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Workshop: “La via dell’idrogeno”, Green Week – Trento

In occasione della VIII edizione della Greenweek, siamo lieti di invitarvi al workshop “La via dell’idrogeno: per un’Italia futura a zero emissioni e rinnovabile” organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) sul tema della mobilità ad idrogeno. Il workshop si terrà il giorno 2 Marzo 2019 dalle ore 10.00 alle ore 11.15 presso l’Aula Kessler del Palazzo di Sociologia, in Via Giuseppe Verdi 26 a Trento.

Al workshop interverranno:

  • Valter Alessandria, Alstom
  • Alberto Dossi, Sapio
  • Michele Gubert, SOLIDpower
  • Camilla Palladino, Snam
  • Marcello Capra, Dipartimento per l’Energia Ministero dello Sviluppo Economico
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IEA – High Level Workshop sull’Idrogeno

L’11 febbraio l’IEA ha tenuto un workshop di alto livello sull’idrogeno, riunendo 140 esperti chiave e decision-makers che coprono tutta la catena del valore dell’idrogeno. Tra i partecipanti; rappresentanti governativi, potenziali fornitori di idrogeno, fornitori di attrezzature, trasportatori, utilizzatori di idrogeno e prodotti derivati, finanziatori e ricercatori.

I risultati del workshop saranno inseriti in un nuovo importante studio IEA che valuterà lo stato di avanzamento dell’idrogeno, la sua economia e il suo potenziale futuro. L’analisi coprirà l’intera catena tecnologica per l’idrogeno dalla produzione, trasporto e stoccaggio a tutti i vari usi. Discuterà anche le opportunità a breve termine per la distribuzione dell’idrogeno e le fasi pratiche per l’implementazione. Il rapporto sarà uno degli input chiave per il G20 del 2019 in Giappone.

“L’idrogeno può perseguire contemporaneamente più obiettivi di politica energetica: la transizione verso un sistema energetico più pulito, la diversificazione del mix di combustibili e il miglioramento della sicurezza energetica”, ha affermato il direttore esecutivo dell’IEA, Dr Fatih Birol, nel suo discorso di apertura. “Porteremo l”approccio all-of-energy’ della IEA per collocare l’idrogeno tra le varie opzioni per raggiungere gli obiettivi politici dei governi”.

Al workshop,  Birol ha anche annunciato la creazione di un gruppo consultivo di alto livello per questo lavoro della IEA sull’idrogeno, composto dai seguenti funzionari ed esperti di tutto il mondo:

  • Mr Noe van Hulst (Chair) – Hydrogen Envoy, Ministry of Economic Affairs & Climate Policy, Netherlands; former Chair of the IEA Governing Board
  • The Honourable Elisabeth Köstinger – Minister of Sustainability and Tourism, Austria
  • Mr Ahmad O. Al-Khowaiter – Chief Technology Officer, Saudi Aramco
  • Dr Alan Finkel – Australia’s Chief Scientist, Office of the Chief Scientist
  • Mr Mikio Kizaki – Chief Professional Engineer, Toyota Motor Corporation, Japan
  • Dr Rebecca Maserumule – Chief Director of Hydrogen and Energy, Department of Science and Technology, South Africa
  • Dr Ajay Mathur – Director General, TERI (The Energy and Resources Institute), India
  • Mr Dominique Ristori – Director General Energy, European Commission
  • Dr Sunita Satyapal – Director Fuel Cell Technologies Office, US Department of Energy, United States
  • Dr Adnan Shihab-Eldin – Director General of the Kuwait Foundation for the Advancement of Sciences; former Secretary-General of OPEC, Kuwait

Per ulteriori informazioni sul workshop, compresi agenda e presentazioni, visita il link dedicato al workshop.

Le altre analisi e report IEA rilevanti sull’idrogeno, sono scaricabili dal sito della IEA alla pagina idrogeno.

Fonte – IEA – International Energy Agency

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I successi di H2IT nel 2018 e gli obiettivi di H2IT per il 2019

Cari Soci,

come sapete quest’ultimo anno è stato un anno molto intenso, e ha portato H2IT ad avere successi in diversi ambiti e a questo proposito vorrei sottolineare gli obiettivi che H2IT è riuscita a raggiungere nell’arco di un solo anno.

