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L’Europa annuncia la “Clean Hydrogen Alliance”

I piani per un’alleanza europea sull’idrogeno sono stati confermati ieri 10 marzo 2020 quando la Commissione Europea ha presentato la sua nuova strategia industriale. La neutralità climatica entro il 2050 sarà possibile anche grazie alla produzione di gas puliti, per questo l’idrogeno ricoprirà un ruolo chiave nell’iniziativa a livello europeo.

La strategia definisce i driver chiave della trasformazione industriale dell’Europa e propone una serie completa di azioni future, tra cui un’Alleanza Clean Hydrogen per accelerare la decarbonizzazione e mantenere la leadership industriale.
L’integrazione intelligente del settore è una parte fondamentale della nuova strategia, poiché mira a utilizzare tutti i vettori energetici in modo più efficace, collegando diversi settori.

L’Alleanza riunirà gli investitori con i partner governativi, istituzionali e industriali, basandosi sul modello di successo delle alleanze industriali esistenti e sul lavoro svolto nell’ambito dell’FCH JU.
“Accogliamo con favore la proposta di una “Clean Hydrogen Alliance” che porterà benefici all’economia e all’occupazione dell’UE. Questa iniziativa è una chiara prova del successo del nostro partenariato pubblico-privato e sarà sostenuta attivamente”, ha affermato Bart Biebuyck, direttore esecutivo dell’FCH JU.

La nuova “Clean Hydrogen Alliance” è destinata a vedere la luce in estate in quanto gode di un ampio sostegno da parte degli Stati membri dell’UE e delle imprese coinvolte nella catena del valore dell’idrogeno.

“L’Alleanza si baserà su competenze esistenti per identificare le esigenze tecnologiche, le opportunità di investimento, le barriere normative e ciò che può abilitare lo sviluppo”, ha affermato la Commissione oggi in una dichiarazione, delineando “una nuova strategia industriale per l’Europa”.

L’iniziativa sarà modellata sulla European Battery Alliance, che ha riunito oltre 200 aziende, governi nazionali ed enti di ricerca sulla produzione di batterie.

Tra gli strumenti a supporto individuati dalla Commissione Europea vi sono i “progetti importanti di comune interesse europeo” – Important Projects of Common European Interest (IPCEI). Le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato non si applicheranno ai progetti che beneficiano dello status di IPCEI, consentendo ai Paesi di finanziare progetti di innovazione su larga scala transnazionali.

L’idrogeno è tra le “strategic value chain” che dovrebbero beneficiare dello sviluppo di IPCEI, insieme ad altri quali; veicoli connessi, puliti e autonomi; Salute intelligente; Internet delle cose; Industria a basse emissioni di carbonio e sicurezza informatica.

La Commissione ritiene che l’idrogeno sia la chiave per ridurre le emissioni delle industrie di processo come la siderurgia, il cemento o i prodotti chimici, che sono considerati “difficili da abbattere” perché richiedono calore ad alta temperatura e non possono essere facilmente elettrificati e altri settori grandi emettitori, come quello del trasporto pesante.

 

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Verso il trasporto pesante a celle a combustibile in Europa

Il settore dei trasporti è responsabile di un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE, pertanto sono necessari cambiamenti drastici nel settore dei trasporti per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra stabilito nel Green Deal. È quindi essenziale decarbonizzare completamente il settore del trasporto pesante. I camion alimentati a idrogeno sono una soluzione promettente per raggiungere questo obiettivo poichè garantiscono la flessibilità operativa, tempi di rifornimento e carico disponibile in linea con i valori dei camion tradizionali.

Hydrogen Europe ha organizzato il 5 marzo un evento che ha raccolto gli stakeholder chiave del settore. In questa occasione è stata presentata una call congiunta per il dispiegamento di camion a celle a combustibile.

