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In Austria il più grande impianto siderurgico a idrogeno

La giapponese Mitsubishi Heavy Industries completerà presto in Austria il più grande impianto siderurgico del mondo in grado di raggiungere zero emissioni nette di anidride carbonica.

Mitsubishi Heavy sta costruendo l’impianto pilota presso un complesso dell’acciaieria austriaca Voestalpine, il cui funzionamento dovrebbe iniziare nel 2021. L’impianto utilizzerà l’idrogeno al posto del carbone nel processo di riduzione del minerale di ferro, con una produzione di 250.000 tonnellate di prodotto in acciaio all’anno.

L’industria siderurgica mondiale ha generato circa 2 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2018. La quota del settore siderurgico tra tutte le industrie è cresciuta di 5 punti percentuali al 25%. La riduzione del minerale di ferro rappresenta gran parte delle emissioni di CO2 nella produzione di acciaio. I produttori di acciaio giapponesi, tra cui Nippon Steel, stanno sviluppando processi di questo tipo alimentati a idrogeno.

L’impianto di Mitsubishi Heavy adotta un processo chiamato DRI Dry Reduced Iron. I nuovi altiforni richiedono investimenti per trilioni di yen (1 trilione di yen equivale a 9,6 miliardi di dollari). Sebbene le apparecchiature DRI producano meno acciaio, l’investimento è stimato in meno della metà degli altiforni.

Affinché DRI raggiunga lo stesso livello di competitività in termini di costi degli altiforni, l’idrogeno a basso costo sarà fondamentale.

La tedesca SMS, il principale fornitore mondiale di attrezzature per la produzione dell’acciaio, sta perseguendo il processo di produzione dell’acciaio alimentato a idrogeno, insieme al secondo classificato Danieli in Italia. Tra i produttori di acciaio, ArcelorMittal, con sede in Lussemburgo, prevede di costruire un impianto pilota tedesco per l’acciaio a idrogeno nel 2021. Concorrenti come la tedesca Thyssenkrupp e Salzgitter stanno investendo nel DRI. LA Salzgitter Group ha commissionato a Tenova (società di costruzione impianti acciaio del gruppo Technint-Rocca) la realizzazione di un impianto dimostrativo per la produzione di DRI che utilizza idrogeno come riducente. La centrale si basa sulla tecnologia Energiron, sviluppata da Tenova e Danieli, è progettata per ridurre le emissioni di CO2 durante la produzione di materiale ferroso.

Anche Mitsubishi Heavy, il terzo fornitore mondiale di attrezzature per la produzione di acciaio, si sta assicurando una catena di approvvigionamento dell’idrogeno. A ottobre, la società ha acquistato una partecipazione in una società norvegese che produce apparecchiature per la produzione di idrogeno.

Altrove, Mitsubishi Heavy ha deciso di acquisire partecipazioni in produttori di idrogeno in luoghi come l’Australia. Il gruppo supervisionerà la fornitura di idrogeno, insieme alla costruzione e all’ingegneria delle apparecchiature.

 

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Tenaris collabora con Nel Hydrogen per le stazioni di rifornimento di camion a idrogeno della California

Tenaris partecipa allo sviluppo di una rete di stazioni rifornimento di camion a idrogeno in California, fornendo la nuova generazione di bomboloni per lo stoccaggio dell’idrogeno, nell’area di Port Los Angeles.

Tenaris ha collaborato con Nel Hydrogen, società che sviluppa tecnologie idrogeno, fornendo soluzioni ad alta pressione per lo stoccaggio dell’idrogeno che verranno installate da Shell a Long Beach, CA. Il progetto “Shore to Store” vede la costruzione di due nuove stazioni di rifornimento di idrogeno per il trasporto pesante – una vicino al porto di Los Angeles a Wilmington e un’altra nel centro del magazzino dell’Ontario.

A very challenging project kicked-off in 2018 when we brought together our solid technical expertise, R&D know-how and vertical production capabilities to develop unique solutions. We are playing a significant role in the hydrogen revolution and are a reliable partner for our customers

Michele Della Briotta, Tenaris President in Europe.

