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Il Discorso del Presidente Alberto Dossi a Hydrogen Energy Summit Expo 2021

Alberto Dossi, Presidente di H2IT è presente al primo convegno della Fiera dedicata totalmente all’idrogeno in Italia;

Hydrogen Energy Summit Expo

Un successo per le aziende di H2IT e per l’Associazione, che ha avuto modo di incontrare interessanti realtà e di scoprire nuovi attori e player della filiera dell’idrogeno. Inoltre il fitto programma di convegni ha portato spunti di riflessione su tanti temi prioritari per lo sviluppo del mercato dell’idrogeno in Italia.

Ecco qui il video del discorso del Presidente di H2IT

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H2IT presente a HESE 2021 Stand D40

H2IT sarà presente a Hydrogen Energy Summit Expo, la prima fiera completamente dedicata all’idrogeno in Italia, un’occasione importante per incontrare i soci di H2IT e conoscere l’Associazione!

Il settore dell’idrogeno in Italia sta evolvendo velocemente ed H2IT ha il primario obiettivo di supportare questa crescita dando voce agli operatori del settore, confrontandosi con le Istituzioni e promuovendo la produzione e l’utilizzo delle tecnologie idrogeno sul territorio nazionale. L’associazione ha più che triplicato i suoi associati negli ultimi tre anni raggiungendo i 90 soci nel 2021, a conferma del crescente interesse delle aziende a sviluppare soluzioni e progetti idrogeno in Italia.

Negli ultimi anni H2IT è diventata un interlocutore prezioso per le Istituzioni su tutti i temi relativi all’idrogeno. Già dal 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti, nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno inserito nel Decreto legislativo N° 257 di recepimento della direttiva DAFI, aggiornato poi nel 2019 attraverso il confronto con gli operatori del settore della mobilità. Ha poi collaborato nel 2018 con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e realizzato nel 2019 il Position paper “Strategia Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile”.

H2IT lungo tutto il 2020 ha lavorato con gli operatori del settore per individuare le priorità d’azione per lo sviluppo di una filiera idrogeno italiana, andando a studiare le barriere allo sviluppo sui diversi segmenti della filiera, dalla produzione fino agli utilizzi e proponendo delle misure per superarle. All’inizio del 2021 l’Associazione ha presentato i risultati convogliati nel report Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” frutto del confronto con 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni, che contiene le raccomandazioni essenziali per creare le condizioni politiche e normative a sostegno del comparto in Italia.

H2IT porta avanti il dialogo con la politica per portare all’attenzione del legislatore gli aspetti importanti per lo sviluppo del settore; ricordiamo le Audizioni alla camera del 2021

Audizione alla Camera su idrogeno e rinnovabili

Audizione alla Camera sulle Pino nazionale di ripresa e resilienza

H2IT infine, prosegue il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare le barriere che ostacolano lo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato ed è impegnata nella divulgazione delle tecnologie idrogeno attraverso azioni di formazione e corretta informazione rivolte a Istituzioni e cittadini.

Per qualsiasi informazione ci trovate allo stand D40!

Per qualsiasi informazione sulla fiera visita il sito di Hydrogen Energy Summit Expo 2021

 

 

 

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Idrogeno EverywH2ere, come, dove quando?

L’idrogeno protagonista della Pre-COP26 di Milano grazie a “Idrogeno EverywH2ere, come, dove quando? l’evento di H2IT, EVERYWH2ERE e Assolombarda. Presentati grandi progetti integrati di aziende italiane e le tecnologie delle celle a combustibile sviluppate nell’ambito dell’iniziativa europea EVERYWH2ERE

Cascina Centro Parco Nord, a Sesto San Giovanni (MI), ha ospitato l’incontro tra le aziende e i centri tecnologici che partecipano al progetto EVERYWH2ERE e tante eccellenze italiane, da CNH Industrial a Saipem, FNM e SNAM.

Milano, 1 ottobre 2021 – 3,2 miliardi di euro stanziati nel PNRR per la filiera idrogeno, un giro d’affari che entro il 2050 potrebbe avere un impatto di 40 miliardi di euro sul Pil e creare ben 500mila nuovi posti di lavoro. L’idrogeno è il vettore ritenuto cruciale per la transizione energetica non solo dall’Unione Europea ma anche dall’Italia. E proprio in questi giorni, l’idrogeno è tra i protagonisti della Pre-COP26, una serie di eventi sul futuro sostenibile che fanno di Milano, dal 30 settembre al 2 ottobre, la capitale mondiale della transizione ecologica, in vista della grande Conferenza delle Nazione Unite sui cambiamenti climatici di Glasgow.

