettive future e le opportunità relative all’idrogeno (vettore energetico), focalizzando l’attenzione sul rapporto collaborativo tra il mondo industriale e quello della ricerca.

Durante la conferenza verrà anche presentata la nuova piattaforma digitale, H2ERE Network, nata grazie alla collaborazione tra Assolombarda, H2IT, LE2C e pensata per favorire un punto di incontro tra ricerca e impresa. Uno strumento gratuito a disposizione di tutte le imprese che hanno necessità di realizzare progettualità legate all’idrogeno; inoltre, potrà fornire visibilità a tutti gli istituti di ricerca e/o laboratori prove che vogliono avviare collaborazioni con le imprese in ambito idrogeno.

L’iniziativa si concluderà con una tavola rotonda che vedrà il confronto attivo delle principali imprese e centri di ricerca al fine di stimolare il progresso scientifico e la diffusione che questo vettore energetico potrebbe avere.

Programma

10.30 Registrazione dei partecipanti

10.45

SALUTI DI APERTURA

Alberto Dossi
Vicepresidente Vicario Assolombarda e Presidente H2IT

Luca Donelli
Presidente Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C)

11:00 IL VETTORE IDROGENO:
POTENZIALITA’, AMBITI DI APPLICAZIONE E SFIDE
Maurizio Delfanti
Amministratore Delegato Ricerca sul Sistema Energetico (RSE)
11.15

LE POLITICHE REGIONALI

Assessorato all’Ambiente e Clima Regione Lombardia

11.30

PRESENTAZIONE PIATTAFORMA H2ERE NETWORK

Paolo Guazzotti
Direttore Area Industria, Energia e Innovazione Assolombarda

11.50 TAVOLA ROTONDA:
IMPRESE E CENTRI DI RICERCA A CONFRONTO

Alessandro Abbotto – Università degli studi di Milano-Bicocca
Vladimiro Dal Santo – Dirigente di Ricerca CNR-SCITEC
Matteo Romano – Ordinario di Sistemi per l’energia e l’ambiente Politecnico di Milano

Dina Lanzi  Head of Technical Business Unit Hydrogen SNAM
Paolo Bugatti Corporate Sales & Marketing Gruppo CANNON
Daniele Rossi – Responsabile del dipartimento R&D Advanced Technology PIETRO FIORENTINI

Modera
Giovanni Lozza
Direttore del Dipartimento di Energia Politecnico di Milano

12.50 Q&A

Modera e conclude
Riccardo Bellato
Vicepresidente LE2C e Presidente Nitrolchimica

13.00 Termine dei lavori

 

Modalità di partecipazione

L’incontro, che si terrà completamente in presenza, è gratuito e aperto a tutte le imprese; per poter aderire è necessario registrarsi tramite la funzione ISCRIVITI A QUESTO APPUNTAMENTO di questa pagina.

Ricordiamo che per iscriversi all’incontro è necessario essere registrati al sito di Assolombarda. Successivamente, accedendo con le proprie credenziali, sarà possibile iscriversi a tutti gli eventi.

Ad iscrizione avvenuta ogni partecipante riceverà una mail di conferma; utilizzando la funzione “Aggiungi al calendario” sarà possibile inserire l’appuntamento all’interno della propria agenda.

Attenzione
Si segnala che, come da disposizioni vigenti, l’accesso ai locali delle Sedi dell’Associazione è consentito solo ai possessori di Green Pass rafforzato in corso di validità.

Contatti

Ulteriori informazioni possono essere richieste agli esperti di H2IT, Assolombarda e LE2C.

ASSOLOMBARDA
Sede di Milano (tel. 02 58370.206.511.431, e-mail ).
Sede di Pavia (tel. 0382 37521, e-mail ).

H2IT (tel. 02 58370.280 – e-mail: ).

LE2C (tel. 02 58370.814- e-mail: ).

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H2IT supera il traguardo dei 100 soci

L’idrogeno made in Italy fa sempre più squadra. L’Associazione H2IT festeggia il superamento dei 100 soci e guarda al futuro. Obiettivo: continuare a dare impulso alla filiera per renderla protagonista della transizione energetica in Italia

Dalle multinazionali alle PMI innovative: tra il 2019 e il 2022 H2IT ha quadruplicato il numero degli associati, arrivando a rappresentare aziende e centri di ricerca di dimensioni e comparti diversi. La crescita dell’Associazione è lo specchio delle grandi potenzialità del vettore idrogeno per la decarbonizzazione e la transizione ecologica

Milano, 23 febbraio 2022 – Il futuro dell’energia passa anche e soprattutto dall’idrogeno. Lo sa bene l’Unione Europea, che ha deciso di scommetterci per abbattere le emissioni di CO2 entro il 2050. E lo sa anche l’Italia, che negli ultimi anni tra l’elaborazione di una Strategia Nazionale per l’idrogeno ancora in corso, e i 3,64 miliardi di euro previsti dal PNRR ha inaugurato una stagione di investimenti per sviluppare una filiera forte anche nel nostro Paese.

