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Le opportunità in Horizon Europe e le buone pratiche per lo sviluppo di proposte vincenti

H2IT organizza l’evento: “Le opportunità in Horizon Europe e le buone pratiche per lo sviluppo di proposte vincenti”, che si terrà mercoledì 30 marzo dalle ore 10.00 alle ore 18.00, esclusivamente in videocollegamento su Piattaforme ZOOM Webinar (mattina) e ZOOM Meeting (pomeriggio).

Nel contesto odierno l’idrogeno sta avendo una forte accelerazione, infatti viene considerato a livello europeo un vettore energetico chiave e imprescindibile per raggiungere l’obiettivo di un sistema a “zero emissioni nette” al 2050.Proprio per tracciare il percorso di creazione di una filiera di tecnologie intorno all’idrogeno, l’Europa ha avviato diverse iniziative per integrare questo vettore energetico in tutti i settori economici. La Commissione Europea, infatti, sta mettendo a disposizione finanziamenti per l’implementazione di tecnologie e progetti che serviranno a sviluppare questo processo di integrazione; il programma Horizon Europe presenta molte opportunità nel quadro della ricerca e dell’innovazione coprirà gli anni dal 2021 al 2027

L’iniziativa, che si inserisce all’interno di questo scenario, darà un duplice contributo:

  • la sessione del mattino è caratterizzata da un percorso formativo; verranno presentate le call di Horizon Europe, con un approfondimento sui Cluster 4 e 5; e sarà l’occasione per approfondire meglio tutti gli aspetti legati alle regole di partecipazione
  • la sessione pomeridiana, vuole approfondire le migliori pratiche per lo sviluppo di proposte vincenti, attraverso il coinvolgimento di soggetti che daranno testimonianza delle loro esperienze e di case history di successo.

 

L’evento è riservato alle aziende associate H2it e loro Partner, ed è rivolto a grandi imprese, centri di ricerca e università e cluster tecnologici che vogliono formarsi su questi temi.

PROGRAMMA 

Ore 10.00 Sessione del mattino

ore 10.00 PERCORSO FORMATIVO a cura di APRE

HORIZON EUROPE 2021- 2027 –
·       La struttura del Programma

·       Focus sul cluster 4 (H2-related)

·       Focus sul cluster 5 (H2-related)

·       Success case di progetti già finanziati

HORIZON EUROPE – PARTECIPAZIONE E COSTI
·       Tipologie di azione e tassi di finanziamento

·       Costi eleggibili

·       Regole di partecipazione

·       Il template per la scrittura della proposta

Q&A e Conclusioni

 

ore 14.00  Buone pratiche per lo sviluppo di proposte vincenti

14.00-14.15 -Enterprise Europe Network e le opportunità per le piccole medie imprese
14.15-14.45 La Clean Hydrogen for Europe – Luigi Crema Vicepresidente H2IT
14.45-15.45: Le buone pratiche per il successo di una proposta Stefano Barberis (UNIGE) e Stefano Carosio (STAM)
15.45-16.45
Università e aziende presentano progetti finanziati nell’ambito di Horizon Europe e FCH JU, buone pratiche, consigli, elementi da sottolineare, errori da evitare, esperienze da riportare
Discussione

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

L’incontro, che si terrà completamente in videocollegamento, è gratuito ed è riservato alle aziende associate H2IT e ai loro partner.

Per poter aderire all’iniziativa è necessario comunicare il proprio interesse inviando una e-mail ad H2IT: segreteria@h2it.it; le richieste saranno valutate dalla Segreteria Organizzativa, che invierà un successivo riscontro per la partecipazione.

CONTATTI

Ulteriori informazioni possono essere richieste alla Segreteria di H2IT (Tel. 0258370.280 – e-mail segreteria@h2it.it).

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Il Discorso del Presidente Alberto Dossi all’Assemblea H2IT del 17 Novembre 2021

Cari soci, Benvenuti,

sono davvero felice di incontrarvi tutti oggi, sia in presenza che online. Questa Assemblea ha cambiato aspetto in poco meno di un anno; a dicembre 2020 contava 46 soci, oggi siamo 90. Questo è un risultato da celebrare per l’Associazione, ma soprattutto per il settore dell’idrogeno Italiano. Questo è il segnale che stavamo aspettando, la dimostrazione che le aziende, i centri di ricerca e gli enti pubblici vogliono lavorare insieme per costruire una filiera forte nazionale e che riconoscono l’importanza di fare squadra e massa critica per contribuire a realizzare un importante e complesso pilastro della transizione energetica.