Oggi lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno assume un valore particolarmente significativo, in quanto il territorio possiede le competenze tecnologiche lungo l’intera catena del valore. Infatti, il panorama imprenditoriale risulta composto non solo da grandi player ma anche da PMI altamente specializzate che potranno intraprendere un percorso di sviluppo delle tecnologie da impiegare lungo l’intera filiera dell’idrogeno.

“Ora è fondamentale identificare gli spazi entro cui l’industria potrà pianificare i propri investimenti per accrescere il valore del comparto industriale nazionale e locale, partecipando al percorso di decarbonizzazioneha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT e Vicepresidente di Assolombarda con delega alla Transizione Ecologica -. Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme per sviluppare un mercato dell’idrogeno che crei l’opportunità di decarbonizzare diversi settori. In questa direzione, stiamo già lavorando, a livello nazionale, per unire in un unico contenitore gli operatori del settore e gli enti di riferimento e, a livello locale, per coinvolgere tutti gli attori del territorio. Così potremo costruire una rete di sinergie sul tema idrogeno e portare il più possibile le imprese a cogliere le opportunità di sviluppo connesse a questa importante trasformazione”.

Ma quali sono realmente le potenzialità dell’H2? Come funziona e che futuro avrà? Quali sono i progetti italiani in via di realizzazione? A queste e a tante altre domande ha risposto l’incontro di ieri dal titolo Idrogeno everywH2ere – Come, dove, quando?, organizzato da H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, Assolombarda e dal progetto europeo EVERYWH2ERE e parte del palinsesto degli eventi approvati dal Ministero della Transizione Ecologica nell’ambito della Pre-COP26.

L’incontro, avvenuto a Cascina Centro Parco Nord a Sesto San Giovanni (MI), è stato un’occasione unica di confronto e presentazione delle tecnologie a idrogeno. Tante le aziende intervenute. Come ad esempio RINA, Friem, Genport, Linde, ed Environment Park e IREN che hanno sviluppato i generatori a celle a combustibile pensati per alimentare eventi a zero emissioni nell’ambito di EVERYWH2ERE, il progetto europeo che installerà 8 gruppi elettrogeni “plug and play” con celle a combustibile di tipo PEM (4 da 25 kW e 4 da 100 kW) nelle città Europee.

“Lo scopo del progetto EU EVERYWH2ERE è di portare l’idrogeno nel cuore delle città europee, promuovendo il suo utilizzo per la generazione di energia elettrica in cantieri, eventi, festival musicali. ha dichiarato Stefano Barberis, coordinatore del progetto di RINA nell’ambito di EVERYWH2ERE. Attraverso i suoi generatori temporanei equipaggiati a Fuel Cell infatti, EVERYWH2ERE punta a dimostrare come le fuel cell possono essere un’alternativa credibile, sicura e a zero emission ai tradizionali generatori diesel. L’obiettivo di EVERYWH2ERE è quello di portare quindi i propri generatori, che abbiamo avuto modo di mostrare durante l’evento, nelle piazze e strade europee, anche aumentando la consapevolezza della cittadinanza sulle potenzialità dell’idrogeno”.

Anche FNM, SNAM, Saipem e CNH Industrial hanno partecipato, presentando i loro migliori progetti sull’idrogeno con un focus su tutti i temi più rilevanti per la filiera. Per FNM, l’evento è stato la cornice ideale in cui presentare “H2iseO Hydrogen Valley”, un progetto iconico, realizzato congiuntamente con Trenord, che mira a decarbonizzare i servizi di trasporto pubblico e a supportare la transizione verso sistemi di trasporto più sostenibili. SNAM ha poi presentato le sperimentazioni in corso per verificare l’adeguatezza dell’infrastruttura gas per il trasporto dell’idrogeno, approfondendo gli investimenti sulle tecnologie e la spinta che la società sta cercando di imprimere per la creazione di una nuova filiera, oltre a mostrare i primi progetti applicativi specialmente nell’ambito della mobilità sostenibile. Durante il proprio intervento, SAIPEM, ha presentato le proprie tecnologie sull’idrogeno, frutto di oltre 60 anni di esperienza nel settore. È impegnata in due progetti: la produzione di energie rinnovabili e idrogeno verde al largo di Ravenna con il progetto Agnes e la creazione di una Hydrogen Valley in Puglia. Saipem ha anche presentato SUISO, una soluzione tecnologica per la produzione offshore di idrogeno verde e la riconversione di piattaforme oil&gas. Ha chiuso questa sessione IVECO e FPT Industrial, parte di CNH Industrial, hanno sottolineato l’importanza del gas naturale, fattore abilitante per lo sviluppo dell’ecosistema della mobilità ad idrogeno e dell’implementazione di una rete capillare di infrastrutture di ricarica compatibile con gli usi per la logistica e il trasporto commerciale.