  • Abbiamo partecipato a 9 incontri di alto livello con le Istituzioni: MISE, MATTM, Esponenti della Camera e del Senato.
  • Abbiamo partecipato ad eventi internazionali come High-Level Conference “Charge for Change” di Linz e altri eventi ed incontri presso l’FCH JU e i suoi rappresentanti.
  • Abbiamo ottenuto la pubblicazione della “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione” e abbiamo dato il nostro contributo affinchè nella PROPOSTA DI PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA (PNIEC) e nella LEGGE DI BILANCIO venisse inserito anche l’idrogeno tra le opportunità di sviluppo sostenibile per l’Italia o comunque venisse garantita la neutralità tecnologica.
  • Abbiamo partecipato a numerosi ed importanti eventi pubblici, 6 come relatori, tra cui, la mia partecipazione come Presidente di H2IT ad Ecomondo, e gli altri eventi come patrocinatori e come advisory board: lavoro culminato il 28 Novembre nell’organizzazione e nella partecipazione degli Stati Generali dell’Idrogeno.
  • Abbiamo partecipato attivamente all’Advisory Board per la definizione degli input e degli scenari dello studio Fuelling Italy’s Future. Lo studio promosso da European Climate Foundation, Transport&Environment ed Enel Foundation è stato pubblicato e presentato a Milano il 27/9/2018 nell’ambito di un evento promosso da Regione Lombardia. Anche in questo caso H2IT è riuscita a mettere nel giusto rilievo lo scenario di sviluppo del mercato della mobilità ad idrogeno.
  • Abbiamo intrattenuto numerosi incontri con aziende, università e associazioni interessate alle attività di H2IT da cui è scaturita l’iscrizione ad H2IT per i nostri nuovi associati: Idromeccanica, Landi Renzo, Toyota Material Handling, Università di Torino, Università di Modena Reggio Emilia. E negli altri casi si è ottenuto di attivare un collaborazione basata sulla consapevolezza di una comunione d’intenti per esempio con SNAM e Unione Petrolifera.

 

Concludo questo breve escursus con i miei ringraziamenti a tutti coloro che hanno sostenuto le attività della nostra Associazione e che l’hanno fatta crescere al punto da diventare un riferimento importante. Oggi, gli Enti Pubblici e le Aziende che in Italia lavorano nell’ambito dell’energia, mobilità e sostenibilità sanno di potersi rivolgere ad H2IT per avere un serio interlocutore sui temi dell’idrogeno. Questo splendido traguardo deve spronarci a fare ancora di più e meglio nell’anno appena iniziato.

Il percorso verso un’economia sostenibile, che sfrutti l’idrogeno in tutte le sue potenzialità, è stato intrapreso dal Governo e dall’Unione Europea: spetta a noi renderlo concreto.

OBIETTIVI 2019

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HyBridge – Un Impianto Power to Gas da 100 MW in Germania

L’operatore di rete Amprion e Open Grid Europe (OGE), una società di trasmissione di gas naturale tedesca, collaboreranno insieme per realizzare il progetto “HyBridge”, un impianto Power to Gas da 100 MW in grado di produrre idrogeno grazie all’elettricità generata dai parchi eolici nel nord della Germania.

La posizione ideale per il primo impianto Power to Gas di queste dimensioni, in cui l’energia elettrica da fonti rinnovabili è convertita in idrogeno verde e in parte ulteriormente in metano verde tramite un elettrolizzatore, è stata individuata nel distretto di Emsland dove le reti Amprion e OGE si incrociano, nel nord-ovest  della Bassa Sassonia. Le strutture regionali di stoccaggio di gas naturale, pongono condizioni ottimali per lo sviluppo di una rete di idrogeno che integri l’elettrolizzatore da 100 MW.

Oltre all’elettrolizzatore i partner del progetto intendono convertire anche una pipeline OGE esistente in una pipeline di idrogeno dedicata e prevedono che il costo del progetto sarà di circa 150 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di agevolare sempre più l’interconnessione tra diversi settori e in questo modo accelerare la transizione energetica.

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L’idrogeno per l’immagazzinamento dell’energia rinnovabile con il progetto HyCARE

L’idrogeno per l’immagazzinamento dell’energia rinnovabile

Parte il progetto HyCARE: Coinvolti 4 Italiani

Università di Torino, Environment Park, Fondazione Bruno Kessler e l’azienda Tecnodelta.