Oggi è un’occasione di incontro importante che ha più obiettivi;

  • il primo è sicuramente quello di affermare i valori condivisi dell’Associazione: valori di professionalità, di serietà, di competenza e di disponibilità verso i Ministeri e le Aziende che fanno dell’Associazione un’importante punto di riferimento per l’idrogeno in Italia con collegamenti con l’Europa.
  • Secondo, l’Associazione è cresciuta: ci sono nuove competenze, esperienze e punti di vista che oggi vogliamo raccogliere per poi valorizzare nel 2022.

 

Prima però, vorrei partire con alcune considerazioni su un 2021 caratterizzato da eventi importanti, che è fondamentale a mio avviso evidenziare, per ragionare sullo sviluppo del settore energetico in Italia ed in particolare sul ruolo dell’idrogeno in questo contesto, e quindi sulla direzione che l’Associazione è intenzionata a intraprendere.

La crisi climatica e le scelte politiche derivanti per sostenere la transizione energetica sono elementi che hanno impattato e impatteranno non poco sul settore energetico; l’improvviso aumento dei prezzi dell’energia in Europa ne è un esempio.

Il 2021 è l’anno della COP 26, che ha visto l’Italia protagonista nella sua preparazione a Milano con la pre-COP26, un incontro preparatorio alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Glasgow che si è chiusa il 12 novembre, pochi giorni fa. E’ possibile fare già un bilancio: se il tempo sta scadendo per i finanziamenti alle fonti fossili, allora dovranno essere accelerati gli investimenti nell’elettrificazione, nei gas rinnovabili, fra cui l’idrogeno e nella cattura della CO2.

E’ chiaro che il settore energetico sta sperimentando una vera e propria rivoluzione che non sarà a costo zero, ma anzi che richiederà ingenti investimenti futuri per disinquinare il pianeta, e in questo contesto l’idrogeno verde sta ricevendo una forte attenzione, in quanto riconosciuto come vettore energetico chiave per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, ma che ha un prezzo ancora non competitivo e necessita quindi di:

  • misure di sostegno,
  • riforme dedicate
  • un quadro regolatorio e normativo da costruire ad hoc e velocemente
  • e che ci siano le infrastrutture necessarie per avviare un nuovo settore merceologico che porterà ricadute occupazionali

 

Al 2030 l’idrogeno rinnovabile dovrà essere disponibile a prezzi accessibili e raggiungere il target di 2,5/3 € al/kg.

 In Italia l’idrogeno sta ricevendo un’attenzione mai vista prima; l’avvio di iniziative come gli IPCEI e i fondi dedicati a progetti idrogeno dal PNRR ne sono la dimostrazione, unitamente al pacchetto di riforme EUROPEE  FIT for 55. Ma una STRATEGI ITALIANA dell’idrogeno non è stata ancora pubblicata, mentre altri Paesi si stanno muovendo molto più in fretta.

Quindi; Da un lato sappiamo che ci sono fondi a disposizione nazionali per lo sviluppo del settore, come i 3,64 miliardi del PNRR, dall’altro non c’è una strategia chiara né un quadro regolatorio né norme attuative che possano chiarire al settore, alle aziende in particolare, la possibilità  di percorrere determinate scelte. Una situazione di incertezza, questa, che può rallentare gli investimenti.

Qual è in questo contesto il ruolo di un’associazione?

  • PRIMO: Un’associazione come la nostra deve lavorare per fare chiarezza, e quindi dialogare con le Istituzioni e supportarle con la nostra competenza e la nostra esperienza per delineare le direttrici per il settore.
  • SECONDO: L’associazione può creare le condizioni perché la filiera italiana lavori insieme per sviluppare progetti concreti, attraverso tavoli di lavoro, continui confronti e occasioni di match making.

A questo proposito, vorrei sottolineare un concetto molto importante che è uno dei principi che muove le azioni di H2IT.