H2IT, che di recente ha tagliato il traguardo degli oltre 90 soci, quasi triplicati dal 2019 a oggi, ha sottolineato l’importanza di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione. Tutti elementi che H2IT ha portato all’attenzione delle istituzioni già a gennaio con il report “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, i cui punti salienti sono stati presentati in un’audizione alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del PNRR (Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza).

 Assolombarda, con la pubblicazione dello studio “Il futuro dell’Energia” (2019), ha definito e proposto una chiara visione del ruolo strategico che questo vettore può svolgere sia nel processo di decarbonizzazione che nel rafforzamento della posizione competitiva delle imprese. Oggi lo sviluppo di questa opportunità prosegue attraverso uno specifico Gruppo di Lavoro in Assolombarda specificamente dedicato e partecipato da imprese ed esperti scientifici.

 

 

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H2IT pubblica il Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

Milano, 19 gennaio 2021

Il 2020 è stato l’anno della svolta per le politiche ambientali europee. Complici anche l’emergenza sanitaria e l’attenzione dell’opinione pubblica alle tematiche green, l’UE ha varato una strategia che prevede di ridurre del 100% le emissioni di CO2 entro il 2050. In questo contesto, l’idrogeno si presenta come soluzione chiave, complementare con altre tecnologie, per la decarbonizzazione del sistema energetico.

L’idrogeno è un vettore energetico che non genera emissioni di CO2, inoltre se prodotto da fonti rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi dell’acqua è privo di emissioni sia carboniche che inquinanti anche nella sua produzione. Può essere conservato per lungo tempo sia in forma gassosa che liquida e permette di utilizzare infrastrutture di trasporto e distribuzione già esistenti con costi di adeguamento sostenibili. Può essere usato in diverse tipologie di veicoli per la mobilità di merci e persone, come materia prima nelle industrie, come combustibile nei processi ad alta temperatura, può essere utilizzato nel settore industriale e residenziale in sostituzione ai combustibili fossili per la produzione di energia e calore, puro o in miscela col gas naturale, sia attraverso processi elettrochimici con celle a combustibile sia bruciandolo come un carburante tradizionale ottenendo una combustione a zero emissioni di CO2. Con un immagazzinamento che non presenta particolari problemi di sicurezza, offre quindi una soluzione per decarbonizzare i processi industriali e i settori energetici in cui la riduzione delle emissioni di carbonio è urgente e difficile da ottenere.

Ma come può l’elemento più piccolo e abbondante dell’universo osservabile essere davvero la chiave di volta verso un modello energetico sostenibile? H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi.

Durante l’incontro, a cui hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT,  la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S), e moderato da Marcello Baricco dell’Università di Torino, Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione.

L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale.  – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT ha presentato il Report nato dalla collaborazione tra 48 player dell’industria, 12 centri di ricerca e 7 tra cluster e associazioni, il report presentato oggi contiene le raccomandazioni essenziali per creare le condizioni politiche e normative a sostegno del comparto in Italia. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 51 priorità d’azione e 66 policy, declinate in 7 diversi segmenti: produzione; trasporto, distribuzione e trattamento; stoccaggio; mobilità; usi energetici; usi industriali, residenziali e feedstock; supply chain e tematiche trasversali. A partire da queste, H2IT suggerisce alle istituzioni alcune priorità strategiche per abbattere le barriere allo sviluppo del settore idrogeno in Italia:

  1. Definire il ruolo strategico a lungo termine dell’idrogeno: è fondamentale tracciare una direzione chiara che indichi delle azioni puntuali e degli obiettivi definiti per supportare il settore e abilitare gli investimenti. Nella prima fase di sviluppo, per coprire i gap economici esistenti sarà necessario il supporto pubblico attraverso un sostegno dedicato e stabile nel lungo periodo.
  2. Sviluppare un quadro legislativo e tecnico-normativo chiaro: regole certe, semplificate a livello burocratico e armonizzate a livello internazionale consentirebbero alle aziende coinvolte nell’intera filiera di operare, su uno scenario europeo, in condizioni favorevoli anche per gli investimenti.
  3. Garantire la certificazione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni: un sistema di certificazione basato su Garanzie di Origine al fine di promuovere l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, in linea con le direttive europee.
  4. Supportare la ricerca, l’innovazione e la formazione: in questa fase di sviluppo, il ruolo dei centri di ricerca è primario, vanno quindi supportati con finanziamenti ad accessibilità semplificata per progetti dimostrativi o di ricerca specifici. L’evoluzione del settore richiederà anche figure professionali specializzate in un’ampia gamma di conoscenze tecniche che si possono creare investendo sull’educazione, dalle scuole superiori fino a quella universitaria per formare i futuri tecnici specializzati. Un’occasione imperdibile per un paese che vuole ripartire creando nuove opportunità d’occupazione.
  5. Sviluppare un’infrastruttura di rifornimento per la mobilità: la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento per veicoli idrogeno è la soluzione migliore per permettere la circolazione di mezzi a celle a combustibile sia per il trasporto leggero che per quello pesante su gomma, ma anche dedicate al trasporto ferroviario e ai mezzi negli hub logistici, come porti e aeroporti.
  6. Incoraggiare la collaborazione strategica tra progetti di Hydrogen Valleys: è prioritario individuare i nuclei iniziali per lo sviluppo sinergico di più usi finali e sviluppare diverse applicazioni al fine di favorire la crescita della domanda, lo scale-up delle tecnologie e di conseguenza ridurre i costi.
  7. Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica: lo sviluppo della filiera deve essere accompagnato da campagne informative e progetti educativi sulle tecnologie dell’idrogeno e sulle procedure di sicurezza applicate.

 

Istituzioni e protagonisti della filiera hanno dialogato sul potenziale del settore, delineando le priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Su tutti spiccano la necessità di un quadro legislativo certo e semplificato e un piano di investimenti a lungo termine per sviluppare le infrastrutture e finanziare la ricerca e l’innovazione. 

Ai seguenti link è possibile scaricare il report completo, la Presentazione mostrata durante l’evento

Report: “Strumenti di Supporto al Settore Idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”

H2IT_REPORT_Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia 19gen21

Discorso Dossi_evento 19 gennaio

Saluti Vice Ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni

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Cooperazione tra paesi Europei per la produzione di idrogeno verde

Il Portogallo e i Paesi Bassi

Il Portogallo e i Paesi Bassi hanno annunciato un memorandum d’intesa per lo sviluppo dell’idrogeno verde.

I due paesi lavoreranno insieme per l’approvazione di un IPCEI (Important Project of Common European Interest) sull’idrogeno  ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato dell’Unione europea. L’accordo unisce le strategie al 2030 dei due Paesi e include anche lo scambio di conoscenze e informazioni sulle tecnologie e la promozione della ricerca e sviluppo (R&S) associata alla catena del valore dell’idrogeno. Il gruppo di lavoro che sostiene la proposta IPCEI, proporrà anche meccanismi e condizioni per l’esportazione di idrogeno verde dal Portogallo.

La Germania e La Scozia

L’associazione tedesca dell’eolico (WAB) ha firmato un accordo di cooperazione triennale con il suo partner scozzese DeepWind per cooperare più strettamente allo sviluppo di un mercato per l’idrogeno verde da energia eolica offshore, promuovendo lo sviluppo della supply chain in entrambi i paesi.

Questo accordo rappresenta  un’opportunità per il Mare del Nord di svolgere un ruolo ancora più centrale nel mix di energia pulita del Regno Unito e dell’Europa. Un lavoro più ravvicinato tra i due cluster potrebbe evidenziare e accelerare le opportunità di innovazione nell’eolico offshore e nella produzione di idrogeno verde tra Scozia e Germania.

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Una stazione di rifornimento Sapio per il centro di ricerca italiano della CE

Gruppo Sapio, azienda di Monza leader nel settore della produzione di gas tecnici e medicali, ha fornito una stazione di rifornimento idrogeno al Joint Research Center a Ispra, per i necessari studi in corso sulle emissioni dei veicoli. Grazie alla stazione di rifornimento, i test verranno effettuati anche su veicoli a celle a combustibile.