Grazie al suo processo integrato verticalmente e alla linea tecnologicamente più avanzata al mondo – installata presso lo stabilimento italiano di Tenaris, Dalmine – per la produzione di grandi serbatoi ad alta pressione fino a 1000 bar. A seguito di un completo processo di ricerca e sviluppo, Tenaris è stata in grado di garantire la soluzione tecnica ideale, producendo serbatoi con specifiche tecniche in grado di assicurare qualità e sicurezza.

In addition to the high performance and reliability of Tenaris’s products, during the deployment of this project, we appreciated the on-site customer support provided, in particular for the assistance in the assembly of the large racks for the vessels, which made the difference in assuring high quality levels.

Kyle McKeown, Product Support & Application Engineering Manager North America at Nel Hydrogen.

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Pubblicate le Linee Guida per la Strategia Nazionale sull’idrogeno e aperta la consultazione

Il Ministero dello Sviluppo comunica l’apertura della consultazione pubblica sulle Linee Guida per la Strategia nazionale sull’idrogeno, elaborate dal Ministero, che mirano a individuare i settori in cui si ritiene che questo vettore energetico possa diventare competitivo in tempi brevi ma anche verificare le aree d’intervento che meglio si adattano a sviluppare e implementare l’utilizzo dell’idrogeno.

Sino al 21 dicembre 2020, i soggetti interessati potranno inviare osservazioni o presentare ulteriori elementi in merito alle Linee Guida Preliminari della Strategia, scrivendo all’indirizzo email consultazione.idrogeno@mise.gov.it.

La Strategia Nazionale sull’idrogeno consentirà all’Italia di accelerare il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNIEC, favorendo la transizione energetica verso una economia green, sostenibile e tecnologicamente avanzata, che rappresenta uno dei punti centrali dell’azione portata avanti dal Governo e in particolare dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Una prima fase della strategia con obiettivo al 2030, sarà focalizzata sui settori in cui è possibile produrre e utilizzare l’idrogeno localmente, a partire dagli impianti esistenti, e facilitare l’utilizzo del vettore in nuove applicazioni come, per esempio, nel trasporto ferroviario grazie alla sostituzione dei treni diesel nelle tratte non elettrificabili.

Verso il 2050 si prevede che l’idrogeno rinnovabile raggiungerà una maturità tale da consentirne l’utilizzo più deciso anche in altri settori dell’industria e dei trasporti.

La realizzazione della strategia porterà benefici in termini di filiera in nuovi settori industriali e tecnologici (in particolare elettrolizzatori, celle a combustibile e componentistica) determinando importanti effetti positivi sulla crescita dell’economia, con impatti positivi anche dal punto di vista occupazionale nelle diverse fasi di progettazione, costruzione e operatività degli impianti.

Le dichiarazioni del Ministro Patuanelli,

“L’Italia è tra i primi Paesi che hanno creduto nell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro, in grado di accelerare il processo di decarbonizzazione verso un modello di sviluppo ecosostenibile” “Questo ha permesso ai ricercatori e alle aziende italiane di acquisire un vantaggio in termini di capacità e conoscenze sull’idrogeno, che oggi consente al nostro Paese di avere un ruolo centrale nella definizione dei piani europei di investimento previsti per lo sviluppo e l’implementazione della produzione e utilizzo dell’idrogeno. Inoltre, l’Italia si candida a diventare l’hub del Mediterraneo per la produzione, il trasporto e lo stoccaggio di idrogeno verde”

Seguono anche le dichiarazioni del Vice Ministro Buffagni

“Abbattere l’inquinamento è una priorità della nostra agenda politica. L’idrogeno, oltre alla sua importanza dal punto di vista economico, è un pilastro delle future strategie ambientali ed energetiche globali e rappresenta il futuro green che vogliamo lasciare ai nostri figli. Grazie a queste prime linee guida per la realizzazione della Strategia Nazionale Idrogeno, l’Italia si sta ritagliando un ruolo centrale in questa sfida, insieme con i Paesi europei maggiormente avanzati su questo tema. Il nostro Paese può sfruttare la sua posizione geografica, il suo solido know-how progettuale e scientifico e la sua rete infrastrutturale”

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Un progetto idrogeno per Terni

Terni annuncia lo sviluppo del trasporto pubblico locale a idrogeno che sfrutta le sinergie con l’area industriale e getta le basi per la nascita di un’hydrogen valley.

