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Category Archives: Non categorizzato

La casa idrogeno a quota 1500 m

A Casere di Predoi in Alto Adige è stata inaugurata la Casa del futuro tutta a idrogeno.

L’idrogeno verrà prodotto d’estate grazie alla corrente del fiume che scorre vicino tramite il processo di elettrolisi, stoccato in bombole e riutilizzato d’inverno per soddisfare i consumi di acqua calda, luce e riscaldamento. Il sistema di stoccaggio utilizzato è quello a bassa pressione in idruri metallici a 40 bar.

Nel fienile riadattato a centrale saranno stivate le bombole per produrre elettricità e acqua calda.

Coprire il fabbisogno energetico di tutto l’anno è l’obiettivo del progetto di ricerca portato avanti da Gkn Sinter Metals multinazionale britannicaUn piano reso più complesso dalla difficile posizione climatica della struttura, ma possibile grazie al grande impegno profuso per lo sviluppo della “Green Region Alto Adige“.

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Da Firenze la turbina 100% idrogeno

La turbina a gas alimentata al 100% da idrogeno è stata fino ad ora solo un miraggio, ma lo sviluppo di questa tecnologia ha guadagnato slancio da quando l’attenzione si è spostata sui carburanti alternativi.

Baker Hughes GE (BHGE) ha firmato un accordo con H2U, che sviluppa l’infrastruttura idrogeno in Australia, per modificare la turbina a gas NovaLT affinchè operi esclusivamente a idrogeno in una centrale elettrica a idrogeno verde a Port Lincoln, in Australia.

Ha dichiarato il CEO di H2U Attilio Pigneri.  “Il design del combustore anulare e la configurazione a doppio albero consentiranno all’unità di fornire capacità di avviamento pur operando al 100% di idrogeno.”

H2U sta costruendo un elettrolizzatore e un impianto per la produzione sostenibile di ammoniaca vicino a Port Lincoln. Il progetto Port Lincoln comprende un elettrolizzatore da 15 MW, un impianto di produzione di ammoniaca, una turbina a gas da 10 MW alimentata a idrogeno e una cella a combustibile a idrogeno da 5 MW. Questo lo renderò uno dei primi impianti commerciali a produrre ammoniaca verde priva di anidride carbonica che può essere utilizzata ad esempio come fertilizzante industriale per gli agricoltori.

Parte dell’idrogeno può essere utilizzato per la potenza di picco in presenza di condizioni di mercato favorevoli o di potenza in caso di interruzione della rete. L’impianto può utilizzare la rete elettrica, l’energia solare in loco o l’elettricità prodotta da idrogeno secondo le necessità.

In assenza di infrastrutture di gasdotti nelle vicinanze, le turbine a idrogeno erano l’opzione migliore.

La costruzione di Power Lincoln inizierà nel 2020 con la messa in servizio e il funzionamento commerciale previsto per la fine del 2020 o l’inizio del 2021.

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La China guarda alla mobilità a celle a combustibile e investe

In meno di un decennio, il governo cinese ha utilizzato sussidi e altre politiche per creare il più grande mercato al mondo per veicoli elettrici alimentati a batteria. Quel mercato non è privo di problemi e limiti, quindi il governo sta cercando di diversificare le sue scommesse sulla mobilità a zero emissioni. Gli investitori cinesi guardano quindi alle celle a combustibile, per le opportunità che possono offrire in un mercato in forte espansione.  Verso la fine degli anni 2000, le aspirazioni della Cina a diventare leader nel mercato delle batterie hanno portato il Paese ad affrontare diversi ostacoli come potrebbero essere quelli che si presentano oggi per le celle a combustibile.

La Cina proverà a ripetere lo stesso percorso anche con i veicoli a idrogeno, infatti si è già messa in moto e prevede di avere 100.000 vetture alimentate  a idrogeno sulle sue strade entro cinque o sei anni, sfidando i vicini Giappone e Corea del Sud per il dominio dei mercati automobilistici a zero emissioni.

La città di Changshu, nella provincia orientale di Jiangsu, in Cina, intende promuovere lo sviluppo dell’industria dei veicoli a celle a combustibile a idrogeno insieme alla casa automobilistica giapponese Toyota; Changshu prevede di costituire un cluster industriale per la produzione di veicoli a celle a combustibile, si propone di costruire una serie di stazioni pubbliche di rifornimento di idrogeno e di sostituire entro il 2022 alcuni veicoli per la logistica e i servizi con i veicoli a idrogeno. Prima del 2030, la città punta a costruire questo polo industriale, che comprende i produttori di automobili e i fornitori di ricambi, in un centro di innovazione tecnologica per guidare lo sviluppo del settore e aumentare la produzione industriale annua a 100 miliardi di yuan, 4,8 miliardi di dollari. Anche Pechino si pone l’obiettivo di aggiungere 30.000 veicoli a zero emissioni in 30 città ogni anno a partire dal 2019, per lo più alimentati a idrogeno, con enfasi inizialmente sui trasporti pubblici.