Un obiettivo che, sin dalla sua nascita nel 2005, è anche l’ambizione di H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, che oggi celebra un grande traguardo: il superamento dei 100 soci, tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università.

L’idrogeno è salito alla ribalta delle politiche ambientali e della cronaca solo da qualche anno. E da allora l’interesse delle istituzioni e delle imprese non si è mai fermato. Non a caso, solo dal 2019 a oggi, H2IT ha quadruplicato il numero degli associati. E ci è riuscita facendo da punto di riferimento per la filiera, portando le idee di chi si occupa quotidianamente di idrogeno all’attenzione della politica, degli attori economici e dell’opinione pubblica.

Si tratta, del resto, di un settore in forte crescita, tanto che, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio H2IT, tutte le aziende associate ad H2IT si aspettano un aumento del giro d’affari in tre anni, con fortissime ripercussioni sull’occupazione, anche se allo stato attuale è ancora difficile trovare personale qualificato. In altre parole, la filiera ha tutto ciò che serve per svilupparsi, ma occorre uno sforzo maggiore per eliminare le criticità che ne imbrigliano il potenziale.
Come l’assenza di un quadro normativo chiaro, un argomento da sempre a cuore di H2IT e indicato dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire. Per questo già nel 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018, una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione. Inoltre, Nel 2021 H2IT ha incontrato più volte i decisori politici, esponendo le proprie indicazioni per il PNRR durante un’audizione alla Camera dei Deputati. Alla fine, il Piano ha dedicato 3,64 miliardi di euro allo sviluppo di filiere per la produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno: un grande successo che non deve rimanere isolato.

Adesso, oltre a mantenere vivo il confronto con il legislatore, H2IT punta anche al rafforzamento del network di aziende e centri di ricerca attivi nel mercato dell’idrogeno, con l’obiettivo di renderlo maturo e decisivo per la rivoluzione ecologica nel nostro Paese. Necessario, in questo caso anche il supporto all’innovazione per realizzare prodotti e servizi indispensabili per la crescita del settore. Anche in questo senso va letta la collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, per il progetto INNOVAHY, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno.

“Il grande risultato che celebriamo oggi premia oltre 15 anni di duro lavoro da parte dell’Associazione – ha commentato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. Quando l’avventura di H2IT è iniziata l’idrogeno non
compariva nelle agende degli organi competenti. Ora, la rotta intrapresa dalle istituzioni europee ed italiane conferma finalmente l’importanza della filiera per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Ma abbiamo bisogno di farla crescere facendo sistema, parlando con un’unica voce in grado di sostenere al meglio gli sforzi di tante aziende, grandi e piccole, italiane ed internazionali. Desidero ringraziare le 100 importanti realtà del settore che ci hanno dato fiducia e che hanno trovato tutto questo proprio in H2IT. Ma non ci fermiamo qui: continueremo nel nostro impegno per eliminare le criticità che impediscono lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, dialogando con la politica, la società civile e tutte le imprese che vorranno conoscere una delle chiavi della transizione energetica.”

CS_H2IT_Traguardo 100 soci_23_02_2022

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Il Discorso del Presidente Alberto Dossi all’Assemblea H2IT del 17 Novembre 2021

Cari soci, Benvenuti,

sono davvero felice di incontrarvi tutti oggi, sia in presenza che online. Questa Assemblea ha cambiato aspetto in poco meno di un anno; a dicembre 2020 contava 46 soci, oggi siamo 90. Questo è un risultato da celebrare per l’Associazione, ma soprattutto per il settore dell’idrogeno Italiano. Questo è il segnale che stavamo aspettando, la dimostrazione che le aziende, i centri di ricerca e gli enti pubblici vogliono lavorare insieme per costruire una filiera forte nazionale e che riconoscono l’importanza di fare squadra e massa critica per contribuire a realizzare un importante e complesso pilastro della transizione energetica.