La Giunta comunale ha approvato l’atto d’indirizzo per la sottoscrizione del protocollo d’intesa con AST e con Busitalia per dare il via al progetto sull’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità. Potranno essere utilizzati i quasi sette milioni di euro finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e  dei Trasporti per l’acquisto di autobus a idrogeno e per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, come la stazione di pompaggio e di distribuzione.

AST metterà a disposizione gratuitamente il surplus di idrogeno prodotto all’interno dell’area industriale e che viene utilizzato in fase di produzione, oltre all’area per la realizzazione della stazione, mentre Bus Italia gestirà il nuovo parco mezzi.

“Ci riprendiamo così – ha detto il sindaco Latini – il ruolo di città d’avanguardia, dinamica e innovativa che ci ha caratterizzato negli ultimi 150 anni”. “Su questo abbiamo da sempre condiviso una visione che parte proprio dall’identità culturale di Terni, che non è un concetto statico, ma dinamico e che va alimentato con progetti, idee che hanno bisogno di gambe, come quelle che gli stiamo dando oggi, e che comunque non possono essere mai in dissonanza con la vocazione del territorio”.

Perché proprio Terni? “Il valore aggiunto – ha spiegato l’assessore all’ambiente e ai trasporti Benedetta Salvati – sta nella tradizione industriale della città, in questo caso nelle attività e nella disponibilità di AST che ci consentono di essere protagonisti di un progetto all’avanguardia, oltre che nella volontà comune e condivisa di migliorare il rapporto tra città e industria specie per quel che riguarda il bilancio ambientale”.

“Ci sono tante condizioni favorevoli: l’acciaieria che ci offre l’idrogeno in surplus in maniera gratuita e mette a disposizione una sua area per la realizzazione dell’impianto di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno e BusItalia che si è dimostrata entusiasta di coprire il ruolo di supporto nella gestione del finanziamento per l’acquisto dei nuovi mezzi e del distributore, oltre che per la sua gestione e manutenzione”.

“Investire su sviluppo e innovazione – ha detto ancora l’assessore Salvati – è il caposaldo di un sito industriale che vuole stare al passo con i tempi, con il mercato e che si vuole integrare nel contesto in cui insiste; ma Investire su sviluppo e innovazione è anche il caposaldo di questa amministrazione comunale che vuole crescere nel solco di quelle che sono le caratteristiche peculiari del territorio, cercando di essere più moderna e all’avanguardia possibile. A Terni lo stiamo facendo ponendoci al centro del dibattito sullo sfruttamento di una risorsa tanto importante come l’idrogeno e diventando pionieri rispetto a future evoluzioni di una tecnologia alla base dello sviluppo dei prossimi decenni che inevitabilmente ci vedranno obbligati a rinunciare a quelle risorse che dagli anni della prima rivoluzione industriale sono state utilizzate, ma che ora è arrivato il momento di dover sostituire se pensiamo di risanare il pianeta in cui viviamo”.

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Il futuro dell’idrogeno in Italia – 4 novembre – Key Energy – Ecomondo

H2IT in collaborazione con ENEA

Il workshop tratta i temi rilevanti nel contesto dello sviluppo del settore idrogeno in Italia, approfondendo gli argomenti strategici di sviluppo di una filiera industriale, di configurazione di un settore economico solido e di fornitura di prodotti su tutti i segmenti della catena del valore dalla produzione, accumulo, logistica fino agli usi finali. Durante il workshop verranno analizzate le barriere allo sviluppo del settore e presentate le proposte per superarle, alla base della definizione di un quadro strategico di uso dell’idrogeno nei diversi settori; mobilità, industriale e residenziale.

Modera:
MARCELLO ROMAGNOLI
Professore Università di Modena e Reggio Emilia

9.30 Presentazione della giornata

Marcello Romagnoli | UNIMORE

9.35 Iniziative europee e panoramica del settore idrogeno in Italia

Luigi Crema | Vicepresidente H2IT

9.45 Tavola Rotonda: L’idrogeno come combustibile alternativo strategico per i trasporti
Modera: Domenico Borello | Sapienza
Intervengono:

  • Valter Alessandria | Alstom
  • Monica Mandrioli | ToyotaMaterialHandling
  • Cristiano Musi | Landi Renzo
  • Thomas Klauser | IIT Bolzano

 