Il successo che la Cina ha avuto nel settore delle batterie, garantisce che potrà essere in gara per la leadership anche nel settore dei veicoli a celle a combustibile.

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Svezia – Edifici 100% autonomi grazie allo stoccaggio di idrogeno

In Svezia, precisamente a Vårgårda, viene inaugurato agli inizi del 2019 il primo complesso abitativo completamente off-grid, i cui fabbisogni di elettricità e riscaldamento vengono interamente soddisfatti dalla generazione di energia da pannelli fotovoltaici con stoccaggio di idrogeno.

Il sistema integra celle solari fotovoltaiche, celle a combustibile a idrogeno e uno stoccaggio, permettendo di disaccoppiare produzione e consumo di energia; questo significa che i residenti dei 172 appartamenti saranno indipendenti energeticamente al 100%.

L’idrogeno prodotto con un elettrolizzatore quando l’energia dai pannelli fotovoltaici supera il fabbisogno giornaliero, viene stoccato a 300 bar e può essere successivamente utilizzato in una cella a combustibile, emettendo acqua, per produrre energia.

Il progetto rivoluzionario è stato avviato all’inizio del 2018 dalla società di edilizia abitativa municipale Vårgårda Bostäder, insieme alla partner danese Better Energy e alla svedese Nillson Energy; ogni edificio di 30 appartamenti ha 109 kW di pannelli fotovoltaici.

Il concetto è stato testato da Nillson Energy in una partnership con AT Solar nel maggio 2018, durante il progetto pilota “RE 8760

 

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Il Giappone punta sull’idrogeno – nasce Japan H2 Mobility

11 società tra cui i giganti delle case automobilistiche Toyota, Nissan e Honda, e compagnie che si occupano di infrastrutture tra cui Air Liquide Japan, hanno annunciato ieri la costituzione congiunta di “Japan H2 Mobility”, finalizzata allo sviluppo di una rete di stazioni per il rifornimento di idrogeno per veicoli a celle a combustibile in Giappone.
La JHyM punta a creare una rete di 160 centri di distribuzione dell’idrogeno entro il 2020 per servire 40000 veicoli a celle a combustibile e 900 stazioni per servire circa 800.000 veicoli, autobus e carrelli elevatori a idrogeno entro il 2030.

L’iniziativa, promossa dal governo a dicembre, vuole fare da moltiplicatore delle vetture a celle a combustibile alimentate a idrogeno dimostrando che il Giappone scommette fortemente sul diventare una “società dell’idrogeno”. Verso il 2020, il governo giapponese punta a dimezzare il costo della costruzione di una stazione di rifornimento di idrogeno, che attualmente risulta ben più elevato di quello di una stazione di benzina.

I membri di JHyM si impegnano a contribuire con capitali, a costruire le stazioni di idrogeno e a mantenerle operative. Le case automobilistiche si affideranno agli sviluppatori di infrastrutture per il funzionamento delle stazioni attraverso JHyM. Si prevede che gli investitori contribuiranno con mezzi finanziari al progressivo aumento delle stazioni di idrogeno in futuro sul suolo Giapponese.

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Riunione di brainstorming sulla proposta di avvio dell’Iniziativa Italiana per la Mobilità a Idrogeno (InIMI)

In.I.M.I.

In Italia nulla è stato fatto fino ad oggi a livello centrale per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni a idrogeno.
L’Italia detiene oggi il ben poco invidiabile primato di essere l’unica tra le quattro maggiori economie continentali ad avere una dipendenza energetica dall’estero superiore al 75%: un massiccio ricorso a combustibili alternativi di produzione endogena è quindi fortemente auspicabile e tra questi l’idrogeno può avere un ruolo di primissimo piano. D’altro canto, lo sviluppo di una filiera a livello nazionale è l’unico modo per evitare che le nostre imprese vengano sopraffatte nei prossimi anni dall’ingresso sul nostro mercato di attori esterni, che nel frattempo hanno avuto tutto il tempo e le opportunità per sviluppare altrove modelli vincenti da esportare a casa nostra.
Per questo motivo Cinque International ha elaborato una bozza di proposta per la costituzione di una Iniziativa Italiana per la Mobilità a Idrogeno che è stata fatta propria dal Consiglio direttivo di H2IT nei contenuti, negli obiettivi e nello schema organizzativo e temporale.

Gli interessati sono invitati a una riunione di brainstorming sulla proposta di avvio dell’Iniziativa Italiana per la Mobilità a Idrogeno (InIMI), per discutere dell’iniziativa con maggiori dettagli e affrontare tutti gli aspetti pratici ed organizzativi connessi.