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LIVE: Conferenza stampa Hydrogen Strategy

12:05:06 – Conferenza stampa del vicepresidente esecutivo Frans TIMMERMANS e della commissaria Kadri SIMSON sulla strategia dell’integrazione del sistema energetico e la strategia dell’idrogeno.

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Giappone – La società dell’idrogeno inizia da Fukushima

Nella prefettura di Fukushima, continua la ripresa e la ricostruzione dopo il devastante terremoto.  Qui verrà costruito il Fukushima Hydrogen Energy Research Field un impianto di produzione di idrogeno che verrà completato per la primavera del 2020.

Al fine di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) di mitigazione dei cambiamenti climatici e accesso universale all’energia, l’idrogeno è indispensabile. Guardando alla realizzazione di una società a idrogeno, il Giappone è già leader mondiale con soluzioni tecnologiche, tra cui l’introduzione del primo veicolo a celle a combustibile commercializzabile al mondo ne è un buon esempio. Il Giappone sta inoltre dimostrando la sua leadership in altri modi, come lo sviluppo della “Strategia di base sull’idrogeno” del  2017 come piano d’azione per realizzare una società dell’idrogeno e ospitando l’Hydrogen Energy Ministerial Meeting nel 2018, il primo meeting di alto livello dedicata a questa tematica.

L’ FH2R di Fukushima sarà dotato di un impianto di produzione di idrogeno da 10 MW alimentato da fonti di energia rinnovabile, come l’elettricità generata da pannelli solari disposti attorno ad esso, la struttura sarà in grado di produrre fino a diverse centinaia di tonnellate di idrogeno all’anno.
Il raggiungimento di una società dell’idrogeno richiede la promozione di una totale integrazione della produzione con lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno. Per quanto riguarda proprio gli usi finali, si stanno facendo grandi progressi, introducendo applicazioni idrogeno per sostituire i combustibili fossili precedentemente usati in Giappone, come la caldaia a cella a combustibile, conosciuta come Ene-Farm per uso residenziale. Sin dal lancio di Mirai, la prima auto al mondo a celle a combustibile, le stazioni di rifornimento di idrogeno si sono diffuse in tutto il paese e gli autobus a celle a combustibile ora funzionano regolarmente, in particolare a Tokyo.

Si stanno studiando piani per utilizzare l’energia dell’idrogeno in modo pratico, come nei villaggi residenziali dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020 . La gamma per future implementazioni si sta allargando per includere applicazioni come veicoli elettrici, navi e aerei.
Per quanto riguarda il progetto FH2R, i lavori sono iniziati nel 2018 nella città di Namie, nella prefettura di Fukushima. Il consorzio alla base di questa nuova imponente unità di produzione dell’idrogeno è costituito da Toshiba Energy Systems & Solutions Corporation (Toshiba ESS), la  New Energy and Industrial Technology Development Organization (NEDO), Iwatani Corporation e Tohoku Electric Power Co.

L’unità a idrogeno FH2R da 180.000 m2 utilizza 20 MW di impianti di generazione di energia solare. La sua capacità di produzione, stoccaggio e fornitura arriva fino a 1.200 Nm3 di idrogeno all’ora (funzionamento a potenza nominale).

L’idrogeno prodotto da FH2R sarà utilizzato anche per alimentare sistemi stazionari a celle a combustibile a idrogeno, nonché per automobili e autobus a celle a combustibile.

Il carburante viene prodotto e immagazzinato in base a un sistema di previsione della domanda e dell’offerta per ciò che sarà necessario sul mercato. Gli adeguamenti per bilanciare la domanda e l’offerta nella rete elettrica diventeranno possibili attraverso la regolazione del volume di idrogeno prodotto dall’unità di produzione per soddisfare le esigenze della rete elettrica dal suo sistema di controllo.

 

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L’iniziativa tedesca GET H2 – per il trasporto di idrogeno verde all’industria

BP, Evonik, Nowega, OGE e RWE Generation hanno firmato un protocollo d’intesa per sviluppare il progetto GET H2 Nukleus, la prima rete di idrogeno accessibile al pubblico in Germania è destinata a fornire quantità crescenti di idrogeno verde a società industriali nella Bassa Sassonia e nella North Rhine-Westphalia dalla fine del 2022 in poi. Queste compagnie utilizzano già grandi quantità di idrogeno nei loro processi di produzione e ridurranno significativamente le loro emissioni di carbonio passando all’idrogeno verde.