10.30 Le barriere allo sviluppo del mercato e strumenti a supporto del settore -Coordinatori Sotto-Tavoli energia H2IT: la parola ai centri di ricerca

  • Matteo Testi | FBK
  • Gaetano Squadrito | CNR ITAE
  • Marcello Baricco | UNITO
  • Domenico Borello | SAPIENZA
  • Viviana Cigolotti | ENEA
  • Massimo Santarelli | POLITO

 

11.15 La filiera industriale: la parola alle eccellenze italiane
Intervengono: CTSH2, De Nora, IBC, KIWA, McPhy, OMB Saleri, RINA, Stamtech

12.15 Tavola Rotonda: Verso un modello sostenibile di decarbonizzazione della società
Modera: Marcello Romagnoli UNIMORE
Intervengono:

  • Martina Nardi | Presidente della X commissione Attività Produttive, Commercio e TurismoCamera dei deputati
  • Gianni Pietro Girotto | Presidente – X Commissione Industria, Commercio, Turismo Senato della Repubblica
  •  Alberto Dossi | Presidente H2IT
  • Giorgio Graditi | ENEA

 

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Cooperazione tra paesi Europei per la produzione di idrogeno verde

Il Portogallo e i Paesi Bassi

Il Portogallo e i Paesi Bassi hanno annunciato un memorandum d’intesa per lo sviluppo dell’idrogeno verde.

I due paesi lavoreranno insieme per l’approvazione di un IPCEI (Important Project of Common European Interest) sull’idrogeno  ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato dell’Unione europea. L’accordo unisce le strategie al 2030 dei due Paesi e include anche lo scambio di conoscenze e informazioni sulle tecnologie e la promozione della ricerca e sviluppo (R&S) associata alla catena del valore dell’idrogeno. Il gruppo di lavoro che sostiene la proposta IPCEI, proporrà anche meccanismi e condizioni per l’esportazione di idrogeno verde dal Portogallo.

La Germania e La Scozia

L’associazione tedesca dell’eolico (WAB) ha firmato un accordo di cooperazione triennale con il suo partner scozzese DeepWind per cooperare più strettamente allo sviluppo di un mercato per l’idrogeno verde da energia eolica offshore, promuovendo lo sviluppo della supply chain in entrambi i paesi.

Questo accordo rappresenta  un’opportunità per il Mare del Nord di svolgere un ruolo ancora più centrale nel mix di energia pulita del Regno Unito e dell’Europa. Un lavoro più ravvicinato tra i due cluster potrebbe evidenziare e accelerare le opportunità di innovazione nell’eolico offshore e nella produzione di idrogeno verde tra Scozia e Germania.

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Fincantieri e il primato nel mondo con ZEUS

Inizia la costruzione di ZEUS – Zero Emission Ultimate Ship, un’unità navale sperimentale alimentata tramite fuel cell per la navigazione in mare e prima nel suo genere al mondo, di cui p previsto il completamento per il 2021.
La ricerca alla base di ZEUS riguarda il miglioramento della sostenibilità ambientale di navi cruise, mega-yacht, traghetti, ferry e navi da ricerca oceanografica, attraverso la riduzione delle emissioni di gas effetto serra nonché gli ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx) e particolato.

Ecco alcune caratteristiche e numeri della nave: lunghezza di circa 25 metri per un peso di 170 tonnellate, sarà dotata di un apparato ibrido (2 diesel generatori e 2 motori elettrici) da utilizzare come sistema di propulsione convenzionale. A questo si aggiungono un impianto di fuel cell di 130 kW, alimentato da circa 50 kg di idrogeno contenuti in 8 bombole a idruri metallici,  e un sistema di batterie, che insieme consentiranno un’autonomia di circa 8 ore di navigazione a zero emissioni ad una velocità di circa 7,5 nodi.

ZEUS sarà un laboratorio galleggiante finalizzato ad acquisire informazioni sul comportamento nell’ambiente reale delle fuel cell.
L’architettura del quadro di propulsione permetterà di alimentare i motori in quattro diversi modi:

  • Zero Noise, in cui si utilizzano esclusivamente batterie al litio capaci di garantire
    un’autonomia di 4 ore di navigazione alla velocità di 4 nodi;
  • Zero Emission, in cui l’energia elettrica viene fornita dalle fuel cell;
  • Navigazione su diesel generatore con batterie in ricarica;
  • Navigazione su diesel generatore per i trasferimenti, con una autonomia di 60 ore a 9 nodi

Verranno inoltre testate soluzioni d’impiego di nuovi materiali green di allestimento, fra i quali 2 nuovi rivestimenti, pannelli fotovoltaici per il mantenimento della carica delle batterie e lampade led a basso consumo.