Date le sue dimensioni, il mercato dei camion rappresenta uno dei maggiori settori abilitanti dell’economia dell’idrogeno rinnovabile: con 6,5 milioni di camion in circolazione nell’UE e circa 400.000 camion immatricolati ogni anno in Europa, le economie di scala dovrebbero ridurre il costo totale di proprietà (TCO), sia per i componenti che per la fornitura di idrogeno. Si prevede che il TCO dei camion a celle a combustibile andranno alla pari con quelli con motori a combustione interna entro il 2030, come recentemente annunciato nello studio dell’Hydrogen Council “Path to hydrogen competitiveness: A cost perspective“. Inoltre, i camion richiedono grandi quantità di idrogeno: 10.000 camion a celle a combustibile avranno bisogno di circa 100.000 tonnellate di idrogeno all’anno.

Press Release

Joint call for the deployment of hydrogen fuel cell trucks – A needed shift towards a carbon-neutral society with signatories

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Arrivano le Hyundai Nexo a Bolzano

Hyundai ha consegnato alla SASA (Società Autobus Servizi d’Area) 10 SUV NEXO a celle a combustibile alimentate a idrogeno. Le auto saranno poi utilizzate da diverse realtà locali attraverso specifiche formule di noleggio, e gestite dalla società di trasporti in collaborazione con l’istituto Innovazioni Tecnologiche di Bolzano (IIT).

SASA e IIT collaborano insieme al progetto LIFEalps (Zero Emission Services for a Decarbonised Alpine Economy).

Inoltre, presso la sede dell’IIT è attiva la prima stazione di rifornimento a idrogeno del territorio italiano. Queste nuove 10 unità del SUV NEXO vanno ad aggiungersi alla flotta già esistente di auto ad idrogeno di Hyundai che già circolano in Alto Adige.

Hyundai è stata la prima casa automobilistica al mondo inaugurare, nel 2013, la produzione in serie di veicoli a idrogeno con ix35 Fuel Cell (nota anche come Tucson Fuel Cell). Lo sviluppo è proseguito con la Nuova Hyundai NEXO, seconda generazione di SUV a idrogeno commercializzati da Hyundai, che vanta un’autonomia di 666 km (ciclo WLTP) emettendo solo vapore acqueo pulito e purificando l’aria durante la guida.

L’esperienza dell’Alto Adige comincia dal 2006, quando ha deciso di perseguire l’obiettivo di produrre il carburante alternativo idrogeno da rinnovabili, attraverso una stretta collaborazione con l’Autostrada del Brennero SpA e grazie al sostegno del FESR, il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

L’impianto di produzione di Bolzano è considerato uno dei più grandi e innovativi a livello mondiale. I tre elettrolizzatori modulari sono in grado di produrre fino a 345 kg/giorno. L’idrogeno compresso e stoccato sotto forma gassosa attualmente può rifornisce 15 autobus e 20 auto FC.

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McPhy e il progetto per sviluppare il più grande elettrolizzatore in Europa

McPhy annuncia il progetti per la realizzazione del più grande elettrolizzatore per la produzione di idrogeno a zero emissioni di carbonio, il primo nel suo genere e di questa taglia in Europa.
La piattaforma di produzione di idrogeno da 20 MW sarà progettata, prodotta e integrata da McPhy con la sua innovativa tecnologia di elettrolisi “Augmented McLyzer” e convertirà l’elettricità prodotta da rinnovabili attraverso il processo di elettrolisi in 3.000 tonnellate di idrogeno pulito all’anno. Questo verrà utilizzato per produrre bio metanolo e contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 fino a 27.000 tonnellate all’anno.
Questo progetto, avviato da Nouryon, una delle principali società chimiche specializzate, e da Gasunie, che gestisce l’infrastruttura del gas, è all’avanguardia tra le iniziative sull’idrogeno con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio.