 

Le energie rinnovabili, per esempio di tipo fotovoltaico ed eolico, sono caratterizzate da una intermittenza nella produzione. Non sempre c’è vento ed il sole di notte non c’è. Ma la richiesta di energia elettrica si concentra in alcune ore del giorno, che non sempre corrispondono ai momenti in cui questa viene prodotta. Per questo, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, occorre risolvere il problema dell’immagazzinamento di energia. Fra le molte soluzioni proposte, da tempo si sta studiando l’uso dell’idrogeno come vettore energetico. Rispetto alle batterie, l’idrogeno permette di immagazzinare grandi quantità di energia in poco spazio. Il percorso è tortuoso, ma è a basso impatto ambientale. L’energia prodotta viene mandata ad un elettrolizzatore, che scinde l’acqua in idrogeno ed ossigeno. L’idrogeno prodotto viene immagazzinato, per essere poi riconvertito in energia elettrica mediante una cella a combustibile. L’unico ingrediente è l’acqua.

L’immagazzinamento dell’idrogeno rimane un problema aperto, e a questo vuole rispondere il progetto HyCARE, che prende vita in questi giorni al Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino. L’idrogeno infatti è un gas, che deve essere contenuto in bombole ad alta pressione, con elevati costi di compressione e con l’utilizzo di grandi spazi. Alternativamente, l’idrogeno può essere assorbito all’interno di una polvere metallica in condizioni molto più blande, cioè a temperature e pressioni prossime all’ambiente. Questa soluzione riduce il volume richiesto per l’immagazzinamento anche di elevate quantità di idrogeno. E’ proprio questa soluzione che ha convinto la Comunità Europea a finanziare con circa 2 milioni di euro il progetto HyCARE, attraverso la Piattaforma “Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking” – FCH JU.

Il progetto prevede la produzione di quasi 5 tonnellate di polvere metallica, che verranno inserite in appositi contenitori. La gestione termica dell’impianto avverrà mediante un approccio innovativo, facendo uso di materiali a cambiamento di fase, incrementando di molto l’efficienza del processo. La quantità di idrogeno immagazzinata sarà pari a 50 kg, che rappresenteranno la massima quantità mai immagazzinata in Europa con questa tecnica.

Il consorzio è capitanato dall’Università di Torino, insieme all’Environment Park, e vede la presenza di una grossa azienda di produzione di polveri metalliche (GKN Sintermetal) e della multinazionale francese dell’energia Engie, che metterà a disposizione i suoi laboratori a Parigi per l’impianto dimostratore. La costruzione dell’impianto sarà realizzata da due piccole-medie aziende, una tedesca (Sthüff) ed una italiana (Tecnodelta). Nutrita la compagine di ricerca, con la Fondazione Bruno Kessler di Trento, il CNRS francese, l’ Helmholtz Zentrum di Geesthacht in Germania e l’Istituto per l’Energia norvegese di Kjeller.

“E’ per noi una grande sfida” – dice il prof. Marcello Baricco, dell’Università di Torino e coordinatore del progetto – “che ci permetterà di dimostrare in una applicazione reale l’uso dell’idrogeno come vettore energetico. Sarà l’occasione per mettere in pratica ciò che studiamo a livello teorico da molti anni”. L’ing. Carlo Luetto, amministratore delegato dell’azienda Tecnodelta di Chivasso, afferma: “Per una piccola-media azienda come la nostra, il progetto HyCARE rappresenta una splendida opportunità per valorizzare le tecnologie per l’idrogeno che stiamo sviluppando, anche in collaborazione con altre aziende del territorio piemontese”. Il dr. Davide Canavesio, amministratore delegato dell’Environment Park di Torino, dichiara che “la nostra presenza nel progetto HyCARE permetterà di mettere a disposizione il nostro laboratorio di Advanced Energy, leader in Italia per lo sviluppo delle tecnologie basate sull’idrogeno e le celle a combustibile”.

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Svezia – Edifici 100% autonomi grazie allo stoccaggio di idrogeno

In Svezia, precisamente a Vårgårda, viene inaugurato agli inizi del 2019 il primo complesso abitativo completamente off-grid, i cui fabbisogni di elettricità e riscaldamento vengono interamente soddisfatti dalla generazione di energia da pannelli fotovoltaici con stoccaggio di idrogeno.