L’iniziativa vede la partecipazione di molteplici realtà del Gruppo, tra cui gli stabilimenti di Castellammare di Stabia e di Palermo, Fincantieri SI, Seastema, Cetena e Isotta Fraschini Motori, a dimostrazione della capacità di Fincantieri di integrare il contributo dei suoi centri di competenza interni e del sistema ricerca nazionale nella realizzazione di un prototipo dalle caratteristiche
estremamente innovative. Hanno contribuito al progetto, in qualità di consulenti, il CNR, le università di Genova, Palermo e Napoli, l’Ente Nazionale di Ricerca e promozione per la standardizzazione e il RINA. L’unità sarà realizzata nell’ambito del progetto “Tecnologie a basso impatto ambientale” (TECBIA) e cofinanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico all’interno del Programma Operativo Nazionale.

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Airbus ZeroE punta allo sviluppo di aerei commerciali alimentati a idrogeno: obiettivo 2035

Airbus ha recentemente annunciato la sua ambizione di sviluppare il primo aereo commerciale a emissioni zero del mondo entro il 2035. Con questo annuncio ha svelato i suoi primi modelli di velivoli ad emissioni zero, alimentati a idrogeno.

Turbofan, Turboprop e Blended-Wing Body (BWB)

“Fino a cinque anni fa, la propulsione a idrogeno non era nemmeno sul nostro radar come un percorso tecnologico praticabile per la riduzione delle emissioni”, spiega Glenn Llewellyn, Vicepresidente di Airbus, Zero-Emission Aircraft. “Ma i dati convincenti di altre industrie di trasporto hanno cambiato rapidamente tutto questo. Oggi, siamo entusiasti dell’incredibile potenziale che l’idrogeno offre all’aviazione in termini di riduzione delle emissioni “.

Secondo calcoli interni, Airbus stima che l’idrogeno abbia il potenziale per ridurre le emissioni di CO2 del trasporto aereo fino al 50%.

Negli aerei, ci sono due grandi tipi di propulsione a idrogeno: combustione a idrogeno e celle a combustibile a idrogeno. I tre “concept” di Airbus a emissioni zero, sono tutti aeromobili ibridi a idrogeno. Ciò significa che sono alimentati da motori a turbina a gas modificati che bruciano idrogeno liquido come combustibile. Allo stesso tempo, usano anche celle a combustibile a idrogeno per creare energia elettrica che integra la turbina a gas, risultando in un sistema di propulsione ibrido-elettrico altamente efficiente. Tuttavia, ciascuna opzione ha un approccio leggermente diverso per l’integrazione del sistema di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno liquido. Gli ingegneri di Airbus hanno concettualizzato soluzioni di integrazione che tengono attentamente conto delle sfide e delle possibilità di ogni tipo di aeromobile.

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Il Position Paper di H2IT su una strategia idrogeno italiana

La posizione delle aziende e dei centri di ricerca per lo sviluppo di una strategia italiana idrogeno e celle a combustibile – Sviluppo coerente di imprenditoria e impatto nel contesto Nazionale

 

H2IT- Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile pubblica il Position Paper : ” La posizione delle aziende e dei centri di ricerca per lo sviluppo di una strategia italiana idrogeno e celle a combustibile” che delinea una serie di azioni strategiche e di potenziamento della filiera idrogeno per cogliere le opportunità offerte da questo vettore energetico nell’ottica della decarbonizzazione di diversi settori creando nuove opportunità di competitività per le aziende italiane a livello europeo e internazionale e una spinta alla ricerca e all’innovazione.

L’Italia può posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, usi finali nella mobilità, industria e residenziale. Sono presenti grandi operatori e aziende nel contesto nazionale, con ruolo importante nell’apertura del mercato. Le PMI, come le start up innovative, possono svolgere inoltre un importante ruolo di sviluppo del settore industriale e di attrazione di capitali…Tutti questi attori si stanno inoltre organizzando, assieme ai centri di ricerca, per dare vita a filiere con un elevato grado di completezza, all’interno delle quali i vari soggetti si integrano sinergicamente per accrescere le potenzialità di sviluppo della catena del valore. 