Laurent Carme, Chief Executive Officer of McPhy, states: “We are proud of the trust we received from Nouryon and Gasunie, two major industrial groups. The size and scope of this unique project, as well as its deep integration into our customers’ processes, represent a major step change for McPhy and more globally for the hydrogen market. Now is the time to scale-up and industrialize clean hydrogen production technologies to lower their costs and boost the rise of a clean, secure and cost-competitive hydrogen ecosystem.”

Marcel Galjee, Energy Director at Nouryon Industrial Chemicals, adds: “Green hydrogen is a cornerstone of building a sustainable, circular economy. Nouryon is already a leader in electrolysis in Europe and with the technology from McPhy we are one step closer to competitive large-scale production of green hydrogen for a more sustainable future.”

Il progetto è cofinanziato da FCH-JU, il partenariato della Commissione europea e dell’industria che sostiene lo sviluppo di tecnologie innovative a idrogeno.
Gli altri quattro partner coinvolti sono BioMCN, che combinerà l’idrogeno alla CO2 di altri processi per produrre metanolo rinnovabile, riducendo le emissioni di CO2 fino a 27.000 tonnellate all’anno; DeNora, un produttore di elettrodi, un componente chiave della tecnologia dell’elettrolisi e l’agenzia di consulenza per l’energia sostenibile, Hinicio.

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Eletto il nuovo Consiglio direttivo di H2IT

L’Assemblea di H2IT, Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile, rinnova il Consiglio direttivo per il triennio 2020-2022: confermati il Presidente Alberto Dossi – Sapio e i due Vicepresidenti Valter Alessandria – Alstom Ferroviaria e Luigi Crema – Fondazione Bruno Kessler. Il terzo Vicepresidente è Dina Lanzi di Snam.

 Nel corso della seduta del 28 gennaio 2020, l’Assemblea di H2IT ha eletto il nuovo Consiglio direttivo. Alberto Dossi – Presidente del Gruppo Sapio – viene riconfermato alla guida dell’Associazione così come anche i due Vicepresidenti – Valter Alessandria di Alstom Ferroviaria e Luigi Crema della Fondazione Bruno Kessler. Crema assume anche la carica di Presidente del Comitato scientifico. Si unisce alla squadra del Comitato di presidenza, Dina Lanzi di Snam – nominata Vicepresidente dal nuovo Consiglio Direttivo.

Vengono riconfermati consiglieri: Stefano Capponi – Tenaris, Alessio Cogliati – Linde, Davide Damosso – Environment Park, Angelo Moreno – ATENA e Alberto Tancini – Sol. Entrano a far parte del Consiglio: Paolo Ferrero – Landi Renzo, Michele Gubert – Solid Power, Giulia Monteleone – ENEA e Massimo Santori – IVECO.

Confermata alla direzione Cristina Maggi, dipendente della Fast, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, di cui H2IT è una delle 30 organizzazioni federate.

Tra continuità e novità H2IT guarda al futuro: l’idrogeno sta vivendo un momento di positiva attività a livello internazionale e nazionale quale elemento strategico per il processo di decarbonizzazione dei sistemi energetici e rappresenta un’opportunità di sviluppo industriale e occupazionale.

H2IT ha attivato dialoghi e collaborazioni su più fronti; ha incoraggiato la partecipazione delle imprese a tavoli di lavoro tematici, con il coinvolgimento di enti pubblici – nazionali e regionali-sviluppando iniziative di informazione e d’intesa con il decisore politico e ha dato supporto tecnico e strategico alle iniziative lanciate dal governo.

Gli organismi nazionali e regionali sono diventati più sensibili e interessati all’argomento; finalmente comprendono che l’idrogeno può svolgere un ruolo strategico nella decarbonizzazione dei sistemi energetici e che questo settore rappresenta un’opportunità di sviluppo industriale e occupazionale.

Con l’elezione del nuovo Consiglio direttivo, H2IT vuole dare un segnale di impegno importante su più fronti con particolare attenzione a tutta la catena del valore dalla produzione, alla logistica e agli usi finali; industria, mobilità e settore residenziale.