Il coinvolgimento di TUTTA la filiera italiana è fondamentale per sviluppare il settore, dalle start up innovative, alle piccole alle medie imprese ai grandi player, tutti devono essere protagonisti della costruzione del settore; per questo è necessario lavorare a più livelli. H2IT si pone l’obiettivo di continuare a supportare la filiera, ponendosi come interlocutore di riferimento per le Istituzioni, cercando di spingere ad accelerare lo sviluppo di piani strategici dove lo sviluppo dell’idrogeno sia uno dei pilastri fondamentali.

Il 2021 è stato un anno importante per la crescita di H2IT; condivido con voi nuovamente la soddisfazione di avere ad oggi un’Assemblea composta da 90 membri, con l’obbiettivo di arrivare presto a 100 e oltre, che ci assegna una grandissima responsabilità per i prossimi anni.

Negli ultimi anni gli impegni principali dell’Associazione sono stati:

  • attività di relazioni istituzionali
  • attività di comunicazione, scegliendo strategicamente e attentamente i propri fornitori

Poiché l’obiettivo 2021 era quello di consolidare la posizione di H2IT a livello nazionale, abbiamo deciso di dare visibilità all’Associazione stessa e ai suoi soci, di creare relazioni forti con le Istituzioni per essere un punto di riferimento sull’idrogeno e di collaborare con altre Associazioni. H2IT ha anche fatto un cambio strutturale e strategico spostandosi all’interno della struttura di Assolombarda, al fine di rafforzare da un lato le relazioni con gli stakeholder e dall’altro di rafforzare la rappresentanza e la visibilità dell’associazione stessa.

L’obiettivo di posizionamento è stato sicuramente raggiunto, ma non possiamo fermarci qui. Dobbiamo continuare a mantenere e rafforzare la posizione di H2IT per portare risultati al settore in ambito legislativo e non solo.

Ricordo alcuni momenti chiave, come le audizioni effettuate alla Camera quest’anno sul PNRR e sul tema dello sviluppo dell’idrogeno in Italia, ed i molteplici confronti sul testo di recepimento della RED II.

Con l’opportunità della ripresa delle attività in presenza, H2IT ha voluto portare avanti iniziative di networking e si è impegnata a più livelli affinchè la crescita dei soci portasse i soci stessi a conoscersi durante l’anno;

  • I soci hanno potuto partecipare a tavoli tecnici per approfondire tematiche chiave e prioritarie per lo sviluppo del settore condividendo le proprie esperienze. Ringrazio in particolare i coordinatori dei tavoli e il Comitato Scientifico per il supporto.
  • Abbiamo, inoltre, organizzato diverse occasioni lungo il corso dell’anno e per la prima volta H2IT ha partecipato a due fiere; la prima del settore in Italia, HESE 2021 (Hydrogen Energy Summit & Expo), e quella di riferimento per la sostenibilità, Key Energy-Ecomondo.

 

Nel 2022 vogliamo crescere e rispondere alle necessità del settore: per questo individuiamo dei filoni principali per il 2022 per ognuno dei quali abbiamo cominciato a porre le basi nel 2021:

  1. Supportare lo sviluppo di un quadro legislativo adeguato: continuerà l’intenso dialogo con le Istituzioni e lavoreremo per inserirci nell’elaborazione dei decreti con l’obiettivo anche di avere un mandato ufficiale. Siamo già in contatto con enti di riferimento quali l’UNI, per la normativa tecnica e l’ARERA per la regolazione. H2IT grazie al lavoro dei tavoli tecnici, incontrerà ARERA a fine novembre. Ha poi aderito ad inizio novembre all’UNI per partecipare ai lavori del CT 056 sull’idrogeno.
  2. Continuare ad approfondire temi con lo strumento dei tavoli di lavoro: alcuni temi prioritari sono la normativa, la regolazione e le misure incentivanti volte al supporto dello sviluppo della produzione di idrogeno verde, e alla normativa tecnica legata alle stazioni di rifornimento e ad altri ambienti dove ad esempio è necessario installare uno stoccaggio. Altri temi sono quelli di attivare gruppi nuovi come quelli della componentistica e della fiscalità.
  3. Sviluppare iniziative volte alla crescita dell’Innovazione nel settore: Con il MOU con Innovation Centere di Intesa San Paolo, H2IT vuole alimentare il supporto all’innovazione con un’attenzione particolare alle start-up.
  4. Guida alle opportunità di finanziamento e supporto alla costruzione di consorzi tra associati: creare occasioni di informazione e confronto per costruire cordate in risposta ai finanziamenti e ai bandi.
  5. Formazione, educazione e disseminazione: H2IT ha il compito anche di veicolare un’informazione corretta, e quindi sosterrà iniziative a più livelli rivolte; ai ragazzi nelle scuole, alle università fino ai tecnici specializzati.
  6. Rafforzare il ruolo a livello Europeo: dialogando con le Associazioni idrogeno degli altri Paesi membri creando anche occasioni di incontri bilaterali per i soci.