La riunione ha luogo a Milano, presso la sede Fast di p.le R. Morandi 2, venerdì 5 giugno alle ore 9.45. Per ragioni organizzative, si richiede di confermare la presenza al più tardi entro giovedì 28 maggio p.v. agli indirizzi e-mail:
angelo.moreno@enea.it
fast@fast.mi.it

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Iniziativa italiana mobilità a idrogeno (InIMI)

In Francia, idrogeno e pile a combustibile non rientrano tra le tecnologie sostenute dal disegno di legge sulla Transizione Energetica, che nei trasporti punta essenzialmente sull’elettrico a batteria. Tuttavia, in assenza di un indirizzo politico in questa direzione, un consorzio privato ha comunque adottato un piano nazionale di sviluppo, associando tra l’altro ai lavori il Ministero per l’Ecologia, lo Sviluppo Sostenibile e l’Energia
In Italia si prefigura una situazione simile, cui è possibile trovare una simile soluzione.
L’Iniziativa Italiana per la Mobilità a Idrogeno (InIMI) parte dal basso per affrontare tutti gli aspetti tecnici, finanziari e regolamentari al fine di permettere lo sviluppo di una rete sufficiente di infrastrutture di rifornimento a idrogeno entro il 2025 (orizzonte indicato dalla direttiva 2014/94/UE).
L’alternativa è non fare nulla ed aspettare che, come accaduto con le fonti rinnovabili, tra qualche anno il settore decolli comunque, ma per via di fattori esogeni (ad es. normativa europea) ed essenzialmente ricorrendo a tecnologie e modelli importati dall’estero.

Il Consorzio produrrà una proposta di Piano Nazionale di Sviluppo (PNS), da trasmettere a Parlamento e Governo per inclusione nel Quadro Strategico Nazionale che sarà inviato alla Commissione europea. Il PNS dovrà in particolare:
• Sviluppare un’analisi normativa ed eventuali proposte di aggiornamento;
• Definire gli obiettivi da perseguire in materia ambientale e di sicurezza degli approvvigionamenti;
• Individuare le soluzioni di finanziamento più adatte al contesto nazionale italiano;
• Definire l’approccio di mercato più adeguato per lo sviluppo della mobilità a idrogeno;
• Effettuare un’analisi dei costi e dei benefici per il sistema-Paese;
• Essere coerente con le direttrici di sviluppo dei corridoi europei TEN-T e con le priorità individuate dalla FCH JU.
• Il PNS dovrà essere finalizzato in tempo utile per essere adottato dal Governo italiano in vista della scadenza del 18 novembre 2016

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Presto accordo anti smog bacino padano

Al termine dell’incontro svoltosi il 24 ottobre 2013 a Palazzo Lombardia con le Regioni coinvolte (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna) il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando annuncia l’Accordo di programma per le azioni per la qualità dell’aria nel bacino padano che verrà siglato entro 15 giorni. Il programma trova pieno consenso dal governatore lombardo, Roberto Maroni, secondo il quale ”è imprescindibile la necessità di operare su scala macroregionale”.

A firmare l’Accordo, oltre ai territori e alle Università, saranno anche tutta una serie di Ministeri: Ambiente, Sviluppo economico, Infrastrutture, Agricoltura e Salute.

Sulle azioni che saranno previste dal documento Orlando e Maroni non si sono sbilanciati, limitandosi a dire che ci saranno ”misure sulle emissioni in campo agricolo e civile, sulle politiche di trasporto e a sostegno di strumenti di monitoraggio dell’impatto dell’inquinamento sulla salute”. Anche se, nel corso del vertice, il ministro avrebbe caldeggiato l’idea di introdurre il pagamento dei veicoli in autostrada in basse alla classe inquinante del mezzo. Sulle risorse a disposizione, Orlando si è detto fiducioso sul fatto che ”si può fare ancora qualcosa nel percorso di conversione della legge di Stabilita” – oltre al ”piccolo spazio di manovra che deriva dall’allentamento del Patto di Stabilita” e alla possibilità di ”rimodulare i fondi strutturali del 2014”. Mentre per Maroni ”la soluzione più semplice è lasciare ai Comuni le risorse che hanno avanzato, non per la spesa corrente, ma per gli investimenti”. Risorse che per la sola Lombardia ammonterebbero a oltre 8 miliardi di euro.

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Energia pulita per i trasporti, il ruolo dell’idrogeno nella strategia europea e le opportunità per l’Italia

Il 21 Giugno 2013 si è tenuto presso la sede della Fast il convegno Energia pulita per i trasporti, il ruolo dell’idrogeno nella strategia europea e le opportunità per l’Italia. 

L’incontro con i funzionari della Direzione generale “Move”, promosso da Fast in qualità di partner di Enterprise Europe Network, con la collaborazione di H2it, finalizzato da un lato a far conoscere il pacchetto energia della Commissione e a verificarne l’applicabilità in Italia specialmente per il vettore idrogeno; dall’altro canto a fotografare la situazione nel nostro paese, a raccogliere le proposte e gli impegni delle istituzioni e degli operatori.

Qui è ora possibile scaricare le presentazioni dei relatori intervenuti al convegno.

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