Nel 2020 H2IT intende continuare ad aggregare competenze, rappresentare sempre di più la filiera industriale e il mondo della ricerca, fare da ponte tra il settore idrogeno ormai pronto a investire e le istituzioni e promuovere il ruolo dell’Italia e le sue eccellenze in Europa.

L’attivazione del Comitato scientifico, organo tecnico a supporto del Consiglio direttivo, evidenzia la forte collaborazione tra industria e ricerca, che H2IT ritiene irrinunciabile per lo sviluppo del settore.

“Con grande entusiasmo ho accettato la carica di Presidente di H2IT per un altro mandato. Ringrazio tutti per la fiducia accordatami e nell’ottica della continuità continuerò a dare il mio contributo all’Associazione affinché l’idrogeno, che sta attraversando un momento importante sia a livello Nazionale che Internazionale, si affermi come un vettore pulito per la decarbonizzazione del nostro pianeta. Lavorerò affinché si creino sempre più le condizioni e le opportunità per le aziende associate e per il nostro Paese di promuovere l’utilizzo dell’idrogeno nell’interesse di tutti. Grazie”  Alberto Dossi

“Sono lieto di poter continuare il lavoro svolto all’interno dell’Associazione H2IT per sviluppare insieme le potenzialità dell’idrogeno quale importante mezzo per raggiungere il comune ambizioso obiettivo in Italia come in Europa di decarbonizzazione. La tecnologia dell’idrogeno mostra nuove vie per una mobilità senza CO2 in una catena energetica sostenibile e de-fossilizzata, soprattutto in settori come l’ingegneria ferroviaria e il trasporto di merci pesanti, la realizzazione di progetti concreti sul nostro territorio ne sarà la dimostrazione”  Valter Alessandria

“L’impegno personale per la crescita di H2IT sarà massimo, in linea con quanto svolto nel mandato precedente. Supporterò l’Associazione promuovendo il lavoro dei gruppi sulle priorità nazionali e sostenendo il supporto alla ricerca nazionale sull’idrogeno. Il momento rappresenta una grande opportunità per il settore e richiede la necessità di rimanere uniti e attivi”. Luigi Crema

“E’ un onore per me condividere con i Vicepresidenti Crema ed Alessandria questa carica. L’idrogeno sta vivendo un momento di grande visibilità e oggi più che mai è il momento di approcciare il tema in maniera sistemica per promuovere efficacemente questo vettore energetico come elemento chiave per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Il mio proposito è quello di portare avanti le attività necessarie per rimuovere velocemente e lungo tutta la filiera quelle barriere che potrebbero frenarne il naturale sviluppo o limitarne le potenzialità.” Dina Lanzi

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Apertura Call FCH JU 2020 – € 93 MILIONI DISPONIBILI PER 24 topic

L’FCH JU (Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking) ha pubblicato le call 2020.

La call di quest’anno comprende 24 topics volti a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • ridurre i costi di produzione dei sistemi a celle a combustibile da utilizzare nelle applicazioni per la mobilità, aumentandone la durata di vita a livelli competitivi con le tecnologie convenzionali
  • aumentare l’efficienza elettrica e la durata delle diverse celle a combustibile utilizzate per la cogenerazione e la sola produzione di energia, riducendo al contempo i costi, a livelli delle tecnologie convenzionali
  • aumentare l’efficienza energetica della produzione di idrogeno principalmente dall’elettrolisi dell’acqua e da fonti rinnovabili, riducendo al contempo i costi operativi e di capitale
  • dimostrare su larga scala la fattibilità dell’uso dell’idrogeno per supportare l’integrazione delle fonti di energia rinnovabile nei sistemi energetici
  • ridurre l’uso delle “materie prime critiche” definite dall’UE, ad esempio mediante risorse a basso contenuto di platino e attraverso il riciclaggio o la riduzione o l’eventuale utilizzo di elementi di terre rare

 

Due argomenti riguardano gli obiettivi relativi ai pilastri trasporto ed energia insieme(“Overarching activities”) e altri argomenti affrontano temi trasversali.