L’idea è quella di convertire l’energia da fonti rinnovabili in idrogeno e utilizzarla come fonte di energia priva di emissioni carboniche nell’industria e in altri settori.
L’idrogeno verde verrebbe prodotto da fonti rinnovabili a Lingen, nella Bassa Sassonia, grazie ad un elettrolizzatore da 100 MW di proprietà di RWE Generation, e trasportato a clienti industriali e raffinerie a Lingen, Marl e Gelsenkirchen, principalmente via gasdotti esistenti gestiti dai gestori di rete Nowega e OGE e convertiti per il trasporto di idrogeno al 100%, e tramite una costruzione parzialmente nuova di Evonik. L’idea è che l’accesso a questa rete di idrogeno sia aperto a tutti i potenziali consumatori, come già accade per le reti elettriche e le reti del gas. Ciò consentirà una rapida e affidabile integrazione di ulteriori progetti idrogeno.

La costruzione di un’infrastruttura a idrogeno basata su quella esistente del gas, garantirà ai clienti industriali la sicurezza dell’approvvigionamento da cui dipendono. A più lungo termine, dovranno essere presenti strutture di deposito in caverne lungo la condotta dell’idrogeno.
La produzione di idrogeno verde e la fornitura ai clienti dovrebbero iniziare entro la fine del 2022, se possibile, a condizione che ciò sia economicamente praticabile e che le condizioni politiche siano giuste per allora. Secondo i partner del progetto il governo dovrebbe creare le condizioni normative e regolatorie necessarie per consentire a tutte le aziende coinvolte nei progetti di idrogeno di espandere rapidamente la loro produzione di idrogeno verde e delle relative infrastrutture di idrogeno.

La produzione di idrogeno verde dall’energia eolica e solare consente di stoccare energia rinnovabile per lunghi periodi, di immagazzinarla su larga scala per lungo tempo e di utilizzarlo in settori che sono difficili da elettrificare direttamente. Per questi motivi che la produzione di idrogeno verde e la costruzione di infrastrutture per l’idrogeno possono rappresentare passi importanti per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

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McPhy e il progetto per sviluppare il più grande elettrolizzatore in Europa

McPhy annuncia il progetti per la realizzazione del più grande elettrolizzatore per la produzione di idrogeno a zero emissioni di carbonio, il primo nel suo genere e di questa taglia in Europa.
La piattaforma di produzione di idrogeno da 20 MW sarà progettata, prodotta e integrata da McPhy con la sua innovativa tecnologia di elettrolisi “Augmented McLyzer” e convertirà l’elettricità prodotta da rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi in 3.000 tonnellate di idrogeno pulito all’anno. Questo verrà utilizzato per produrre bio metanolo e contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 fino a 27.000 tonnellate all’anno.
Questo progetto, avviato da Nouryon, una delle principali società chimiche specializzate, e da Gasunie, che gestisce l’infrastruttura del gas, è all’avanguardia tra le iniziative sull’idrogeno con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio.

Laurent Carme, Chief Executive Officer of McPhy, states: “We are proud of the trust we received from Nouryon and Gasunie, two major industrial groups. The size and scope of this unique project, as well as its deep integration into our customers’ processes, represent a major step change for McPhy and more globally for the hydrogen market. Now is the time to scale-up and industrialize clean hydrogen production technologies to lower their costs and boost the rise of a clean, secure and cost-competitive hydrogen ecosystem.”

Marcel Galjee, Energy Director at Nouryon Industrial Chemicals, adds: “Green hydrogen is a cornerstone of building a sustainable, circular economy. Nouryon is already a leader in electrolysis in Europe and with the technology from McPhy we are one step closer to competitive large-scale production of green hydrogen for a more sustainable future.”

Il progetto è cofinanziato da FCH-JU, il partenariato della Commissione europea e dell’industria che sostiene lo sviluppo di tecnologie innovative a idrogeno.
Gli altri quattro partner coinvolti sono BioMCN, che combinerà l’idrogeno alla CO2 di altri processi per produrre metanolo rinnovabile, riducendo le emissioni di CO2 fino a 27.000 tonnellate all’anno; DeNora, un produttore di elettrodi, un componente chiave della tecnologia dell’elettrolisi e l’agenzia di consulenza per l’energia sostenibile, Hinicio.

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