Tutto questo sarà possibile grazie al vostro contributo attivo che ogni anno è sempre più forte.

L’ambizione è quella di continuare a crescere, e magari per la prossima Assemblea essere in grado di invitare un’ospite esterno di prestigio quale un Ministro.

Grazie a tutti voi per il lavoro fin qui svolto e per quello che svolgerete in futuro.

Alberto Dossi – Presidente di H2IT

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Il Discorso del Presidente Alberto Dossi a Hydrogen Energy Summit Expo 2021

Alberto Dossi, Presidente di H2IT è presente al primo convegno della Fiera dedicata totalmente all’idrogeno in Italia;

Hydrogen Energy Summit Expo

Un successo per le aziende di H2IT e per l’Associazione, che ha avuto modo di incontrare interessanti realtà e di scoprire nuovi attori e player della filiera dell’idrogeno. Inoltre il fitto programma di convegni ha portato spunti di riflessione su tanti temi prioritari per lo sviluppo del mercato dell’idrogeno in Italia.

Ecco qui il video del discorso del Presidente di H2IT

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H2IT presente a HESE 2021 Stand D40

H2IT sarà presente a Hydrogen Energy Summit Expo, la prima fiera completamente dedicata all’idrogeno in Italia, un’occasione importante per incontrare i soci di H2IT e conoscere l’Associazione!

Il settore dell’idrogeno in Italia sta evolvendo velocemente ed H2IT ha il primario obiettivo di supportare questa crescita dando voce agli operatori del settore, confrontandosi con le Istituzioni e promuovendo la produzione e l’utilizzo delle tecnologie idrogeno sul territorio nazionale. L’associazione ha più che triplicato i suoi associati negli ultimi tre anni raggiungendo i 90 soci nel 2021, a conferma del crescente interesse delle aziende a sviluppare soluzioni e progetti idrogeno in Italia.

Negli ultimi anni H2IT è diventata un interlocutore prezioso per le Istituzioni su tutti i temi relativi all’idrogeno. Già dal 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno inserito nel Decreto legislativo N° 257 di recepimento della direttiva DAFI, aggiornato poi nel 2019 attraverso il confronto con gli operatori del settore della mobilità. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”.

H2IT lungo tutto il 2020 ha lavorato con gli operatori del settore per individuare le priorità d’azione per lo sviluppo di una filiera idrogeno italiana, andando a studiare le barriere allo sviluppo sui diversi segmenti della filiera, dalla produzione fino agli utilizzi e proponendo delle misure per superarle. All’inizio del 2021 l’Associazione ha presentato i risultati convogliati nel report Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” frutto del confronto con 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni, che contiene le raccomandazioni essenziali per creare le condizioni politiche e normative a sostegno del comparto in Italia.

H2IT porta avanti il dialogo con la politica per portare all’attenzione del legislatore gli aspetti importanti per lo sviluppo del settore; ricordiamo le Audizioni alla camera del 2021

Audizione alla Camera su idrogeno e rinnovabili

Audizione alla Camera sulle Pino nazionale di ripresa e resilienza

H2IT infine, prosegue il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare le barriere che ostacolano lo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato ed è impegnata nella divulgazione delle tecnologie idrogeno attraverso azioni di formazione e corretta informazione rivolte a Istituzioni e cittadini.

Per qualsiasi informazione ci trovate allo stand D40!

Per qualsiasi informazione sulla fiera visita il sito di Hydrogen Energy Summit Expo 2021

 

 

 

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H2IT pubblica il Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

Milano, 19 gennaio 2021

Il 2020 è stato l’anno della svolta per le politiche ambientali europee. Complici anche l’emergenza sanitaria e l’attenzione dell’opinione pubblica alle tematiche green, l’UE ha varato una strategia che prevede di ridurre del 100% le emissioni di CO2 entro il 2050. In questo contesto, l’idrogeno si presenta come soluzione chiave, complementare con altre tecnologie, per la decarbonizzazione del sistema energetico.