La Call è aperta dal 14 gennaio 2020 al 21 aprile 2020 alle 17:00 CET.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di FCH JU.

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H2IT pubblica il Piano Nazionale di Sviluppo Mobilità Idrogeno Italia

Piano Nazionale di Sviluppo Mobilità Idrogeno Italia

H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile pubblica il “Piano Nazionale di Sviluppo Mobilità Idrogeno Italia” che delinea le potenzialità di sviluppo dell’infrastruttura di rifornimento idrogeno sul territorio nazionale e le azioni necessarie per la sua realizzazione.

H2IT nel 2016 ha contribuito alla realizzazione del Piano Strategico per lo sviluppo dell’infrastruttura per il combustibile alternativo idrogeno (D.lgs 257 del 16/12/2016, Allegato III “Quadro Strategico Nazionale, Sezione b, Fornitura d’Idrogeno per il trasporto stradale”).

In vista di un aggiornamento del Quadro Strategico Nazionale previsto dal decreto, H2IT ha lanciato una serie di tavoli di lavoro all’interno della MISSION TRASPORTO, con l’obiettivo finale di aggiornare Il documento elaborato nel 2016 in tutte le sue sezioni e ampliarlo aggiungendo agli scenari di sviluppo della mobilità elettrica a celle a combustibile per auto e bus, quelli del trasporto ferroviario, del trasporto pesante, della movimentazione materiali e del trasporto marittimo, ritenute rilevanti e abilitanti per il settore dell’idrogeno.

Hanno partecipato ai tavoli di lavoro per l’elaborazione del Piano, i principali stakeholders dei rispettivi settori della mobilità, per un totale di 38 enti tra imprese centri di ricerca.

La definizione degli obiettivi nazionali per lo sviluppo della Mobilità Idrogeno in Italia, elaborati nel “Piano Nazionale di Sviluppo”, è basata su criteri specifici e su una modellazione analitica di dettaglio estesa fino al 31/12/2050, prendendo in considerazione i seguenti aspetti:

  • obiettivi ambientali per la riduzione dei gas serra e delle emissioni inquinanti;
  • futura flotta di mezzi a propulsione alternativa attesi per diversi orizzonti temporali e stima della domanda futura di idrogeno
  • produzione dell’idrogeno e implementazione di un’infrastruttura adeguata per favorire lo sviluppo della mobilità alternativa.

 

Riassumendo le principali conclusioni del piano, si prevede che lo scenario di vendita in Italia possa essere il seguente:

  • Si prevede che lo scenario di vendita in Italia delle autovetture FCEV possa raggiungere uno stock pari a circa 27.000 unità entro il 2025
  • Per gli autobus, si vuole raggiungere uno stock di circa 1.100 unità al 2025;
  • Per la mobilità pesante si prevede di raggiungere uno stock veicoli di poco meno di 2000 unità per il 2030 e una sostituzione del 29 % del parco circolante per il 2050 (circa 50.000 unità);
  • Lo scenario del trasporto passeggeri nel settore ferroviario prevede un’implementazione del vettore idrogeno in circa 20 unità al 2025, per arrivare ad una sostituzione di 100 locomotori diesel su tratte non elettrificate entro il 2050;
  • Per quanto riguarda il mercato dei mezzi atti alla movimentazione di materiali, si prevede un inserimento graduale dei sistemi a celle a combustibile nel mercato, con uno stock mezzi di 2.750 unità al 2030 nello scenario più conservativo;
  • Infine, all’interno della mobilità marittima, non si è voluto sviluppare alcuno scenario, data l’enorme varietà e tipologia di mezzi oltre che la bassa maturità in questo settore. Tuttavia, vengono proposte alcune azioni per identificare scenari applicativi reali anche in campo marittimo.