Oggi è un’occasione di incontro importante che ha più obiettivi;

  • il primo è sicuramente quello di affermare i valori condivisi dell’Associazione: valori di professionalità, di serietà, di competenza e di disponibilità verso i Ministeri e le Aziende che fanno dell’Associazione un’importante punto di riferimento per l’idrogeno in Italia con collegamenti con l’Europa.
  • Secondo, l’Associazione è cresciuta: ci sono nuove competenze, esperienze e punti di vista che oggi vogliamo raccogliere per poi valorizzare nel 2022.

 

Prima però, vorrei partire con alcune considerazioni su un 2021 caratterizzato da eventi importanti, che è fondamentale a mio avviso evidenziare, per ragionare sullo sviluppo del settore energetico in Italia ed in particolare sul ruolo dell’idrogeno in questo contesto, e quindi sulla direzione che l’Associazione è intenzionata a intraprendere.

La crisi climatica e le scelte politiche derivanti per sostenere la transizione energetica sono elementi che hanno impattato e impatteranno non poco sul settore energetico; l’improvviso aumento dei prezzi dell’energia in Europa ne è un esempio.

Il 2021 è l’anno della COP 26, che ha visto l’Italia protagonista nella sua preparazione a Milano con la pre-COP26, un incontro preparatorio alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Glasgow che si è chiusa il 12 novembre, pochi giorni fa. E’ possibile fare già un bilancio: se il tempo sta scadendo per i finanziamenti alle fonti fossili, allora dovranno essere accelerati gli investimenti nell’elettrificazione, nei gas rinnovabili, fra cui l’idrogeno e nella cattura della CO2.

E’ chiaro che il settore energetico sta sperimentando una vera e propria rivoluzione che non sarà a costo zero, ma anzi che richiederà ingenti investimenti futuri per disinquinare il pianeta, e in questo contesto l’idrogeno verde sta ricevendo una forte attenzione, in quanto riconosciuto come vettore energetico chiave per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, ma che ha un prezzo ancora non competitivo e necessita quindi di:

  • misure di sostegno,
  • riforme dedicate
  • un quadro regolatorio e normativo da costruire ad hoc e velocemente
  • e che ci siano le infrastrutture necessarie per avviare un nuovo settore merceologico che porterà ricadute occupazionali

 

Al 2030 l’idrogeno rinnovabile dovrà essere disponibile a prezzi accessibili e raggiungere il target di 2,5/3 € al/kg.

 In Italia l’idrogeno sta ricevendo un’attenzione mai vista prima; l’avvio di iniziative come gli IPCEI e i fondi dedicati a progetti idrogeno dal PNRR ne sono la dimostrazione, unitamente al pacchetto di riforme EUROPEE  FIT for 55. Ma una STRATEGI ITALIANA dell’idrogeno non è stata ancora pubblicata, mentre altri Paesi si stanno muovendo molto più in fretta.

Quindi; Da un lato sappiamo che ci sono fondi a disposizione nazionali per lo sviluppo del settore, come i 3,64 miliardi del PNRR, dall’altro non c’è una strategia chiara né un quadro regolatorio né norme attuative che possano chiarire al settore, alle aziende in particolare, la possibilità  di percorrere determinate scelte. Una situazione di incertezza, questa, che può rallentare gli investimenti.

Qual è in questo contesto il ruolo di un’associazione?

  • PRIMO: Un’associazione come la nostra deve lavorare per fare chiarezza, e quindi dialogare con le Istituzioni e supportarle con la nostra competenza e la nostra esperienza per delineare le direttrici per il settore.
  • SECONDO: L’associazione può creare le condizioni perché la filiera italiana lavori insieme per sviluppare progetti concreti, attraverso tavoli di lavoro, continui confronti e occasioni di match making.

A questo proposito, vorrei sottolineare un concetto molto importante che è uno dei principi che muove le azioni di H2IT.

Il coinvolgimento di TUTTA la filiera italiana è fondamentale per sviluppare il settore, dalle start up innovative, alle piccole alle medie imprese ai grandi player, tutti devono essere protagonisti della costruzione del settore; per questo è necessario lavorare a più livelli. H2IT si pone l’obiettivo di continuare a supportare la filiera, ponendosi come interlocutore di riferimento per le Istituzioni, cercando di spingere ad accelerare lo sviluppo di piani strategici dove lo sviluppo dell’idrogeno sia uno dei pilastri fondamentali.

Il 2021 è stato un anno importante per la crescita di H2IT; condivido con voi nuovamente la soddisfazione di avere ad oggi un’Assemblea composta da 90 membri, con l’obbiettivo di arrivare presto a 100 e oltre, che ci assegna una grandissima responsabilità per i prossimi anni.