L’idrogeno è un vettore energetico che non genera emissioni di CO2, inoltre se prodotto da fonti rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua è privo di emissioni sia carboniche che inquinanti anche nella sua produzione. Può essere conservato per lungo tempo sia in forma gassosa che liquida e permette di utilizzare infrastrutture di trasporto e distribuzione già esistenti con costi di adeguamento sostenibili. Può essere usato in diverse tipologie di veicoli per la mobilità di merci e persone, come materia prima nelle industrie, come combustibile nei processi ad alta temperatura, può essere utilizzato nel settore industriale e residenziale in sostituzione ai combustibili fossili per la produzione di energia e calore, puro o in miscela col gas naturale, sia attraverso processi elettrochimici con celle a combustibile sia bruciandolo come un carburante tradizionale ottenendo una combustione a zero emissioni di CO2. Con un immagazzinamento che non presenta particolari problemi di sicurezza, offre quindi una soluzione per decarbonizzare i processi industriali e i settori energetici in cui la riduzione delle emissioni di carbonio è urgente e difficile da ottenere.

Ma come può l’elemento più piccolo e abbondante dell’universo osservabile essere davvero la chiave di volta verso un modello energetico sostenibile? H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi.

Durante l’incontro, a cui hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT,  la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S), e moderato da Marcello Baricco dell’Università di Torino, Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione.

L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale.  – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT ha presentato il Report nato dalla collaborazione tra 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni, il report presentato oggi contiene le raccomandazioni essenziali per creare le condizioni politiche e normative a sostegno del comparto in Italia. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 51 priorità d’azione e 66 policy, declinate in 7 diversi segmenti: produzione; trasporto, distribuzione e trattamento; stoccaggio; mobilità; usi energetici; usi industriali, residenziali e feedstock; supply chain e tematiche trasversali. A partire da queste, H2IT suggerisce alle istituzioni alcune priorità strategiche per abbattere le barriere allo sviluppo del settore idrogeno in Italia:

  1. Definire il ruolo strategico a lungo termine dell’idrogeno: è fondamentale tracciare una direzione chiara che indichi delle azioni puntuali e degli obiettivi definiti per supportare il settore e abilitare gli investimenti. Nella prima fase di sviluppo, per coprire i gap economici esistenti sarà necessario il supporto pubblico attraverso un sostegno dedicato e stabile nel lungo periodo.
  2. Sviluppare un quadro legislativo e tecnico-normativo chiaro: regole certe, semplificate a livello burocratico e armonizzate a livello internazionale consentirebbero alle aziende coinvolte nell’intera filiera di operare, su uno scenario europeo, in condizioni favorevoli anche per gli investimenti.
  3. Garantire la certificazione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni: un sistema di certificazione basato su Garanzie di Origine al fine di promuovere l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, in linea con le direttive europee.
  4. Supportare la ricerca, l’innovazione e la formazione: in questa fase di sviluppo, il ruolo dei centri di ricerca è primario, vanno quindi supportati con finanziamenti ad accessibilità semplificata per progetti dimostrativi o di ricerca specifici. L’evoluzione del settore richiederà anche figure professionali specializzate in un’ampia gamma di conoscenze tecniche che si possono creare investendo sull’educazione, dalle scuole superiori fino a quella universitaria per formare i futuri tecnici specializzati. Un’occasione imperdibile per un paese che vuole ripartire creando nuove opportunità d’occupazione.
  5. Sviluppare un’infrastruttura di rifornimento per la mobilità: la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento per veicoli idrogeno è la soluzione migliore per permettere la circolazione di mezzi a celle a combustibile sia per il trasporto leggero che per quello pesante su gomma, ma anche dedicate al trasporto ferroviario e ai mezzi negli hub logistici, come porti e aeroporti.
  6. Incoraggiare la collaborazione strategica tra progetti di Hydrogen Valleys: è prioritario individuare i nuclei iniziali per lo sviluppo sinergico di più usi finali e sviluppare diverse applicazioni al fine di favorire la crescita della domanda, lo scale-up delle tecnologie e di conseguenza ridurre i costi.
  7. Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica: lo sviluppo della filiera deve essere accompagnato da campagne informative e progetti educativi sulle tecnologie dell’idrogeno e sulle procedure di sicurezza applicate.

 

Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione. 