Il sistema integra celle solari fotovoltaiche, celle a combustibile a idrogeno e uno stoccaggio, permettendo di disaccoppiare produzione e consumo di energia; questo significa che i residenti dei 172 appartamenti saranno indipendenti energeticamente al 100%.

L’idrogeno prodotto con un elettrolizzatore quando l’energia dai pannelli fotovoltaici supera il fabbisogno giornaliero, viene stoccato a 300 bar e può essere successivamente utilizzato in una cella a combustibile, emettendo acqua, per produrre energia.

Il progetto rivoluzionario è stato avviato all’inizio del 2018 dalla società di edilizia abitativa municipale Vårgårda Bostäder, insieme alla partner danese Better Energy e alla svedese Nillson Energy; ogni edificio di 30 appartamenti ha 109 kW di pannelli fotovoltaici.

Il concetto è stato testato da Nillson Energy in una partnership con AT Solar nel maggio 2018, durante il progetto pilota “RE 8760

 

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Air Liquide investe nella produzione di idrogeno verde

Air Liquide acquisendo una quota di capitale della società canadese Hydrogenics Corporation, specializzata in impianti di produzione di idrogeno da elettrolisi e di celle a combustibile, punta ad essere uno dei principali protagonisti nella fornitura di idrogeno privo di carbonio, in particolare per l’industria e i mercati della mobilità.

Hydrogenics è un leader mondiale nel settore dell’ingegneria e nello sviluppo delle tecnologie necessarie per accelerare la transizione energetica. Con sede a Mississauga, in Ontario, e siti produttivi sia in Canada che in Germania e Belgio, Hydrogenics fornisce attrezzature per la produzione di idrogeno, l’immagazzinamento dell’energia e la fornitura di idrogeno a clienti e partner in tutto il mondo.

Air Liquide con questa operazione strategica, investe 18 milioni di euro riaffermando la propria convinzione che l’idrogeno sarà un vettore energetico chiave nella transizione energetica. Attraverso la tecnologia degli elettrolizzatori infatti, è possibile separare l’acqua in idrogeno e ossigeno usando l’elettricità; dunque quando essa viene prodotta da fonti di energia  rinnovabili, l’idrogeno diventa un vettore di energia rinnovabile, complementare all’elettricità che offre anche capacità di stoccaggio dell’energia.

Air Liquide e Hydrogenics hanno inoltre stipulato un accordo tecnologico e commerciale per sviluppare congiuntamente tecnologie di elettrolisi PEM (Proton Exchange Membrane) per i mercati dell’energia a idrogeno in rapida crescita in tutto il mondo.

Commentando questo investimento, François Darchis, Senior Vice-President e membro del Comitato Esecutivo del Gruppo Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato:

L’elettrolisi dell’acqua è una delle tecnologie chiave per accelerare l’emergere dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile. Consente infatti di produrre idrogeno totalmente privo di carbonio, in particolare tramite l’energia elettrica rinnovabile. Grazie alla partnership con Hydrogenics, azienda leader nelle tecnologie per l’elettrolisi e delle celle a combustibile, Air Liquide sta così completando il suo portafoglio di tecnologie e rafforzando la sua capacità di offrire idrogeno privo di carbonio in maniera competitiva e su grande scala. Siamo più che mai convinti che l’idrogeno svolgerà un ruolo importante nella lotta contro il riscaldamento globale. Ridurre drasticamente le emissioni di CO2 è vitale per il pianeta. In questo ambito, Air Liquide si è posta gli obiettivi più ambiziosi del suo settore“.

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Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking – Call of Proposals 2019

Sono aperte le Call 2019 del Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking 2 nell’ambito del programma di finanziamento europeo Horizon 2020.

L’avviso di pubblicazione per presentare le proposte di progetti 2019 è disponibile sul portale Funding and Tender Opportunities Portal. 

L’Annual Work Plan 2019 FCH 2 JU vuole proseguire il lavoro avviato negli anni precedenti con l’obiettivo di sviluppare un programma di ricerca e innovazione per lo sviluppo dell’idrogeno in linea con le Direttive Europee. Nel 2019, è disponibile indicativamente un budget di 80,8 milioni di EUR.