Il Piano Nazionale di sviluppo mobilità idrogeno Italia è pubblico e scaricabile al seguente link;

Per informazioni e approfondimenti contattare segreteria@h2it.it oppure i coordinatori dei tavoli per le specifiche mobilità.

Piano Nazionale_Mobilita Idrogeno_integrale_2019_FINALE

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Treni a idrogeno, Piemonte guida il team europeo per l’uso dell’idrogeno come combustibile a impatto zero nel campo del trasporto su trenoi

Gli sforzi dell’Italia, finora, si sono concentrati soprattutto sulla ricerca e molto è stato fatto proprio in Piemonte, prima attraverso il Polo di Innovazione ‘Idrogeno ed Edilizia Sostenibile’ e oggi nell’ambito del Clever, il Polo della Regione partito nel 2017. In questi ultimi anni, quindi, la continua ricerca e la determinazione di piccole e medie imprese si sono aggiunte all’esperienza dello stabilimento Alstom, a Savigliano.

Sono stati prodotti proprio dalla multinazionale francese, infatti, i primi due treni a idrogeno mai messi su rotaia, i Cordia iLint, costruiti nella fabbrica di Salzgitter, in Germania, entrati in funzione il 17 settembre 2018 in Bassa Sassonia e dotati di celle a combustibile che convertono l’idrogeno e l’ossigeno in elettricità.

Ma in cosa consiste il lavoro di questo team?  Marcello Baricco, professore ordinario del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, che farà parte del gruppo di lavoro formato d ricercatori dell’Università di Torino, del Politecnico e del Polo d’innovazione Clever e che ha l’obiettivo, fissato dall’Ue, di sfruttare l’idrogeno non solo come carburante per la mobilità, ma di creare una vera e propria economia neutrale dal punto di vista climatico, entro il 2050.

“Da alcuni anni si è costituito un gruppo di Regioni Europee interessate a sviluppare le tecnologie basate sull’idrogeno, inserito all’interno della strategia europea S3 (Smart Specialization)” spiega Baricco. Questo gruppo, chiamato ‘Smart Specialisation Platform – Hydrogen Valley’, si occupa di molteplici attività affidate a diversi gruppi di lavoro, ciascuno concentrato su una tematica specifica legata alle tecnologie basate sull’idrogeno. Il 22 novembre scorso al Piemonte è stata assegnata la responsabilità del gruppo che lavora allo sviluppo dei treni alimentati a idrogeno in Europa con il coordinamento delle iniziative fra le regioni coinvolte.

I due atenei torinesi hanno una lunga tradizione di ricerca sul tema idrogeno, probabilmente tra le più attive a livello europeo. “Sono tra le università fondatrici della ‘Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking’, nel cui contesto hanno coordinato diversi progetti di ricerca a livello europeo”, ricorda Baricco. Si tratta della piattaforma pubblico-privata che agisce in Europa da più di 15 anni sul tema dell’idrogeno e delle celle a combustibile e che, attraverso le sue strutture, eroga i finanziamenti europei nell’ambito del programma Horizon 2020FCH JU e S3 – Hydrogen Valley agiscono in sintonia ed il Piemonte è ben rappresentato in entrambe le organizzazioni. A pesare sulla scelta è stato anche il parere della Regione Auvergne-Rhône-Alpes con la quale sarà sviluppato il progetto sul versante italo-francese. Ma hanno espresso parere favorevole al Piemonte diverse regioni francesi, oltre all’Emilia Romagna, a due regioni spagnole, una norvegese e una scozzese. “Il prossimo appuntamento – anticipa il professore – è per l’inizio di febbraio a Parigi, dove verranno presentati i vari progetti delle regioni interessate”.