Negli ultimi anni gli impegni principali dell’Associazione sono stati:

  • attività di relazioni istituzionali
  • attività di comunicazione, scegliendo strategicamente e attentamente i propri fornitori

Poiché l’obiettivo 2021 era quello di consolidare la posizione di H2IT a livello nazionale, abbiamo deciso di dare visibilità all’Associazione stessa e ai suoi soci, di creare relazioni forti con le Istituzioni per essere un punto di riferimento sull’idrogeno e di collaborare con altre Associazioni. H2IT ha anche fatto un cambio strutturale e strategico spostandosi all’interno della struttura di Assolombarda, al fine di rafforzare da un lato le relazioni con gli stakeholder e dall’altro di rafforzare la rappresentanza e la visibilità dell’associazione stessa.

L’obiettivo di posizionamento è stato sicuramente raggiunto, ma non possiamo fermarci qui. Dobbiamo continuare a mantenere e rafforzare la posizione di H2IT per portare risultati al settore in ambito legislativo e non solo.

Ricordo alcuni momenti chiave, come le audizioni effettuate alla Camera quest’anno sul PNRR e sul tema dello sviluppo dell’idrogeno in Italia, ed i molteplici confronti sul testo di recepimento della RED II.

Con l’opportunità della ripresa delle attività in presenza, H2IT ha voluto portare avanti iniziative di networking e si è impegnata a più livelli affinchè la crescita dei soci portasse i soci stessi a conoscersi durante l’anno;

  • I soci hanno potuto partecipare a tavoli tecnici per approfondire tematiche chiave e prioritarie per lo sviluppo del settore condividendo le proprie esperienze. Ringrazio in particolare i coordinatori dei tavoli e il Comitato Scientifico per il supporto.
  • Abbiamo, inoltre, organizzato diverse occasioni lungo il corso dell’anno e per la prima volta H2IT ha partecipato a due fiere; la prima del settore in Italia, HESE 2021 (Hydrogen Energy Summit & Expo), e quella di riferimento per la sostenibilità, Key Energy-Ecomondo.

 

Nel 2022 vogliamo crescere e rispondere alle necessità del settore: per questo individuiamo dei filoni principali per il 2022 per ognuno dei quali abbiamo cominciato a porre le basi nel 2021:

  1. Supportare lo sviluppo di un quadro legislativo adeguato: continuerà l’intenso dialogo con le Istituzioni e lavoreremo per inserirci nell’elaborazione dei decreti con l’obiettivo anche di avere un mandato ufficiale. Siamo già in contatto con enti di riferimento quali l’UNI, per la normativa tecnica e l’ARERA per la regolazione. H2IT grazie al lavoro dei tavoli tecnici, incontrerà ARERA a fine novembre. Ha poi aderito ad inizio novembre all’UNI per partecipare ai lavori del CT 056 sull’idrogeno.
  2. Continuare ad approfondire temi con lo strumento dei tavoli di lavoro: alcuni temi prioritari sono la normativa, la regolazione e le misure incentivanti volte al supporto dello sviluppo della produzione di idrogeno verde, e alla normativa tecnica legata alle stazioni di rifornimento e ad altri ambienti dove ad esempio è necessario installare uno stoccaggio. Altri temi sono quelli di attivare gruppi nuovi come quelli della componentistica e della fiscalità.
  3. Sviluppare iniziative volte alla crescita dell’Innovazione nel settore: Con il MOU con Innovation Centere di Intesa San Paolo, H2IT vuole alimentare il supporto all’innovazione con un’attenzione particolare alle start-up.
  4. Guida alle opportunità di finanziamento e supporto alla costruzione di consorzi tra associati: creare occasioni di informazione e confronto per costruire cordate in risposta ai finanziamenti e ai bandi.
  5. Formazione, educazione e disseminazione: H2IT ha il compito anche di veicolare un’informazione corretta, e quindi sosterrà iniziative a più livelli rivolte; ai ragazzi nelle scuole, alle università fino ai tecnici specializzati.
  6. Rafforzare il ruolo a livello Europeo: dialogando con le Associazioni idrogeno degli altri Paesi membri creando anche occasioni di incontri bilaterali per i soci.

Tutto questo sarà possibile grazie al vostro contributo attivo che ogni anno è sempre più forte.

L’ambizione è quella di continuare a crescere, e magari per la prossima Assemblea essere in grado di invitare un’ospite esterno di prestigio quale un Ministro.

Grazie a tutti voi per il lavoro fin qui svolto e per quello che svolgerete in futuro.

Alberto Dossi – Presidente di H2IT

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