Le call coprono diverse aree di intervento; trasporto, energia, overarching activities e cross-cutting activities.

Raggruppate in 7 azioni di innovazione (IA), 9 azioni di ricerca e innovazione (RIA) e 1 Azione di coordinamento e supporto (CSA).

FCH 2 JU Documenti

Standard Proposal templates per le call 2019 (WORD files):

 

La deadline per la sottomissione delle proposte è il 23 Aprile 2019 17:00:00 Brussels time

 

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Alstom e Eversholt Rail per un nuovo treno idrogeno in UK

Dopo l’avvento dei treni idrogeno Coradia iLint in Germania, anche nel Regno Unito si sta per concretizzare un progetto di questo tipo che vede coinvolta nuovamente Alstom, in stretta collaborazione con gli stakeholder del settore sul suolo nazionale.

Alstom ed Eversholt Rail stanno lavorando insieme per sviluppare il design di un nuovo treno a idrogeno, chiamato “Breeze“, per il mercato del Regno Unito. L’idea è quella di convertire i treni esistenti Classe 321 per creare un modello a zero emissioni inquinanti, che possa viaggiare sul territorio già a partire dal 2022.

Alstom ha affermato che le due società stanno collaborando con le parti interessate del settore per sviluppare casi aziendali e valutare piani dettagliati di introduzione di flotte di questi treni innovativi e loro relative infrastrutture di rifornimento. Questa soluzione contribuirà ad abbattere le emissioni di CO2 del trasporto passeggeri su rotaia in UK.

“La tecnologia dei treni a idrogeno è un’innovazione entusiasmante che ha il potenziale per trasformare la nostra ferrovia, rendendo i viaggi più puliti e più ecologici riducendo ulteriormente le emissioni di CO2. Stiamo lavorando con l’industria per stabilire in che modo i treni a idrogeno possano svolgere un ruolo importante in futuro, offrendo servizi migliori sulle rotte rurali e interurbane”, ha affermato il ministro delle ferrovie del governo britannico Andrew Jones.

I treni a idrogeno rappresentano l’alternativa pulita adatta alle rotte che difficilmente trarrebbero beneficio dall’elettrificazione.

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La Fuel Cell Electric Vehicles Vision di Hyundai al 2030

 Hyundai Motor Group ha annunciato la roadmap a lungo termine ‘FCEV Vision 2030’.

Con questa road map al 2030 Il gruppo, leader nello sviluppo di tecnologie fuel cell, si impegna a dare una spinta significativa all’utilizzo di questo vettore energetico nel settore dei trasporti.

L’obiettivo principale è quello di incrementare notevolmente la capacità produttiva di sistemi a cella a combustibile tanto da raggiungere le 700.000 unità all’anno nel 2030, ed intende esplorare nuove opportunità di business per l’applicazione delle fuel cell non solo per il settore automotive ma anche per altri tipi di mobilità quali droni, navi, treni e muletti.

ll Gruppo Hyundai e i suoi fornitori si impegnano ad investire 6 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, nonché nell’espansione degli impianti produttivi per raggiungere una capacità di produzione di 500.000 unità all’anno di veicoli a celle a combustibile, automobili e mezzi commerciali, anticipando la crescita della domanda globale che si stima arriverà a 2 milioni di unità all’anno nello stesso periodo.

Detto fatto, l’affiliata HMG Hyundai Mobis Co.che produce i sistemi a celle a combustibile, ha appena inaugurato il secondo sito produttivo a Chungju in Corea del Sud. L’impianto aiuterà Mobis a incrementare la capacità di produzione a 40.000 unità entro il 2022, contro le attuali 3.000 del primo stabilimento.

HMG pianifica di affinare ulteriormente il sistema di celle a combustibile utilizzato da NEXO, seconda generazione di veicoli fuel cell commercializzati da Hyundai dopo la ix35 Fuel Cell introdotta sul mercato nel 2013, per migliorare e diversificare la gamma di veicoli a idrogeno, così da rispondere alle richieste di diversi segmenti dell’industria.

L’Hydrogen Council, che mira a guidare l’evoluzione delle aziende che operano negli ambiti energetici e del trasporto – fra i quali Hyundai – prevede che la domanda di tale tecnologia incrementerà di 10 volte entro il 2050, generando diverse opportunità per una crescita economica sostenibile.

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