INell’ambito della FCH JU, sono stati portati avanti diversi studi. “La conclusione – spiega Baricco – è che la tecnologia è matura e, soprattutto per le tratte su scala regionale, risulta competitiva per la decarbonizzazione di quelle attualmente gestite mediante treni diesel. In particolare, la conversione dei treni diesel in treni a celle a combustibile è competitiva rispetto alla elettrificazione”. Oltre alla Germania, in Europa sono diversi i Paesi che si stanno muovendo. In Austria, a maggio 2018 la Zillertalbahn ha aggiudicato a Stadler un contratto per la fornitura di cinque treni per sostituire la trazione diesel sulla linea da Jenbach a Mayrhofen, nella provincia occidentale del Tirolo. E poi c’è il progetto di Alstom, questa volta in Francia, per una variante a celle a combustibile a idrogeno della sua automotrice Coradia Polyvalent (Régiolis), l’alternativa ai treni diesel per le regioni francesi, mentre all’inizio del 2019 nel Regno Unito Alstom ed Eversholt Rail hanno svelato il design di un nuovo treno a idrogeno, chiamato ‘Breeze’. Questi convogli potrebbero attraversare il Paese già nel 2022. 

Al momento l’Italia non ha ancora svolto un ruolo di primo piano. A novembre 2018 è stato sottoscritto un accordo tra il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, il Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), per la valutazione tecnico/economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno. Ma questa nuova tecnologia richiede la presenza di infrastrutture nuove: dalla produzione di idrogeno in quantità sufficiente alle stazioni di rifornimento ed ogni singola situazione va valutata con estrema attenzione. “C’è sicuramente interesse in molte regioni – spiega Baricco – ma va ricordato che in Italia al momento è disponibile al pubblico una sola stazione di rifornimento a Bolzano”.

Per questo motivo, in Piemonte si vuole mettere a punto un progetto da presentare alla ‘Hydrogen Valleys’ “per la definizione di una possibile implementazione di questa tecnologia per treni alimentati a idrogeno nella nostra Regione”, rivela il professore. Al progetto stanno lavorando Environment Park, con il polo di innovazione Clever, Università di Torino e Politecnico di Torino, ovviamente con la collaborazione delle aziende del territorio. “La presenza di Alstom in regione sarà ovviamente un valore aggiunto nella preparazione della proposta”, aggiunge Baricco. Anche attraverso il lavoro della Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile è stato messo a punto un piano sull’introduzione di queste tecnologie in Italia, recentemente presentato al Mise. “Il piano prevede una estensione del numero di stazioni di rifornimento in Italia – aggiunge – ma questo sviluppo sarà ovviamente legato a scelte di incentivazione e alle normative che verranno implementate nel nostro Paese”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.it

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Frans Timmermans: L’idrogeno, un’area in cui l’Europa è ancora in testa

Comunicato stampa FCH KJU – Stakeholder Forum – 21 Novembre 2019

L’idrogeno è pronto a creare un’economia a emissioni zero, conferma lo Stakeholder Forum organizzato da FCH JU

“La transizione verso l’energia verde non è un’opzione, ma una necessità. Vedo un ruolo chiave per l’idrogeno pulito … è un’area in cui l’Europa è ancora in testa. Perché non estendere il vantaggio su qualcosa che potrebbe essere una delle soluzioni più importanti per l’energia pulita? ‘ ha dichiarato Frans Timmermans, Vicepresidente della Commissione europea, nella sessione di apertura dello Stakeholder Forum FCH JU, il 21 novembre a Bruxelles.

“La cosa più importante è trovare il modo di ottenere successi relativamente rapidi per dimostrare alle persone che questa soluzione funziona” ha continuato Timmermans “, rivolgendosi al forum che riunisce esperti di energia e clima, e gli stakeholder dell’industria, della ricerca, delle istituzioni dell’UE e degli enti locali e regionali.