Ai seguenti link è possibile scaricare il report completo, la Presentazione mostrata durante l’evento

Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

H2IT_REPORT_Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia 19gen21

Discorso Dossi_evento 19 gennaio

Saluti Vice Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni

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Cooperazione tra paesi Europei per la produzione di idrogeno verde

Il Portogallo e i Paesi Bassi

Il Portogallo e i Paesi Bassi hanno annunciato un memorandum d’intesa per lo sviluppo dell’idrogeno verde.

I due paesi lavoreranno insieme per l’approvazione di un IPCEI (Important Project of Common European Interest) sull’idrogeno  ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato dell’Unione europea. L’accordo unisce le strategie al 2030 dei due Paesi e include anche lo scambio di conoscenze e informazioni sulle tecnologie e la promozione della ricerca e sviluppo (R&S) associata alla catena del valore dell’idrogeno. Il gruppo di lavoro che sostiene la proposta IPCEI, proporrà anche meccanismi e condizioni per l’esportazione di idrogeno verde dal Portogallo.

La Germania e La Scozia

L’associazione tedesca dell’eolico (WAB) ha firmato un accordo di cooperazione triennale con il suo partner scozzese DeepWind per cooperare più strettamente allo sviluppo di un mercato per l’idrogeno verde da energia eolica offshore, promuovendo lo sviluppo della supply chain in entrambi i paesi.

Questo accordo rappresenta  un’opportunità per il Mare del Nord di svolgere un ruolo ancora più centrale nel mix di energia pulita del Regno Unito e dell’Europa. Un lavoro più ravvicinato tra i due cluster potrebbe evidenziare e accelerare le opportunità di innovazione nell’eolico offshore e nella produzione di idrogeno verde tra Scozia e Germania.

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Una stazione di rifornimento Sapio per il centro di ricerca italiano della CE

Gruppo Sapio, azienda di Monza leader nel settore della produzione di gas tecnici e medicali, ha fornito una stazione di rifornimento idrogeno al Joint Research Center a Ispra, per i necessari studi in corso sulle emissioni dei veicoli. Grazie alla stazione di rifornimento, i test verranno effettuati anche su veicoli a celle a combustibile.

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LIVE: Conferenza stampa Hydrogen Strategy

12:05:06 – Conferenza stampa del vicepresidente esecutivo Frans TIMMERMANS e della commissaria Kadri SIMSON sulla strategia dell’integrazione del sistema energetico e la strategia dell’idrogeno.

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Giappone – La società dell’idrogeno inizia da Fukushima

Nella prefettura di Fukushima, continua la ripresa e la ricostruzione dopo il devastante terremoto.  Qui verrà costruito il Fukushima Hydrogen Energy Research Field un impianto di produzione di idrogeno che verrà completato per la primavera del 2020.

Al fine di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) di mitigazione dei cambiamenti climatici e accesso universale all’energia, l’idrogeno è indispensabile. Guardando alla realizzazione di una società a idrogeno, il Giappone è già leader mondiale con soluzioni tecnologiche, tra cui l’introduzione del primo veicolo a celle a combustibile commercializzabile al mondo ne è un buon esempio. Il Giappone sta inoltre dimostrando la sua leadership in altri modi, come lo sviluppo della “Strategia di base sull’idrogeno” del  2017 come piano d’azione per realizzare una società dell’idrogeno e ospitando l’Hydrogen Energy Ministerial Meeting nel 2018, il primo meeting di alto livello dedicata a questa tematica.

L’ FH2R di Fukushima sarà dotato di un impianto di produzione di idrogeno da 10 MW alimentato da fonti di energia rinnovabile, come l’elettricità generata da pannelli solari disposti attorno ad esso, la struttura sarà in grado di produrre fino a diverse centinaia di tonnellate di idrogeno all’anno.
Il raggiungimento di una società dell’idrogeno richiede la promozione di una totale integrazione della produzione con lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno. Per quanto riguarda proprio gli usi finali, si stanno facendo grandi progressi, introducendo applicazioni idrogeno per sostituire i combustibili fossili precedentemente usati in Giappone, come la caldaia a cella a combustibile, conosciuta come Ene-Farm per uso residenziale. Sin dal lancio di Mirai, la prima auto al mondo a celle a combustibile, le stazioni di rifornimento di idrogeno si sono diffuse in tutto il paese e gli autobus a celle a combustibile ora funzionano regolarmente, in particolare a Tokyo.