Sulla scia della strategia europea sull’idrogeno, i paesi europei stanno elaborando le proprie strategie allineandole ai Piani Energia e Clima, dove l’idrogeno ricopre un ruolo chiave nella transizione energetica, e integrandole nei piani di ripresa economica. L’Italia può giocare un ruolo fondamentale in questa partita, contando su una filiera industriale pronta e centri di ricerca di rilevanza internazionale, dove sarà chiave un chiaro indirizzo politico che sappia valorizzare le tecnologie verdi secondo il principio della neutralità tecnologica e all’interno di un’azione nazionale coordinata e integrata.

H2IT continua ad aggregare competenze per supportare lo sviluppo del settore in Italia e attraverso tavoli di lavoro interni sta lavorando all’elaborazione delle priorità nazionali di intervento sulla filiera idrogeno relativamente alle necessità del settore sugli aspetti legislativi, regolatori e normativi, con l’identificazione di proposte sia di natura giuridica che economica.

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WEBINAR: L’IDROGENO PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA: LA STRATEGIA DELL’EUROPA E LE OPPORTUNITA’ PER L’ITALIA

ENERGIA DALL’IDROGENO
SESTO APPUNTAMENTO – 22 settembre 2020 | ore 10.30 – 12.30
L’IDROGENO PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA: LA STRATEGIA DELL’EUROPA E LE OPPORTUNITA’ PER L’ITALIA
 
H2IT – in collaborazione con  ANIMAAssolombarda, FAST ed EEN – organizza l’ultimo della serie di webinar gratuiti  dedicati alla filiera dell’idrogeno, questa volta con uno sguardo all’Europa! Si tratta di appuntamenti dedicati, nei quali le voci dell’industria e della ricerca protagoniste dello sviluppo del settore in Italia, illustreranno come si sta delineando la filiera dell’idrogeno e quali sono le opportunità di mercato per il nostro Paese.

 

In questo sesto webinar verrà approfondita la strategia intrapresa dall’Europa sull’idrogeno come vettore per la transizione energetica e verranno illustrate le opportunità di finanziamento e i fondi disponibili nel breve periodo a supporto di progetti per lo sviluppo della filiera. Avranno spazio di presentazione progetti italiani a testimonianza delle competenze messe in campo dalle aziende sul territorio nazionale

Modera: Marcello Baricco, Professore OrdinarioUniversità di Torino

  • Maria Assumpció Rojo Torrent, Industrial Development Strategy Coordinator – Hydrogen Europe: La strategia europea e la Clean Hydrogen Alliance

  • Antonio Panvini, Direttore Generale – Comitato Termotecnico Italiano – Ettore Piantoni, Coordinatore CT 212 “Uso razionale e gestione dell’energia” e Chairman CEN/CLC JTC 14 “Energy management and energy efficiency in the framework of energy transition” – Comitato Termotecnico Italiano – La garanzia di origine dell’idrogeno disciplinata dalla UNI CEI EN 16325: un importante tassello per il Green Deal Europeo 

  • Massimo Santarelli, Professore OrdinarioPolitecnico di Torino – DEMOSOFC: Soluzioni innovative per il recupero energetico nella depurazione delle acque attraverso l’utilizzo di celle a combustibili a ossidi solidi
  • Paolo Sasso, Head of Italy O&M Power GenerationENEL –Remote area Energy supply with Multiple Options for integrated hydrogen-based TEchnologies
  • Viviana Cigolotti, RicercatriceENEA – H2Ports: Nuove sinergie per l’implementazione di tecnologie idrogeno in ambiente portuale
  • Conclusioni a cura di H2IT: Marcello Baricco intervista Luigi Crema Vicepresidente di H2IT

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La partecipazione al webinar è a numero chiuso e gratuita, previa iscrizione online.
Per ragioni tecniche della piattaforma, occorre effettuare una registrazione per ciascun appuntamento di interesse.

È necessario iscriversi entro il giorno precedente ed è opportuno verificare i seguenti requisiti: una connessione internet veloce (ADSL), un browser aggiornato e una connessione audio-video.

Vi aspettiamo numerosissimi!
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