L’idrogeno è una componente essenziale della transizione energetica dell’Europa e per gli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio e contrastare i cambiamenti climatici. Si prevede pertanto che svolgerà un ruolo importante a livello europeo nel Green Deal della Commissione. Il settore FCH è anche una fonte preziosa di posti di lavoro futuri e crescita in un’economia verde.

Le discussioni tra i 500 partecipanti e più al Forum si sono concentrate su come affrontare i rimanenti ostacoli al spiegamento, l’importanza di promuovere una cultura dell’innovazione per l’attivazione di nuovi mercati e dell’impatto di sinergie e dello scaling up sulla crescita e l’occupazione.

I delegati hanno esplorato gli ultimi sviluppi del settore, mostrando come l’Europa sta capitalizzando i nuovi sviluppi del settore FCH e procedendo verso un’economia a emissioni zero.
I relatori delle quattro sessioni hanno riflettuto sugli ultimi successi della FCH JU e sui modi per rafforzare le relazioni tra soggetti privati ​​e pubblici in questo settore in crescita rapida. Hanno sottolineato la necessità di potenziare e migliorare la regolamentazione, nonché rafforzare il sostegno pubblico e le sinergie tra i finanziamenti.

Bart Biebuyck, direttore esecutivo di FCH JU, ha sottolineato i risultati del programma:

“Entro la fine dell’anno, FCH-JU avrà sostenuto 263 progetti per un investimento pubblico-privato combinato di 2 miliardi di euro”. In questi progetti, per ogni euro di denaro pubblico il settore privato ha ugualmente investito un euro. In Horizon 2020,  i partner privati ​​hanno investito 4 volte di più di quanto inizialmente richiesto. Ciò dimostra l’enorme volontà del settore di investire”

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Assolombarda: l’idrogeno tra i punti fermi della strategia italiana sull’energia

Assolombarda ha presentato ieri a Milano il libro bianco ‘Il futuro dell’energia’ per analizzare gli scenari e le prospettive in ambito energetico. Energia, Innovazione e competitività le tre parole intorno alle quali si è costruito il report. All’interno gli scenari energetici e la visione dell’industria su: efficienza energetica, FER e reti elettriche, Idrogeno, Gas, Biomentano ed Economia circolare.

Questo è il quinto di 5 volumi, che l’associazione dedica ai temi strategici per la crescita del Paese, ed è stato presentato da Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda, e Fabrizio Di Amato, vicepresidente Energia, Centro Studi, Sviluppo delle filiere e Cluster di Assolombarda.

Gli industriali sottolineano come l‘energia sia una realtà di imprese ad alto valore per l’economia. “Basti pensare – si legge in una nota – che per ogni euro di valore aggiunto del segmento ‘energia in senso stretto’ vengono attivati 1,1 euro aggiuntivi nel resto dell’economia italiana (1,2 in Lombardia)”. Tutto l’ecosistema, che comprende e integra più segmenti (dalla componentistica ai servizi di ingegneria e costruzioni alla produzione, vendita e distribuzione di energia), vale 62 miliardi di euro di valore aggiunto, 11 dei quali nella sola Lombardia, e occupa oltre 600mila dipendenti, 93mila dei quali in Lombardia.

“La transizione energetica può rappresentare una grande opportunità e per farlo deve coniugare un’economia low carbon e sostenibile, con approvvigionamenti energetici sicuri ed economici, a vantaggio di un tessuto industriale competitivo, dinamico e innovativo”, viene spiegato.

Le nove idee per lo sviluppo dell’ecosistema energia, in altrettante aree di riferimento:

  1. Semplificazione amministrativa/autorizzativa e certezza delle norme;
  2. Sostenibilità;
  3. Gas;
  4. Idrogeno;
  5. Efficienza energetica;
  6. Biocarburi e chimica verde;
  7. Biometano;
  8. Autoconsumo;
  9. Fonti rinnovabili (FER) e Reti elettriche.

 

Fonte: Il Giorno Milano

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