Si stanno studiando piani per utilizzare l’energia dell’idrogeno in modo pratico, come nei villaggi residenziali dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020 . La gamma per future implementazioni si sta allargando per includere applicazioni come veicoli elettrici, navi e aerei.
Per quanto riguarda il progetto FH2R, i lavori sono iniziati nel 2018 nella città di Namie, nella prefettura di Fukushima. Il consorzio alla base di questa nuova imponente unità di produzione dell’idrogeno è costituito da Toshiba Energy Systems & Solutions Corporation (Toshiba ESS), la  New Energy and Industrial Technology Development Organization (NEDO), Iwatani Corporation e Tohoku Electric Power Co.

L’unità a idrogeno FH2R da 180.000 m2 utilizza 20 MW di impianti di generazione di energia solare. La sua capacità di produzione, stoccaggio e fornitura arriva fino a 1.200 Nm3 di idrogeno all’ora (funzionamento a potenza nominale).

L’idrogeno prodotto da FH2R sarà utilizzato anche per alimentare sistemi stazionari a celle a combustibile a idrogeno, nonché per automobili e autobus a celle a combustibile.

Il carburante viene prodotto e immagazzinato in base a un sistema di previsione della domanda e dell’offerta per ciò che sarà necessario sul mercato. Gli adeguamenti per bilanciare la domanda e l’offerta nella rete elettrica diventeranno possibili attraverso la regolazione del volume di idrogeno prodotto dall’unità di produzione per soddisfare le esigenze della rete elettrica dal suo sistema di controllo.

 

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L’iniziativa tedesca GET H2 – per il trasporto di idrogeno verde all’industria

BP, Evonik, Nowega, OGE e RWE Generation hanno firmato un protocollo d’intesa per sviluppare il progetto GET H2 Nukleus, la prima rete di idrogeno accessibile al pubblico in Germania è destinata a fornire quantità crescenti di idrogeno verde a società industriali nella Bassa Sassonia e nella North Rhine-Westphalia dalla fine del 2022 in poi. Queste compagnie utilizzano già grandi quantità di idrogeno nei loro processi di produzione e ridurranno significativamente le loro emissioni di carbonio passando all’idrogeno verde.

L’idea è quella di convertire l’energia da fonti rinnovabili in idrogeno e utilizzarla come fonte di energia priva di emissioni carboniche nell’industria e in altri settori.
L’idrogeno verde verrebbe prodotto da fonti rinnovabili a Lingen, nella Bassa Sassonia, grazie ad un elettrolizzatore da 100 MW di proprietà di RWE Generation, e trasportato a clienti industriali e raffinerie a Lingen, Marl e Gelsenkirchen, principalmente via gasdotti esistenti gestiti dai gestori di rete Nowega e OGE e convertiti per il trasporto di idrogeno al 100%, e tramite una costruzione parzialmente nuova di Evonik. L’idea è che l’accesso a questa rete di idrogeno sia aperto a tutti i potenziali consumatori, come già accade per le reti elettriche e le reti del gas. Ciò consentirà una rapida e affidabile integrazione di ulteriori progetti idrogeno.

La costruzione di un’infrastruttura a idrogeno basata su quella esistente del gas, garantirà ai clienti industriali la sicurezza dell’approvvigionamento da cui dipendono. A più lungo termine, dovranno essere presenti strutture di deposito in caverne lungo la condotta dell’idrogeno.
La produzione di idrogeno verde e la fornitura ai clienti dovrebbero iniziare entro la fine del 2022, se possibile, a condizione che ciò sia economicamente praticabile e che le condizioni politiche siano giuste per allora. Secondo i partner del progetto il governo dovrebbe creare le condizioni normative e regolatorie necessarie per consentire a tutte le aziende coinvolte nei progetti di idrogeno di espandere rapidamente la loro produzione di idrogeno verde e delle relative infrastrutture di idrogeno.

La produzione di idrogeno verde dall’energia eolica e solare consente di stoccare energia rinnovabile per lunghi periodi, di immagazzinarla su larga scala per lungo tempo e di utilizzarlo in settori che sono difficili da elettrificare direttamente. Per questi motivi che la produzione di idrogeno verde e la costruzione di infrastrutture per l’idrogeno possono rappresentare passi importanti per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

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